mercoledì, Agosto 5

Bankitalia: la mozione del generale scontento Il 'Deguello' di Matteo Renzi e nel PD silenzi, mugugni, dissensi, mentre Paolo Gentiloni incassa con ammirevole understatement

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Bisogna ammetterlo: il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, è bravo, abile, capace. Ce ne vuole, per riuscire a scontentare tutti con una mossa sola. C’è un Governo che cerca di sgottare l’acqua nella fragile stiva della barca Italia, e lui che s’inventa? Una bella mozione che fa firmare al suo partito, pilastro del Governo che sostiene, dove mette in mora il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Nessuno, neppure chi scrive, è un carmelitano scalzo: tante se ne sono viste e sentite; tante se ne vedranno e sentiranno ancora. Quello che stupisce non è tanto il fatto in sé, quanto il modo, e l’obiettivo. Il modo è semplicemente maldestro. Ma dove si è mai visto che il segretario del partito che maggiormente sostiene il Governo metta in essere un qualcosa di questa portata senza avvertire il Governo stesso, e il presidente del Consiglio che di quel partito si onora di far parte?

Bravo, abile, capace, Renzi: riesce a creare un solco Paolo Gentiloni che incassa con ammirevole, perfino commovente, understatement; ma altro che ‘rapporti eccellenti’, tra i due. Ai suoi stretti collaboratori Gentiloni non nasconde l’amarezza per l’ennesima coltellata alla schiena.

Bravo, abile, capace Renzi: riesce a lasciare a bocca aperta il suo vice, Maurizio Martina, e Andrea Orlando, leader della minoranza interna. Un tempo ormai antico, per un elementare dato di fair play, sarebbero stati almeno avvertiti cinque minuti prima. Il rito a Rignano sull’Arno è altro, evidentemente. Tacciono il Ministro dell’Interno Marco Minniti, e si dirà che è bene che il ministro dell’Interno parli il meno possibile; ma tace anche un ministro del calibro di Graziano Del Rio, che di Renzi è leale e fedele sodale. Dario Franceschini fa sapere di avere un diavolo per capello, e la sua capigliatura è folta. Romano Prodi sposta un altro po’ la suatenda‘ dal campo renziano, e non mancano di esprimere il loro dissenso Giorgio Napolitano e Walter Veltroni. Ultimo, ma non ultimo, il presidente della Repubblica: Sergio Mattarella ha fatto sapere che l’iniziativa di Renzi non è per nulla gradita, e anzi, viene giudicata severamente, inopportuna. Niente male per un leader che dopo i ripetuti ceffoni ricevuti in occasione del referendum costituzionale e consultazioni regionali, aveva promesso di cospargersi il capo di cenere e di praticare, d’ora in avanti, un gioco di squadra.

Bravo, abile, capace, Renzi: la sua personale campagna elettorale si annuncia con una sorta di Deguello: il segnale dell’attacco finale che non concederà a nessuno quartiere. Il verbo spagnolo ‘degollar’ lo si può tradurre in ‘decapitare’, ma ‘sgozzare’ rende meglio l’idea. Per quanto riguarda Bankitalia e il suo Governatore, Renzi però (e qui si arriva all’obiettivo), si comporta come il Movimento 5 Stelle, inseguendo per la seconda volta la loro scia: la prima è stata con la demagogica iniziativa relativa ai vitalizi, la legge che porta il nome di un altro Matteo, Richetti. Ora la mozione contro il Governatore di Bankitalia.
Al bravo, abile, capace Renzi verrebbe sommessamente da chiedere: ma se il suo PD fa (dopo), le stesse cose che il Movimento pentastellato fa prima, per quale ragione un elettore dovrebbe preferire una fotocopia all’originale? E da quando si combatte la denunciata demagogia con una demagogia di identico segno?

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