lunedì, Maggio 27

Governo Di Maio – Salvini: inizia il cambiamento? Quattro le operazioni: reddito di cittadinanza, abolizione legge Fornero, abbattimento limite del 3% del deficit, regolamentazione delle quote di immigrati e chiusura per i clandestini.

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Tutto fa credere che andremo verso un governo bicolore: M5S e Lega. I numeri mettono ampiamente al riparo la maggioranza e Salvini, che vuole sempre più smarcarsi da Berlusconi, forse in vista della definitiva uscita di scena dello stesso Berlusconi. Salvini si sta creando l’occasione quando il leader leghista non seguirà le indicazioni di Berlusconi sulla composizione dell’eventuale maggioranza, che per il leader di Forza Italia deve comprendere anche il PD, pur di non dare niente a 5S.

Nascesse un governo M5S-Lega, cominceremmo quel cambiamento che tutti auspicano ma che resta sempre un miraggio, e per iniziare bastano queste quattro operazioni: reddito di cittadinanza, abolizione legge Fornero, abbattimento limite del 3% del deficit e regolamentazione delle quote di immigrati e chiusura per i clandestini. Il che vuol dire che nessun migrante sbarcherà più in Italia, se è vero che nessuno di loro è in possesso di un regolare documento di identità. Tre delle proposte attingono pesantemente alle casse dello Stato mentre una creerà qualche problema a chi con i migranti ha messo insieme la sua economia.

Nel caso, poi, del reddito di cittadinanza, c’è il rischio di una ingiustizia sociale molto forte. Perché quel reddito sancisce qualcosa di particolare, ossia che l’essere cittadini rappresenta di per sé un lavoro e, come ogni lavoro, deve essere pagato. Il problema che quel reddito viene assegnato senza lavoro e fornito solo per spendere. Più che del cittadino, quel reddito dovrebbe chiamarsi del consumatore, in linea con la graduale trasformazione in atto con la globalizzazione e le strategie del marketing che fanno dell’individuo un consumatore e non un cittadino. I 5S sono coerenti con la logica della globalizzazione e con la sua versione consumistica, della quale trarrà beneficio il mondo del commercio, virtuale come reale. Ma l’ingiustizia sta qui: perché altri cittadini, casualmente residenti al Nord, dovrebbero accettare che il proprio connazionale al Sud possa spendere con i soldi dello Stato? O il governo 5S-Lega trova un modo per consentire anche ai cittadini del Nord di essere consumatori a spese dello Stato, o qualcosa sarà destinato a scoppiare. Per esempio, una recrudescenza della contrapposizione Nord-Sud di vecchio sapore leghista. La legge Fornero, discutibile sin da quando venne approvata sotto la guida del governo più castigante della storia dei governi italiani, venne fatta per tamponare e dare poi qualche boccata d’ossigeno alla situazione delle pensioni e il loro versamento. Se cambia, non scompare il problema che l’aveva fatta nascere, ma ce lo ritroveremo forse ancora più preoccupante. Infine, ignorare le indicazioni dell’Europa contro il tetto del 3% creerà qualche problema, soprattutto se sommato all’erogazione del reddito di cittadinanza.

Il cambiamento espresso da questi quattro punti racconta di un Paese che non c’è; narra di risorse, che non ci sono, ma che dovrebbero andare per rimediare ai problemi creati dai governi, Europa in testa, posizionati solo sul rigore. Questo secondo Di Maio e Salvini, perché gli stessi due leader non ci dicono tanto bene di come sarà il Paese reale dopo che le loro proposte lo trasformeranno in Paese di cuccagna e, soprattutto, non ci dicono la cosa forse centrale: affrancarsi dall’Europa vuol dire, nell’epoca della globalizzazione, diventare un Paese così aggredibile dalla speculazione mondiale che, dopo un anno di governo, l’Italia conoscerà una crisi tutta nuova e definitiva, con un Sud allo stremo e un Nord impoverito.

Perché M5S e Lega non parlano di un Paese dove gli investimenti al Sud diventano la prima economia? Perché non avviano una pesante lotta all’illegalità economica che domina il Sud la quale lo rende sempre più povero, lavorativamente e ambientalmente? Perché non parlano di aumento degli stipendi di tutti i lavoratori italiani, notoriamente i peggio pagati in Europa, fatte le debite proporzioni tra costo della vita e retribuzione?

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