martedì, Novembre 12

Accadde Oggi: Giappone, a un passo dal deicidio 27 dicembre 1923: attentato fallito al Principe Hirohito

0

L’imperatore del Giappone è una figura molto carismatica all’interno dello Stato giapponese. Sebbene non abbia più alcun potere effettivo, rivestendo una funzione perlopiù simbolica, è alle sue parole che il popolo nipponico si aggrappa nei momenti più difficili. Si pensi ai giorni immediatamente successivi al disastro di Fukushima, quando l’Imperatore Akihito ruppe il tradizionale silenzio per confortare e incoraggiare i suoi sudditi.

Questa venerazione per la figura dell’Imperatore ha origini antiche. Fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, l’Imperatore deteneva prerogative semi-divine: la sua natura superava la dimensione umana per dipingersi di suggestioni celestiali. La sua parola è parola divina, la sua figura è sacra. Di conseguenza, chiunque avesse osato andare contro l’Imperatore, non si opponeva solamente alla massima carica del Giappone, ma a un Dio in carne e ossa. Non era semplicemente vilipendio: era sacrilegio.

Daisuke Namba era un militante del Partito Comunista Giapponese, un movimento considerato illegale. Il 1923 era un anno particolarmente difficile per il Giappone: il terremoto di Kanto aveva causato oltre 100 mila morti e le condizioni di vita si fecero durissime. Il malcontento era alle stelle e le organizzazioni sindacali agitavano il già difficile clima politico di quei tempi. Namba, figlio di un membro della Dieta giapponese, decise di agire: nei pressi della Toranomon, quartiere di Tokyo, attaccò la carrozza imperiale. Il Principe Ereditario Hirohito si stava recando alla cerimonia d’apertura della Dieta imperiale: un proiettile ruppe il finestrino, ferì un aiutante del Principe. Hirohito rimase illeso.

L’incidente di Toranomon ebbe luogo il 27 dicembre 1923. Namba venne catturato subito. Aveva quasi assassinato una divinità e meritava quindi la massima delle punizioni: venne condannato a morte. Si professava cosciente, ma venne considerato pazzo: solo chi ha perso il lume della ragione può pensare di uccidere un essere celeste. Il padre del terrorista si dimise dalla Dieta e, per la vergogna, cambiò cognome.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore