mercoledì, Luglio 17

Accadde Oggi: la CSI è più forte 21 dicembre 1991: firma dei Protocolli di Alma Ata

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La dissoluzione dell’Unione Sovietica, oltre a costituire un evento epocale, che ha modificato irrimediabilmente il rapporto di forze a livello mondiale, è stata un fatto che ha creato l’esigenza di cercare un nuovo equilibrio a livello regionale. La Russia era senz’altro ‘l’azionista di maggioranza’ dell’Urss, ma la federazione delle Repubbliche Sovietiche era costituita da vari Stati. Disgregandosi, si formarono quindici nuove entità statuali, che necessitavano di coordinazione economica, militare e politica.

Le tre Repubbliche Baltiche – Lettonia, Lituania ed Estonia – separarono immediatamente i propri destini da quello delle altre ex Repubbliche Sovietiche, orientandosi verso l’Europa occidentale. Le altre, invece, confluirono nella Comunità degli Stati Indipendenti, abbreviata in CSI.

Russia, Bielorussia e Ucraina furono i tre Stati che diedero vita alla CSI, firmando gli accordi di Belaveža, che sanciva la fine definitiva dell’esistenza dell’Urss: era l’8 dicembre del 1991. A loro tre fu quindi dato lo status di membro fondatore. Passarono pochi giorni e la CSI vide aumentare esponenzialmente il numero dei propri membri: con i Protocolli di Alma Ata del 21 dicembre dello stesso anno, ai tre Stati fondatori si aggiunsero Armenia, Azerbaigian, Moldavia, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kazakistan e Kirghizistan. Nella città kazaka dove vennero firmati i protocolli, inoltre, vennero sanciti i principi fondativi della CSI. Solo la Georgia mancava all’appello – lo Stato caucasico si unì agli altri nel 1993.

La CSI è un’entità sovranazionale che, sebbene non sia riuscita a funzionare così come era stato immaginato, ha l’obiettivo di realizzare progetti ambiziosi: creare un’area di libero scambio economico e cercare di coordinare le politiche in materia di difesa sono fra questi. Ad oggi, Georgia e Ucraina si sono ritirati dalla CSI, a causa delle tensioni con la Russia, mentre il Turkmenistan ha lo status di ‘Stato associato’. Il futuro della CSI, l’ultimo lascito dell’Unione Sovietica, è difficile da interpretare: tutto dipende dalle intenzioni di Mosca.

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