martedì, Novembre 12

A passo sicuro e veloce verso l’Italia illiberale Riduzione dei parlamentari, attacchi alla magistratura: in uno Stato dove il potere esecutivo prevale e controlla quello legislativo e quello giurisdizionale, il sistema non è più democratico

0

Dunque pare che ieri la Ministro Elisabetta Trenta e il Ministro Matteo Salvini, attorno al tavolo del bel Giuseppe Conte, si siano chiariti’ dopo le scaramucce di questi giorni. Poi, ovviamente, sono usciti da Palazzo Chigi e hanno ripreso a beccarsi. Al centro di quello che i giornali chiamano ‘scontro’, sempre lo stesso ‘boccone’ servito al ‘popolo bue’: i migranti e la difesa dei confini invocata da Salvini. Tutto era partito con la rivendicazione di Trenta di aver offerto ‘aiuto’ a Salvini nella risoluzione del caso della nave Alex, e successiva richiesta di Salvini di mettere le navi della Marina a protezione dei porti. La Ministro Trenta, che sulla sua offerta di aiuto ha solo da vergognarsi, ha detto che Salvini non glielo ha chiesto in riunione, ma solo sui giornali, giornali dai quali Salvini ha ribadito la richiesta.
Bella immagine di un Governo che sa quello che vuole e quello che fa, diretto da un Nocchiero che manco quelli del Missipipì, perché, badate bene: qui parlano tutti, per lo più, si direbbe a Napoli, ‘a schiovere’, ma del sedicente premier (che non esiste in Italia, come figura giuridica e forse non solo) si sono perse le tracce. L’avvocato del popolo, tace, ma forse sta solo riposandosi dalle fatiche delle brillanti trattative brussellesi, vedrete che magari domani si sveglia, fa colazione e mette tutto a posto.

Ciò che non può non sorprendere, o meglio preoccupare, è che ormai non solo nel Governo lo scontro è di tutti contro tutti, e sempre con toni da trivio, ma che lo scontro, specie da parte di Salvini, ormai tende a travolgere le istituzioni, o meglio, la divisione dei poteri. Sto citando le parole di una persona di alto valore come Giovanni Maria Flick, già Presidente della Corte Costituzionale (anche se viene definito ‘Presidente emerito’, che non vuole dire nulla ed è una cosa che non è perché non può essere: l’emeritato, per quanto ne so, esiste solo all’Università) che è molto preoccupato per questo fatto.
E ha ragioni da vendere.

Con buona pace di Salvini e di Di Maio e anche dell’avvocato del popolo e perfino di ‘mamma Trenta’, la nostra Costituzione ha istituito un sistema basato sulla divisione dei poteri. Nel bene e nel male è la grande forza della nostra Repubblica, e anche quella che fino ad oggi ha permesso di evitare colpi di mano, che pure ci sono stati, no?

Divisione dei poteri, vuol dire che il Governo non può, cioè non deve mai per nessun motivo, interferire con ciò che fa e decide di fare la Magistratura, che è un altro dei tre poteri dello Stato. Che poi, e anche questo è un gravissimo motivo di preoccupazione, sono ormai tendenzialmente ridotti a due. E sì, perché il terzo, cioè il potere legislativo, è sempre più emarginato e umiliato dall’invadenza del Governo, che ora sta tentando di svilirlo ulteriormente con la proposta, assurda secondo me, di riduzione del numero dei parlamentari  –in discussione al Senato proprio ieri.

