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Serve una Leopolda e un Matteo Renzi di centrodestra
. Ma non una copia sbiadita del ‘rottamatore’, bensì un nuovo leader in grado di unire i moderati italiani. E’ questa l’idea alla base dell’appello lanciato a giugno dal network Formiche.net, firmato da Lorenzo Castellani, ricercatore e Direttore del giornale online ‘La Cosa Blu‘ al quale hanno aderito amministratori locali e cittadini al grido di ‘Sveglia centrodestra‘.
L’esito delle elezioni europee e amministrative del 25 maggio ha sancito la fase conclusiva di una lunga fase di sgretolamento del centrodestra italiano, ecco perché “bisogna avviare un processo di cambiamento all’interno dell’area moderata che faccia emergere, anche attraverso un modello di selezione più competitiva, un nuovo leader”, dice Castellani.
Il primo passo di questo nuovo cantiere del centrodestra sarà l’evento organizzato a Milano per il 18 ottobre al Circolo Filologico. “L’obiettivo sin dall’inizio è stato quello di creare un pensatoio, un nuovo focolaio tra i moderati che non si riconoscono in Renzi”, spiega Castellani.
Sveglia centrodestra secondo il gruppo promotore è una ‘ventata di aria fresca’, ma prima di tutto è una comunità che vuole scegliere i rappresentanti della propria area politica. L’incontro a Milano sarà “un’occasione per far sedere insieme gli attuali rappresentanti del centrodestra, da Forza Italia a Ncd, da Scelta civica a Fratelli d’Italia per discutere del futuro non di un partito ma di tutti i partiti che si collocano all’opposto del Pd”. La formula sarà quella del barcamp, una non conferenza in cui “tutti sono uguali e avranno spazi e tempi identici per esprimere le proprie idee” chiarisce il ricercatore.

Sono stati invitati a partecipare accademici, amministratori locali e parlamentari e a quanto pare la risposta finora è stata positiva”. Riguardo la ‘relazione complicata‘ tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, Castellani taglia corto: “è possibile trovare una sintesi programmatica”. O meglio: “si deve trovare se non si vuole arrivare al collasso del centrodestra”.
Per il direttore de ‘La Cosa Blu‘ bisogna puntare su nuove forme di selezione, “basta casting, ma elezioni primarie”. Poi è importante “creare una regia, un gruppo di persone che elaborino proposte firmate centrodestra” su lavoro, immigrazione, legge elettorale e su tutti gli altri temi dell’agenda politica.
Nel contratto alla base della Leopolda blu si parla di un centrodestra che «concentri il proprio programma economico sulla libertà di intraprendere con una riduzione drastica del carico fiscale su chi produce, compresi i singoli professionisti». Un centrodestra, continua il documento, che sappia riformare il Paese  non con le roboanti dichiarazioni degli scorsi anni, ma con un progetto in tempi certi. La lotta alla burocrazia non può diventare di sinistra. Urge ripensare la pubblica amministrazione valutando e premiando veramente il lavoro dei dipendenti. Bisogna penalizzare fortemente i dipendenti pubblici che lavorano poco o male e valorizzare i modernizzatori. Aumentata la flessibilità contrattuale, così in uscita come verso migliori stipendi, vanno inseriti principi di efficienza e managerialità nelle amministrazioni, per semplificare i rapporti con i cittadini e le imprese con sistemi di e-government. Va snellito il processo civile, riformata la giustizia penale e ripristinata la parità delle parti nel processo tributario.
Un centrodestra per l’Italia non può essere quello delle fazioni, ne vorremmo dunque uno che abbandoni la difesa delle corporazioni e si ponga obiettivi più generali. Un contratto che suona come un programma politico, ma per Castellani il punto di arrivo è chiaro “costruire uno Stato efficiente ed un’economia libera che diano all’Italia il vantaggio per vincere nel mondo”.

Il rischio che qualche rappresentante della classe dirigente possa ‘prendersi il merito’ di ‘tutto questo’ è molto basso secondo Castellani: “escludiamo categoricamente passerelle e lavatrici per ripulirsi la faccia”. I politici ormai “hanno perso la fiducia dei cittadini. Si è consumato un vero e proprio scollamento tra Montecitorio e il resto del Paese. E non possiamo permettere che questa situazioni continui ancora a lungo”. Gli elettori gridano ‘vendetta’ verso quei partiti che non esprimono più gli ideali e i programmi per i quali si era deciso di aderire. “Adesso state a sentire noi” dice Castellani, “ci troviamo a un bivio e dobbiamo decidere se affidare a questa classe politica ancora il destino dell’Italia”.
Questi e tanti altri i punti di riflessione di un incontro che vuole cercare di accogliere pareri, idee, ma soprattutto “convertire il malessere diffuso in nuova energia”.
Sveglia centrodestra farà dunque leva su due fattori: cultura e innovazione. “Matteo Renzi ha scippato i temi dei moderati, dobbiamo riprenderceli” dice Castellani. Il premier viene definito un rottamatore, un innovatore, ma le sue sono solo “presunte novità”: ha tagliato gli stipendi dei manager, ma non ha liberalizzato il mercato; ha parlato di spending review, ma è stato solo annuncio. Il sistema Italia va rovesciato come un calzino”: bisogna tirare una netta linea di demarcazione in modo che sia chiarodove si colloca il centrodestra e dove il centrosinistra”.
Serve un linguaggio sfrontato e radicale, ma soprattutto “non bisogna avere paura delle proprie idee”. Per questo al momento il piatto del centrodestrapiange‘: non c’è un leader, sostiene Castellani, l’opposizione di Forza Italia non regge, ma ciò che è peggio, “abbiamo al Governo un partito spompato come Ncd che si è fatto rubare la scena dal monocolore renziano“.

Una situazione che nonostante tutto “reggerà ancora a lungo”, secondo Lorenzo Castellani. In altre parole “non si voterà presto” e di questo ne è prova il cosiddetto Patto del Nazareno che nonostante tutto tiene. Ma ci sono altre prove: il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitanonon si è ancora dimesso, non è stata ancora approvata una nuova legge elettorale, Berlusconi non ha interesse a votare in questo momento e nemmeno ad Ncd conviene”. Insomma un equilibrio precario che pretende “una scossa positiva, un colpo di frusta” secondo Lorenzo Castellani. Le sfide che abbiamo di fronte sono troppo grandi per “un’Italia smarrita” ecco perché è fondamentale quindi ricostruire “un’area omogenea che sappia indicare una strategia di sviluppo in Europa e nel mondo”. 

 

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