martedì, Ottobre 27

Abe: ‘Il Giappone ora si occuperà della Corea del Nord’ Argentina: vittoria nelle legislative di Mauricio Macri. Catalogna, Juncker: 'Contro tutti i separatismi in Europa'

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«Come avevo promesso durante la campagna elettorale, il mio compito è di occuparmi fortemente della Corea del Nord, e per questo c’è bisogno di una diplomazia forte»: con queste parole il premier giapponese Shinzo Abe è intervenuto parlando della larga vittoria alle elezioni politiche. L’attuale leader conservatore giapponese aveva già annunciato di voler rivedere la costituzione pacifista modificando l’articolo nove, che finora ha previsto la rinuncia alla guerra. La modifica costituzionale dovrebbe trasformare le Forze di autodifesa in un esercito vero e proprio. Intanto che la situazione con la Corea sia delicata lo dimostra il fatto che l’aviazione militare americana sta per diramare un allerta per i propri bombardieri nucleari B52 perché siano pronti ad agire, se necessario, anche in 24 ore. A riportarlo alcuni media usa citando fonti del Pentagono. E’ la prima volta che accade dai tempi della Guerra Fredda. E ora ci si aspetta proprio una reazione da pare della Corea del Nord.

In Argentina, vittoria nelle legislative di Mauricio Macri contro la ex presidente, la peronista Cristina Kirchner. Gli argentini hanno votato per rinnovare un terzo del senato (24 seggi) e la metà (127) dei deputati. Contrariamente a quanto indicavano i sondaggi, i candidati di ‘Cambiemos’ e i suoi alleati  si sono imposti in 14 distretti elettorali, tra gli altri nelle principali province, tra cui Buenos Aires, capitale del Paese. Un risultato quindi complessivamente molto positivo, che non avveniva dal 1985 ai tempi di Raul Alfonsin. Si rafforza quindi Cambiemos, che ora potrà affrontare e portare a termine una serie di riforme strutturali che Macri aveva promesso fin dalle presidenziali vinte nel 2015.

Passiamo alla Catalogna, perché Carles Puigdemont ha provato con i ‘suoi’ a fare il punto della situazione in vista del conto alla rovescia per l’avvio dell’iter dell’art. 155. Venerdì infatti  il senato spagnolo, controllato dal Pp, darà luce verde alle dure misure annunciate da Rajoy. Il popolo indipendentista intanto, con l’appoggio anche di Podemos, è pronto a scendere in piazza ancora una volta per protestare. Domani il Parlament deciderà quando tenere la seduta che potrebbe proclamare la ‘Repubblica’, mercoledì o venerdì. Ad intervenire oggi anche il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker: «Sono contro tutti i separatismi in Europa. Quindi non amo quello che si fa in Catalogna. Tra 20-30 anni i grandi match economici non saranno più tra Paesi, ma tra le regioni, che dobbiamo dotare di mezzi affinché possano arrivare ad affermare le loro identità e far valere i loro interessi economici, ma no all’indipendentismo».

Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson è giunto a Kabul per una visita in Afghanistan non annunciata. Per lui incontro con il presidente afghano Ashraf Ghani, con il quale è stato ribadito l’impegno di Stati Uniti e Afghanistan «verso il raggiungimento di pace, stabilità e prosperità a lungo termine in Afghanistan». Tillerson poi ha aperto alla presenza dei talebani in un futuro afghano. Ma a certe condizioni: «Se rinunceranno alla violenza e al terrorismo e si impegneranno per la stabilità del Paese, c’e’ spazio per elementi moderati dei talebani». Poi un monito al Pakistan, che deve fare di più contro i terroristi nelle aree di confine.

In Turchia ancora arresti di massa: 859 le persone finite in manette nell’ultima settimana, secondo un bollettino del ministero degli Interni, sempre nell’ambito dell’inchiesta sul fallito golpe del 2016. Tra queste, 131 persone sono state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati neutralizzati 64 militanti, di cui 45 uccisi.

Polemiche in Israele per un progetto di legge su cui stanno lavorando deputati del Likud, che mira ad impedire lo svolgimento di indagini di polizia nei confronti di un premier in carica. I promotori parlano di legge che  ‘favorirà’ la stabilità istituzionale visto che negli ultimi due decenni tutti i primi ministri – Ehud Barak, Ariel Sharon, Ehud Olmert, e adesso Benyamin Netanyahu – sono stati oggetto di indagini della polizia che li ha distolti da compiti ben più importanti. Ma oggi il Consigliere legale del governo Avichay Mendelblit ha replicato che una legge così sarebbe inaccettabile, in quanto «colpisce in maniera severa lo Stato di Diritto e la fiducia del pubblico nella eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge».

Andiamo nelle Filippine, dove il governo ha annunciato che i miliziani filo-Isis a Marawi sono stati definitivamente sconfitti. L’esercito ha scoperto in particolare  42 cadaveri di terroristi a Clark: «Erano l’ultimo gruppo rimasto in città, e sono stati uccisi dopo uno scontro a fuoco mentre erano asserragliati in edificio», ha detto il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana.

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