lunedì, Marzo 25

Accadde Oggi: Islanda, una protesta particolare 24 ottobre 1975: Kvennafrídagurinn, sciopero delle donne

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La fredda Islanda, fra i suoi ghiacci e i suoi fiordi, ha forgiato un popolo di 300 mila persone, in grado di sopportare con invidiabile resistenza le rigide temperature e il tempo inclemente della propria terra, ricompensandoli con l’atmosfera evocativa dei propri meravigliosi panorami. Ma l’Islanda è una terra viva: sotto la coltre di ghiaccio, c’è un’intensissima attività vulcanica e geotermica, con lo spettacolare fenomeno dei geyser che caratterizzano questa particolare area del mondo. L’apparente fredda calma delle lande islandesi nasconde la ribollente energia di una delle terre più vive del mondo.

E così è il popolo islandese. Calmo, tranquillo, mite, ma, come un geyser, quando esplode, libera un’energia che non si pensava potesse avere. Non è un caso che alcune delle manifestazioni di popolo più intense e efficaci hanno avuto luogo su questa piccola isola.

Guardando agli anni più recenti, viene in mente quella che fu una vera e propria rivoluzione, che ebbe luogo in Islanda a seguito della fortissima crisi economica che mise in ginocchio l’intera società isolana fra il 2008 e il 2011. Le piazze di Reykjavík si riempirono di migliaia di islandesi, che protestavano contro una classe dirigente che fatto sprofondare la società dell’isola nel baratro. Si arrivò anche a un progetto di riscrittura della Costituzione, la cui bozza è, al momento, ferma in Parlamento.

Ma non fu l’unico caso. Molto particolare fu quello che accadde il 24 ottobre 1975. L’ONU aveva dichiarato quello come l’anno della Donna e vennero incoraggiate iniziative per discutere circa il ruolo della donna nella società. In Islanda la disparità di genere era particolarmente accentuata: basti pensare che le donne guadagnava circa il 60% in meno degli uomini. Per sottolineare l’importanza del ruolo della donna nella società, si scelse una particolare forma di protesta: il Giorno Libero delle Donne (Kvennafrídagurinn). Le donne islandesi, quel giorno, non lavorarono, né fecero attività casalinga. I giornali non uscirono, le scuole chiusero. Gli esercizi e i servizi funzionarono a rilento. In piazza, le donne manifestavano per i loro diritti: un anno dopo, il Parlamento emanò una legge per la parità fra uomo e donna. Non molto, ma un primo passo era stato fatto.

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