mercoledì, Agosto 12

Finisce la missione turca in Siria: cosa aspettarsi ora?

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«L’operazione ‘scudo dell’Eufrate’, che aveva l’obiettivo di proteggere la sicurezza nazionale, prevenire la minaccia del Daesh, e rimpatriare i rifugiati siriani nelle loro case, è stata completata con successo».

Con queste parole, il 29 marzo, il Consiglio Nazionale della Sicurezza turco ha annunciato la fine della Missionescudo dell’Eufrate’, che ha impegnato fino a questo momento le truppe turche in territorio siriano.

La fine della missione, ha detto in un’intervista il Primo Ministro turco Binali Yildirim, non porterà necessariamente alla diminuzione o al ritiro delle forze dell’esercito turco in Siria.

La missione ha portato la Turchia a consolidare il controllo sulla parte settentrionale della Siria, nel cosiddetto triangolo Azaz-Jarabulus-Al Bab. I turchi hanno anche impedito ai Curdi – sostenuti dagli Stati Uniti – di collegare le aree da loro conquistate. Il ruolo della Turchia torna ora a essere determinante.

Tuttavia, i turchi non sono riusciti, grazie al doppio supporto dato da russi e americani, a ottenere il controllo di Manbij, in mano ai curdi. Le forze di Ankara sono anche state escluse dall’avanzata delle forze americane a Raqqah.

Il Governo turco sa ora di poter contare sulle posizioni conquistate nel nord della Siria per ottenere peso politico e diplomatico in caso nuovi negoziati vengano aperti per risolvere l’annosa questione siriana.
Video tratto dal canale youtube ‘South Front’.

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