sabato, dicembre 16

Zimbabwe: i retroscena del colpo di Stato che ha messo fine all’era Mugabe Ecco che cosa è davvero successo. Il quotidiano zimbabwano ‘The Independent’ ci racconta la vera storia del colpo di Stato

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Impeachment o dimissioni poco cambia: Robert Mugabe esce dalla scena dello Zimbabwe. La fine dell’era Mugabe inizia lunedì 13 novembre 2017 con un grossolano errore che fa precipitare la situazione politica a sfavore del ‘dinosauro africano’.

Robert Grabiel Mugabe, nato il 21 febbraio 1924, fu l’eroe che liberò il popolo della Rhodesia dal gioco razzial-nazista boero giungendo al potere nel 1987, dopo aver ricoperto la carica di Primo Ministro dal 1980. Mugabe fondò il ZANU (Unione Nazionale Africana del Zimbabwe) nel 1975, e, al potere della Rhodesia libera, sviluppò il Paese coerentemente all’ideologia panafricana e socialista.

Come primo atto simbolico ribattezzò il Paese in Zimbabwe (‘casa venerata’ in lingua Karanga parlata dalla etnia Shona). Lo Zimbabwe, oltre a conoscere un impressionante sviluppo sociale ed economico, divenne il faro per ogni movimento rivoluzionario africano, in primo luogo l’African National Congress (ANC), che tentava di liberare il Sudafrica dalla schiavitù imposta dal regime boero. Mugabe e il suo partito furono i principali alleati politici e finanziatori dell’ANC e di Nelson Mandela insieme a Mozambico e Angola. Le milizie del ANC trovavano rifugio nello Zimbabwe, dove si potevano addestrare e lanciare attacchi al Sudafrica in tutta tranquillità.

Nel 2000, all’eta’ di 76 anni, Mugabe lancia una riforma agraria audace, rompendo il patto con gli ex coloni boeri e britannici che detenevano ancora le migliori terre, spesso lasciate incolte. La riforma agraria trova l’entusiasmo della popolazione rurale, ma la feroce opposizione della Gran Bretagna e del Sudafrica. Londra tenta in tutti i modi di difendere gli interessi dei suoi connazionali nello Zimbabwe, nascondendo all’opinione pubblica la loro natura di latifondisti.

Il Sudafrica dell’ANC vede nella riforma agraria di Mugabe un pericolo, in quanto Nelson Mandela nel patto segreto stipulato con il regime boero per un passaggio di potere ‘indolore’ aveva firmato alcune clausole che permettevano ai boeri di mantenere il controllo dell’economia e dei latifondi, impedendo cosi’ la realizzazione della Freedom Charter (Carta della Libertà), il manifesto politico del ANC, che prevedeva la nazionalizzazione dell’economia e la distribuzione delle terre ai contadini neri. Nel Sudafrica di oggi le questioni di giustizia economica rimangono irrisolte e sono fonte sia di forti tensioni sociali, che del lento ma inesorabile declino dell’ANC, (ormai corrotto sotto la dirigenza di Jacob Zuma) a tutto vantaggio del partito marxista EFF (Combattenti per la Libertà Economica) di Julius Malema.

La reazione di Londra e Pretoria alla riforma agraria di Mugabe fa sprofondare il Paese in una dura recessione. Gli ottimi risultati produttivi della riforma agraria (negati dai media occidentali) vengono vanificati dalla crisi economica e dall’embargo imposto da Unione Europea, Stati Uniti e Sudafrica. Milioni di zimbabwani emigrano e la valuta locale viene ipersvalutata.

Dinnanzi alle difficoltà economiche Mugabe non accetta di ritirarsi e inizia a creare un regime di terrore abbellito da retoriche nazionalistiche e anticoloniali. Dal 2014, la malattia di cui soffre (divenuta segreto di Stato) impedisce la necessaria lucidità al ‘dinosauro africano’. In realtà le redini del Paese sono rette dalla moglie Grace Ntombizodwa Mugabe (nata il 23 luglio 1965), che aspira alla presidenza.

Dal 2016 nel partito al potere si scatena una violenta lotta tra Grace e il vicepresidente Emmerson Mnangagwa, un veterano della lotta di liberazione della Rhodesia, che ha sempre occupato posizioni di prim’ordine nel regime ZANU. Madame Mugabe rappresenta se stessa e gli interessi (mafiosi) della famiglia, manipolando come un burattino Robert Mugabe, ormai demente causa la malattia. Mnangagwa rappresenta la vecchia guardia rivoluzionaria che si concentra principalmente all’interno dell’Esercito. Una guardia rivoluzionaria che nutre sia intenzioni nazionalistiche, per salvare il Paese dal baratro, sia la necessità di difendere interessi economici e privilegi concessi da Mugabe in cambio della lealtà politica. Interessi e privilegi seriamente minacciati da Madame Mugabe.

E’ proprio Grace che lunedì 6 novembre organizza un complotto contro il vicepresidente per eliminarlo. L’obiettivo è di espellerlo dal partito, arrestarlo con false accuse e, infine, eliminarlo fisicamente. Siamo entrati in contatto con il quotidiano zimbabwano ‘The Independent’ che ci ha fornito importanti notizie sull’origine del colpo di Stato che ha messo fine alla dinastia Mugabe. Il redattore capo del ‘The Indepedent’ tiene a sottolineare che l’attentato alla vita di Mnangagwa e l’offensiva dell’Esercito contro Mugabe è il drammatico epilogo della crisi per la Presidenza iniziata il 1° giugno 2017, quando Mnangagwa contesta apertamente la decisione di Mugabe di candidare sua moglie alle elezioni presidenziali previste per il prossimo anno.

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