venerdì, Ottobre 18

Abolire la moneta per far pagare le tasse a tutti davvero Oggi i contanti che circolano sono molti, troppi, e quindi il nero è facilitato. Perchè il nero lo facciamo tutti noi, dal bar all’avvocato. Basterebbe che il Governo riducesse il contante disponibile al minimo possibile

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Talvolta, in questo nostro Paese, l’ipocrisia e la faccia di bronzo, che poi sono le due facce di una stessa medaglia, sono talmente plateali che uno quasi si stupisce che siano così smaccate e così smaccatamente indifferenti a ciò che la gente comune pensa e di cui ha bisogno.

Uno dei problemi più gravi, che ormai ha raggiunto livelli di gravità davvero oltre ogni immaginazione, è quello del sistematico  -nota bene sistematico- mancato pagamento delle tasse dovute.
, certo, lo sappiamo benissimo, le tasse sono troppo alte in questo Paese, meno di alcuni, pochi, ma alcuni, altri Paesi europei. E già qui, la prima ipocrisia.
Non facciamo che lamentarci delle tasse, sparando cifre iperboliche tipo, che so, livelli oltre il 75% e simili cose, ma mai diciamo che altrove, sia pure in un solo altro Paese, sono addirittura più alte. Anche se è vero come è certamente vero, che il livello dei servizi in questo Paese è bassissimo, mentre altrove, specie là dove si pagano più tasse, è altissimo.
Non diciamo nemmeno che il nostro è uno dei pochissimi Paesi al mondo dove la sanità è completamente gratuita, almeno quella ospedaliera, diversamente da quella ordinaria, ma anche qui perché c’è chi la gestisce male, chi ne abusa, ecc.
E sempre per restare nella ipocrisia più totale, non diciamo mai che ci sono Paesi in Europa che definire Paradisi Fiscali è solo una edulcorazione della realtà, perché sono sberleffi fiscali! Ma poi ci si congratula quando Sergio Marchionne (o meglio la famiglia Agnelli) non solo ‘scippa’ la FIAT all’Italia, ma dal punto di vista fiscale si insedia in uno di quei paradisi: questa, nella nostra nomenclatura (pensate a Renzi!) si chiama ‘abilità’. 

Tanto per chiarire che quanto a ipocrisia se è vero che non siamo secondi a nessuno, è anche vero che c’è chi ci insegue da vicino. Nei giorni scorsi la signora Ursula von der Leyen ha scritto un breve articolo, sul quale tornerò, per difendere lo ‘stile di vita europeo’ … se quello dei paradisi fiscali è il nostro stile di vita, stiamo freschi. Solo per dire, cara signora von der Leyen, che sarebbe buona norma essere precisi ed esaustivi quando si dicono certe cose.

Comunque, tornando all’evasione fiscale, come è noto, noi siamo i primatisti mondiali, visto che, ormai è un dato quasi ufficiale (anche se c’è chi dice che il dato sarebbe largamente sottostimato), quello per cui ogni anno -dico ogni anno- e da molti anni, ogni anno viene evasa una somma dell’ordine dei 130 miliardi di euro; centotrentamiliardi, vi rendete conto? Provate a scriverlo a cifre e magari ‘traducetelo’ in lire … ne viene fuori un numero che occupa un rigo intero.
Altro che abbassare le tasse, fare la flat tax, facilitare la tassazione a chi ha redditi medi, qui si deve farle pagare a tutti, prima di tutto, e poi abbassarle, o meglio, abbassarle in proporzione dell’aumento del numero dei contribuenti.

Ora, parliamoci chiaro, ma proprio chiaro chiaro, chiarissimo e lealmente. Che vi siano molti grandi e grandissimi evasori è un fatto certo e acquisito, e tutti sappiamo benissimo quali sono: certo Amazon, Google, ecc… e chi più ne ha più ne metta. Però, non vi sono soltanto loro, i grandi evasori che portano soldi all’estero, che imbrogliano ecc., ma molti moltissimi piccoli evasori’ o almeno evasori alla nostra portata, li conosciamo benissimo noi, ognuno di noi e li incontriamo ogni giorno e lo sappiamo benissimo. Sono quelli che ci vengono a riparare il lavandino, sono i baristi o ristoratori che non ci danno la ricevuta o ce la danno fasulla, sono i negozianti che nemmeno ce la danno, sono quelli che chiamiamo a lavarci i vetri e che paghiamo ‘in nero’, o anche il medico e l’avvocato … li conosciamo e accettiamo in silenzio, borbottando, ma in silenzio, anche perché, mancando il cosiddetto conflitto di interessi, noi per primi se appena ci capita di poterlo fare, evadiamo.

E per di più sappiamo benissimo che, in tanto loro e talvolta noi stessi possiamo evadere, molto o poco che sia – spesso solo poco ma per molte persone il che alza di molto la somma complessiva – in quanto noi possiamo pagare in contanti.