A parte che a me sembrano ridicole le urla contro i parlamentari che guadagnano troppo e simili cose perché in un Paese in cui si gettano dalla finestra 60 miliardi l’anno in corruzione e 120 in evasione fiscale, preoccuparsi di qualche decina di milioni è ridicolo. Ma il punto è che questa proposta (leggetevi il testo) avrebbe per effetto di ridurre ulteriormente le capacità di azione del Parlamento, subissato come è, e certamente sarà, dalle illecite emissioni a getto continuo di decreti legge. Ormai questo Parlamento in pratica non fa altro, figuriamoci se saranno di meno. Tanto più che, specialmente in alcune forze politiche come gli stellini, il livello di preparazione dei parlamentari è minimo, a dir poco, per cui la gran parte sono poco più che degliyes men’ … e lo abbiamo ben visto. Se poi si pensa che i padroni degli stellini (Casaleggio, una azienda privata, e Grillo un comico) si propongono addirittura di scegliere a sorte i parlamentari e addirittura di abolirlo il Parlamento, la cosa è ancora più grave. Con questo sistema, il Parlamento conterebbe come il due di briscola.

Sarà un caso, anzi, non è affatto un caso, che da più parti politiche (specie stellini e Lega) si pensa ad una scelta dei Membri del CSM a sorte, che praticamente svilirebbe del tutto la sua funzione (si parla anche di eliminarne molte delle sue funzioni!) lasciando la Magistratura ancora più indifesa di quanto già non lo sia oggi, anche se, e va detto, ha fatto di tutto e di più per determinare poca stima nella popolazione.

Sta in fatto che da parecchio tempo ormai i membri del Governo, e quindi non solo Salvini (anche se è quello che strilla di più) ma anche gli stellini, basti pensare alle urla di Di Maio contro i ‘delinquenti’ delle autostrade con l’emissione di condanne prima e a prescindere dalla Magistratura, tentano in tutti i modi di mettere le mani, per così dire, sulla Magistratura come istituzione e quindi come potere autonomo.
E lo fanno in modo deliberato e cinico e violento: Salvini in particolare attaccando la Magistratura e i singoli Magistrati un giorno sì e l’altro pure, in modi solo apparentemente spacconeschi e quindi ridicoli. Salvini, infatti, e suppongo anche Di Maio, sono grandi amici di quel gruppo di brave persone associate in una associazione sulla ‘giustizia giusta’, che si propone, tra l’altro, la separazione delle carriere dei Magistrati, che sarebbe la fine della giustizia in questo Paese. Sorvolo su cosa ne pensi Bonafede che non esiste.

In questa situazione altro che preoccupazione, io parlerei di paura, vera e propria paura sulla deriva antidemocratica che sta assumendo questo Governo, inteso a costituire un vero e proprio regime: in uno Stato dove il potere esecutivo prevale e controlla quello legislativo e quello giurisdizionale, il sistema non è più democratico, ma diventa quel sistema ‘illiberale’, cioè autoritario, che tanto piace agli ‘amici’ (lui così crede) di Salvini, Orbàn e Putin, ma anche Trump e chi sa quanti altri, Erdogan incluso.

Ciò che mi spaventa e, se ben capisco, spaventa assai anche Flick, è che questa idea illiberale, facilitata da una crescente confusione e cattivo funzionamento della Magistratura, sia entrata anche, appunto, nella Magistratura, che, se mi si permette, così si auto-condanna alla perdita di potere e di capacità di azione. Colpisce moltissimo una frase di Flick, gelida e tremenda: «La magistratura ha offerto su un piatto d’argento alla politica l’occasione per una serie di riforme che abbiano il sapore di una “vendetta”. Per la serie: “Avete messo troppo il naso nei nostri affari, ora lo facciamo noi”» … lo ho appena detto, mi pare.

Una volta di più, in somma, ho questo forte timore, è la stessa vittima che predispone le condizioni e gli strumenti per farsi ammazzare.
Ci vorrebbe una reazione, ma la Magistratura può farla in un solo e unico modo, che se usato sarebbe fortissimo: moltiplicare, anche con proprio sacrificio, la propria efficienza anche con un Governo che faccia di tutto per ridurla. Ma anche prendendo di petto il problema della sua collusione con la politica e avendo così il coraggio e la forza di emarginare -sì proprio così emarginare- quella parte di essa dedita alla collusione o all’indifferenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.