domenica, Giugno 16

Accadde Oggi: Amba Aradam, dalla battaglia al dizionario 15 febbraio 1936: battaglia di Amba Aradam, Etiopia

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Alcuni eventi storici colpiscono l’immaginario più di altri, c’è poco da fare. I motivi per cui questo avviene possono essere vari: probabilmente questi suonano più curiosi, più interessanti alle orecchie di chi ne viene a conoscenza e rimangono così impressi nella memoria. Una volta registrati e fatti propri dalla mente umana, entrano a far parte della vita di tutti i giorni e nella quotidianità si manifestano e riappaiono nelle nostre frasi, nei nostri modi di dire. Quando l’evento storico riesce a permeare il nostro linguaggio, fino a diventare vero e proprio proverbio, è segno che la Storia si è concretizzata in Parola: come l’archeologo scava e ritrova ricchezze appartenenti ad altre epoche, così, andando a fondo nel nostro linguaggio, troviamo piccoli tesori del passato.

È il caso, ad esempio, della parola ‘ambaradan’. In italiano, infatti, utilizziamo questa parola per indicare una situazione di confusione totale, di baraonda e prende spunto da un episodio della Guerra d’Etiopia, combattuta dall’Italia fascista nel 1936. In quel conflitto, l’Esercito italiano, guidato da Pietro Badoglio, si ritrovò a fronteggiare gli etiopi guidati dal ras Mulugeta sull’altopiano di Amba Aradan (da cui deriva la parola oggetto della rubrica di oggi). Come si può intuire dal significato che è venuto ad avere la parola ‘ambaradan’, in quello scontro regnò il caos: gli italiani si accordarono con tribù, che andarono poi ad allearsi con le truppe abissine, per poi riallearsi con i fascisti, rendendo la battaglia assolutamente confusa.

Lo scontro vide vincitori gli italiani, che si resero protagonisti di una delle azioni più disumane della propria storia militare: gettarono bombe di gas tossici sulla popolazione, arrivando a infliggere agli abissini 20000 perdite, fra cui moltissimi civili. Pertanto, ogni volta che pronunciamo questa parola, ricordiamo uno delle pagine più tristi della nostra Storia, rimasta irrimediabilmente impressa nei nostri vocabolari e nelle nostre menti.

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