sabato, Dicembre 7

A.A.A. Partito Democratico cercasi Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 59

0

Siamo consapevoli che dedicare questa cinquantanovesima puntata del nostro ‘Barnum Italia’, Gran Circo d’arte varia tra leoni (pochi, e anche quelli solitari e tristi, quando non ‘finali’), funamboli (tanti e capacissimi di non schiantarsi nonostante la scarsa maestria), ippopotami immarcescibili e tanti pagliacci, insomma dedicarla al ‘Partito Invisibile’ altrimenti detto ‘Partito Democratico’ significa abbattere radicalmente il numero dei lettori, e di conseguenza anche gli introiti. Ma quando il dovere chiama occorre solamente rispondere, e sarà un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo.

E quindi occupiamoci del PD, stante la momentanea assenza dalla programmazione di ‘Rai 3’ di ‘Chi l’ha visto?’ di Federica Sciarelli. Ma anche la pur brava giornalistaconduttrice dubitiamo sarebbe in grado di rintracciare lo scomparso, nonostante la sua ormai antica frequentazione diretta di quegli ambiti, e quindi il possesso di utili rudimenti comportamentali sull’habitat ed il modus vivendi del soggetto in questione. Lo scomparso sarebbe stato visto aggirarsi in questi ultimi giorni dalle parti di Ravenna (alta Romagna), non lontano dagli acquitrini in cui si nascondeva ‘Ivan il russo’ (in realtà Norbert Feher, serbo di etnia ungherese) che riuscì così a sfuggire alle ricerche delle Forze dell’Ordine. Era l’aprile 2017, e il delinquente si aggirava dalle parti di Budrio, comune della città metropolitana di Bologna, a poco più di 50 chilometri di distanza in linea d’aria da Ravenna. Incredibilmente esfiltrandosi sino all’arresto in Spagna. Forse è questo il motivo reale della presunta presenza del PD nella città che ospitò l’esule Dante, forse la ‘Commedia’ (Divina)  indica la strada del passaggio dal Paradiso dell’esito delle elezioni Europee del 2014 con lo sfondamento del 40% dei voti alla scesa per i declivi del Purgatorio sino ai Gironi dell’Inferno e infine all’’Antinferno’, dove l’Alighieri ci informa essere destinati. Dell’Inferno stesso neppure degni.

Lì, ignavi tra gli ignavi, i dirigenti-dirinienti del PD, specie quelli di maggior peso e capacità e quindi più responsabili, si stringono l’un l’altro causa proprio sovraffollamento. Ignavi: e non c’è altro da aggiungere, ché la pochezza di attributi conferma l’affermazione manzoniana via Don Abbondio che chi non ha coraggio mica può darselo (mentre per le persone dabbene è esattamente il contrario: chi il coraggio non ce l’ha può almeno provare a darselo). E li costringe ad una marginalità assoluta, e peggio. E quindi alla ricerca del PD perduto, anche se non è che ci sia poi molta gente interessato a ritrovarlo, ci aggiriamo idealmente nella giungla di questo psichedelico evento chiamato ‘Festa de l’Unità’ (nazionale), paradossale evento denominato a partire da due defunti: ‘l’Unità’ come quotidiano, e l’’unità’ come dimensione solidale della politica e della costruzione di un lavoro comune.

E pensare che, realmente, di un vero ‘Partito Democratico’ magari ‘all’Americana’ (nel senso di Stati Uniti, non delle sudamericane ‘Repubbiche delle Banane’ che comunque sono sempre meglio di questi amici del Banana), ma fosse pure all’Amatriciana, insomma di un ‘Partito’ della Democrazia e delle Regole democratiche ci sarebbe vero bisogno, e avrebbe con ogni probabilità grande accoglienza andando a coprire una reale esigenza personale e collettiva. Vedremo. Intanto i nostri stringer ci informano (ma per una volta abbiamo perplessità, pur avendo netta memoria della loro precedente affidabilità) che questo evento cosiddetto ‘Nazionale’ sarebbe concluso, nel giorno e nell’ora sacra che videro quei palchi calcati per l’incontro finale da Enrico Berlinguer, da Maurizio Martina. Evidentemente, e dobbiamo dire coerentemente, la dirigenza del ‘Partito invisibile’, ha deciso di indicare come stella di questo spettacolo ‘L’uomo invisibile’.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’