giovedì, Ottobre 1

Accadde Oggi: inizia l’era Ceausescu 22 marzo 1965: Ceausescu diventa primo segretario del Partito dei Lavoratori di Romania

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Nicolae Ceausescu è stato Presidente della Repubblica socialista di Romania e uno degli uomini politici protagonisti nella seconda metà del XX secolo in quell’area geografica europea appartenente al cosiddetto blocco comunista, sotto la diretta influenza dell’Unione Sovietica. Nato da una famiglia poverissima nel 1918, si avvicinò già in giovinezza al Partito dei Lavoratori Rumeno e venne subito schedato come pericoloso agitatore politico, tanto che fu arrestato più volte e, in un’occasione, venne recluso in un campo di concentramento, dove conobbe Gheorghe Gheorghiu-Dej, futuro Capo di Stato rumeno e suo padrino politico.

Si sposò nel frattempo con Elena Petrescu, con cui condivise il resto della propria vita e la sua fine violenta, alla fine del regime nel 1989: la formula matrimoniale “finché morte non vi separi” raramente trovò realizzazione più veritiera. Nel frattempo, la Romania era caduta sotto l’influenza sovietica e Gheorghe Gheorghiu-Dej fu il capo politico della Repubblica Popolare di Romania: in questo periodo, Ceaucescu ricoprì la carica di Ministro dell’Agricoltura e risalì le gerarchie del Partito, fino a raggiungerne le posizioni apicali, divenendo, a tutti gli effetti, il braccio destro di Gheorghiu-Dej.

Alla morte di quest’ultimo, arrivò quindi il momento di Ceausescu di prendere il posto del leader del proprio partito: il 22 marzo 1965, quel figlio di una famiglia poverissima era diventato Primo Segretario del Partito dei Lavoratori, che ribattezzò prontamente ‘Partito Comunista della Romania’. E non solo cambiò il nome del Partito, ma rinominò la Repubblica Popolare di Romania in Repubblica Socialista e la propria carica divenne ‘Presidente del Consiglio di Stato’. Iniziò dunque negli anni ’60 il governo dittatoriale di Nicolae Ceausescu, improntato a una gestione personalistica, familistica e autoritaria della Repubblica Socialista, sebbene la sua politica si distinse da quella dei suoi alleati comunisti per le posizioni critiche rispetto al controllo oppressivo e totale dell’Unione Sovietica nelle decisioni politiche degli Stati membri del Patto di Varsavia.

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