sabato, Dicembre 7

Accadde Oggi: Israele e Siria, un accordo duraturo 31 maggio 1974: firma dell’accordo di disimpegno dopo la guerra del Kippur

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Se dovesse esserci una classifica annuale delle zone più difficili del mondo, probabilmente l’area mediorientale sarebbe stabilmente nella top 3, con vaste possibilità di vincere una certo non voluta medaglia d’oro in molte occasioni. Il conflitto arabo-israeliano si è dipanato nel corso dei decenni, dall’instaurazione dello Stato d’Israele nel 1948 fino a oggi. L’anniversario odierno riguarda uno dei momenti risolutivi di una delle guerre che hanno costellato la seconda metà del XX secolo, quella dello Yom Kippur dell’ottobre 1973.

La guerra ebbe luogo nell’ottobre di quell’anno, in concomitanza della festività religiosa ebraica dello Yom Kippur,  in cui il popolo ebraico è chiamato a espiare i propri peccati. Quell’anno, la festività ebraica coincideva con il Ramadan islamico: i due schieramenti, israeliano da un lato e arabo (composto soprattutto da egiziani e siriani) dall’altro, si trovarono a combattere dunque in un periodo molto particolare dell’anno. Il conflitto armato si concluse in venti giorni (dal 6 al 25 ottobre), ma la pace non fu stipulata subito: il tutto terminò con un cessate il fuoco, ma le tensioni continuarono a farsi sentire e a esplodere, saltuariamente, in sempre più violenti schermaglie.

Questo fragile equilibrio fu più volte sul punto di rompersi, per far deflagrare il tutto in un’altra violenta guerra, ma il 31 maggio 1974, dopo lunghi mesi di attesa, si venne a un compromesso: a Ginevra, Israele e Siria firmarono un accordo di disimpegno, in cui entrambi gli schieramenti si vennero incontro, ponendo fine agli attriti. Vennero scambiati i prigionieri e le truppe israeliane si ritirarono dalle città siriane occupate, dove poterono fare ritorno le popolazioni prima allontanate. Si stabilirono dei confini precisi e venne mantenuto il coprifuoco. Nonostante lo scetticismo, questo accordo  è stato in grado di resistere per decenni, mantenendosi fino ai giorni nostri e diventando l’accordo più duraturo fra Israele uno Stato arabo.

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