giovedì, Ottobre 1

2016, fuga da Forza Italia L’ultrà berlusconiano Giovanni Toti prova a disegnare il futuro del partito. Con Berlusconi

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Apriamo la cronaca di giornata con il capitolo crisi di Forza Italia. Il consigliere politico di Silvio Berlusconi, nonché governatore della Liguria, Giovanni Toti si affida alle colonne del ‘Messaggero’ per comunicare agli italiani la necessità di un «processo di rinnovamento». Secondo Toti, comunque, e non c’erano dubbi, il Cavaliere non è «il problema» ma «la principale risorsa» di una squadra di centrodestra che dovrà presentarsi unita alle elezioni amministrative di primavera. La prima interlocutoria risposta arriva dal democristiano a vita, e leader di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi che dà ragione a Toti, conferma la sua fedeltà a Berlusconi, ma afferma anche che «il centrodestra unito è auspicabile ma non obbligatorio».

Questa mattina sulle Agenzie di Stampa si potevano leggere notizie di questo tipo: ‘Settimana di stop ai lavori, nell’aula del Senato, in attesa che termini la sospensione prevista per le festività natalizie’ oppure ‘attività ridotta per le commissioni permanenti della Camera in attesa che l’attività (sic) parlamentare, a partire dalla prossima settimana, riprenda a pieno ritmo dopo la pausa delle festività natalizie’. In pratica, i parlamentari di Montecitorio e Palazzo Madama sono ancora in vacanza, rispettivamente fino all’11 e al 12 gennaio. Il Senato risulta letteralmente sprangato, mentre alla Camera per giovedì 7 gennaio è in programma niente di meno che ‘l’esame del decreto legge per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo Ilva’ da parte delle commissioni riunite di Ambiente e Attività Produttive (perché separati sarebbe stato troppo faticoso). A Montecitorio, comunque, oltre al decreto Ilva, la riapertura dell’11 è prevista col botto del voto finale sul ddl Boschi di riforma costituzionale (in seconda lettura, ce ne dovrà essere poi una terza).

In attesa che l’attività parlamentare ricominci ad inviare segnali di vita, continua a tenere banco la polemica sul ddl Cirinnà sulle unioni civili il cui esame in Senato è stato confermato dal governo Renzi per il 26 gennaio. Questa mattina la vice segretaria del Pd Debora Serracchiani si è presentata con il cappello in mano al quotidiano ‘Repubblica’ per elemosinare il voto di Sel e M5S, allo scopo di tappare i possibili buchi creati nei numeri della maggioranza dalle scontate defezioni dei centristi alfaniani e dei cattolici Dem (confermate a più voci anche oggi). A risponderle indirettamente ci pensa sullo stesso giornale proprio il ministro dell’Interno, e numero uno Ncd, Angelino Alfano. «Disponibili a discutere» col Pd ma non per «fare pasticci», avverte, invece, la vendoliana Marisa Nicchi.

I Radicali Italiani lanciano una campagna per chiedere un referendum sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Contemporaneamente pubblicano sul sito  www.referendumroma2024.it un dossier inedito dal titolo ‘Roma2024: una sfida molto rischiosa’ che dimostra, dati alla mano, quanto sia economicamente poco raccomandabile ospitare i Giochi.

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