Via, non prendiamoci in giro, non facciamo i leghisti o gli stellini in difesa del diritto a spendere come si vuole i propri soldi: se noi non potessimo avere denaro contante, se tutti noi non ne potessimo avere o ne potessimo avere solo pochissimo, con tutta la buona volontà semplicemente non potremmo pagare in nero, ripeto ‘non potremmo’ anche volendolo. E se la cosa fosse generalizzata, anche i più restii a pagare le tasse, sarebbero costretti a pagarle, perché non potrebbero ottenere pagamenti in contanti.

E invece, oggi come oggi, i contanti circolano e sono molti, e quindi il nero è facilitato.
Pare che le cassette di sicurezza di molti italiani siano piene di contanti: ebbene è venuto il momento di fargliele svuotare. No, per carità, non avete capito, non so dicendo di aprirle di forza o altro, nulla di tutto ciò: dico solo che se non circola contante anche quello prima o poi finirà.
Poi certo ci sono anche mezzi più decisivi, che so mettere i contanti attuali fuori corso, ecc.

Questo lo sappiamo benissimo tutti. Basterebbe che il Governo facesse il contrario di ciò che hanno fatto i suoi predecessori (se non sbaglio, proprio Renzi), riducendo il contante disponibile al minimo possibile, tipo 300 euro al mese, anche meno. Noi tutti, certo, saremmo costretti ad usare le carte di credito o i bancomat o le carte prepagate o i bonifici e quindi saremmo costretti ad avere un conto in banca, e egualmente sarebbero costretti ad averlo i commercianti e professionisti vari, che spesso si lamentano perché le banche pretendono delle vere e proprie ‘tangenti’ sulle spese e sugli incassi fatti tramite il sistema bancario. Certo si dovrebbe trovare il modo di venire incontro a quelle persone che ‘arrotondano’ il proprio reddito ufficiale e documentato, lavorando, oggi, in nero, ma non penso che sarebbe impossibile, con un atteggiamento collaborativo e non punitivo.

E dunque, il Governo, un Governo che volesse essere rispettabile e combattere realmente l’evasione fiscale, potrebbe imporre alle banche di praticare tariffe ragionevoli (tanto più che la clientela aumenterebbe di molto), magari perfino offrendo alle banche stesse un contributo per agevolare l’intera operazione. Certo, poi ci sarebbe la solita ‘vecchina’ di cui ci parlano i difensori dello status quo ogni volta che si viene su questo discorso, ma tutti sappiamo che quella della vecchina è una balla pura e semplice, e anzi, che la vecchina è proprio quella che rischia di più tenendo i contanti in casa.

E certamente, si potrebbe obiettare, la tentazione di ‘risparmiare sull’IVA’, che è la cosa che ci dicono sempre quando si deve fare un pagamento per indurci a farlo in nero (non succede mica solo a me, no?) sarebbe forte e potrebbe indurci a fare salti mortali per disporre di contanti. Vero. Ma, proprio gli esperti oggi ci dicono che un po’ di lotta all’evasione è stata facilitata dal fatto che in alcuni settori si è creato il ‘conflitto di interessi’: se io pago in chiaro’, la somma mi viene in parte detratta dalle tasse, come accade quando acquistiamo i medicinali, dove il sistema funziona benissimo e noi troviamo a fine di anno la lista completa quasi perfetta di tutte le spese in medicinali fatte. 

E allora, perché non estendere la cosa a tutto … sì, proprio così, a tutto? Ovviamente in proporzioni ragionevoli: certo un caffè al bar non potrebbe comportare una detrazione pari al costo del caffè, ma solo una piccola frazione di esso, ma, come diceva mia nonna, i milioni sono fatti di tante minuscole lire!

Guardate un po’, ne accennava l’altra sera Milena Gabanelli, bravissima e attenta giornalista, ma, temo, non troppo femminista, perché portava l’esempio del Tizio che vuole regalare un gioiello alla amante … e perché non ‘la’ amante (termine invero assai volgare) al Tizio? … ma sorvoliamo e torniamo alla Gabanelli. Ebbene il Tizio o la Tizia, regalano quello che vogliono pagandolo con carta di credito, magari assicurando agli interessati che nessuno al mondo potrà mai sapere di quella spesa.

Perché cito la Gabanelli? Perché ne parlava, per raccontare (approvandola e questo davvero mi sorprende) di una proposta  -ecco l’ipocrisia di cui sopra- di non ricordo chi: quella di tassare i prelievi di contanti. Così, se tu devi pagare una tassa sul prelievo – che per ‘dissuadere’ dovrebbe essere almeno pari all’IVA, vi rendete conto dell’assurdo?- sei indotto a non usare i contanti, ma poi, se proprio vuoi, l’amante è lì che aspetta, ci paghi un po’ di tasse su: la tassa sull’amante!

Ma vi pare possibile che in un Paese civile si facciano discorsi e proposte simili? E invece pensate a quanto sarebbe utile una cosa del genere, magari abolendo proprio la moneta, non si potrebbero pagare più le mance ai parcheggiatori, ma nemmeno la droga agli spacciatori. Sbaglio? Certamente, qualche esperto di tasse o finanze dirà di sì, magari quella parte di sistema interessato a vendere, ma, a quanto pare, non proprio a pagare le tasse!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.