sabato, Luglio 4

4 maggio: Festa della Sindone, speranza nel tempo del dolore Alle 17,00 una messa dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, con la preghiera per invocare la fine della pandemia, ricordando coloro che ne sono stati vittima

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Il giorno atteso come timido segnale di speranza, come barlume di luce in fondo al tunnel, il 4 maggio, è finalmente arrivato. È un momento tanto desiderato per una parziale ripresa delle attività sconvolte dal coronavirus Covid-19, che ha lasciato dietro di sé una scia di morte e devastazione, che ha cambiato completamente la nostra vita. E ancora non è finita, ancora dobbiamo essere prudenti; ma il 4 maggio è ormai qui e mentre per molti è solo la data della ripresa del lavoro e delle passeggiate all’aria aperta, per chi conosce la storia della Sindone, è anche un anniversario importante.

Era infatti il lontano 1506 quando i Savoia, proprietari della preziosa reliquia da più di cinquant’anni, ottennero da Papa Giulio II l’istituzione di una festa liturgica della Sindone. Fu scelto il 4 maggio perché era il giorno che seguiva un’importante festa, quella del ritrovamento della Croce da parte di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino il Grande. E così ogni anno, da più di cinquecento anni, in questa data viene celebrata solennemente la Messa della Sacra Sindone.

Le circostanze particolari di quest’anno, però, impediscono anche questa solenne funzione nel Duomo di Torino con i fedeli. Tutti abbiamo ancora negli occhi la preghiera del Sabato Santo, l’11 aprile, che ha visto l’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, inginocchiato da solo davanti alla teca scoperta dove è custodito l’antico lenzuolo che la tradizione attribuisce alla sepoltura di Gesù. Un momento commovente che è stato seguito da circa un miliardo di persone nel mondo attraverso la televisione e i social. Una struggente preghiera che ha richiamato quella del 27 marzo, quella di papa Francesco zoppicante sotto una pioggia battente, davanti a un crocifisso che stillava acqua come fossero lacrime.

L’arcivescovo di Torino concludeva la sua omelia del Sabato Santo con queste parole: «La Sindone ci invita ad accogliere questo annuncio, più forte è l’Amore, e ad esserne testimoni ogni giorno mediante i segni di quella carità che suscita speranza nel cuore dei poveri e di chiunque l’accoglie con fede».

Questo 4 maggio, alle 17, la Messa è celebrata dall’Arcivescovo, che è anche Custode Pontificio della Sindone, nella cappella dell’Arcivescovado di Torino. Ancora una volta la preghiera è rivolta al Signore per invocare la fine della pandemia che attanaglia il mondo, ricordando in silenzio tutti coloro che ne sono stati vittima, in prima persona o nel dolore della perdita dei propri cari. La funzione è trasmessa in diretta e può essere seguita sul sito della Commissione Diocesana per la Sindone, sul canale Youtube di Sindone 2020 e sulla pagina Facebook ‘Sindone 2020’. La diretta sarà ripresa anche in tv da Telecupole.

Già dalle 15 sarà possibile collegarsi per seguire la proiezione del video ‘Voci per la Sindone’: una serie di interventi di esperti e testimoni dedicata al Telo. Il programma è a cura del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone e viene trasmesso anche sul sito www.sindone.it. Il video resterà poi disponibile sul canale Youtube del Centro.

Anche l’associazione ChaTo di Torino www.pellegrinaggiodautore.it ha voluto dare il suo contributo con un evento su Facebook, ‘Festa della Sindone 2020’, che già dalla sera del 3 maggio e per tutta la giornata del 4 offre contributi di studiosi della Sindone, collegandosi poi alle 15 con l’evento del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone.

Sul sito della Commissione Diocesana per la Sindone si legge: «La celebrazione della festa della Sindone avviene nel clima straordinario di sofferenza e disagio dovuto, in tutto il mondo, alla pandemia. Ma la grande attenzione ottenuta dalla preghiera dell’11 aprile conferma che ilsegnodella Sindone è un invito alla speranza; ci dice che è possibile superare il contagio e ci testimonia che persino la morte è stata vinta. Il cammino pastorale con la Sindone continua, attraverso la preparazione dell’incontro con i giovani di tutta Europa delle Comunità di Taizé, che dovrebbe tenersi dal 28 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021».

La Sindone dunque è un segno che invita alla speranza. Il corpo nudo e piagato mostra lo strazio dei tormenti subiti, ma il volto sublime irradia una luce di risurrezione. Di questo abbiamo bisogno, di essere accompagnati a riprendere un cammino interrotto, con la forza di ricominciare nel segno delle parole dell’Arcivescovo: ‘Più forte è l’amore’.

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