lunedì, luglio 23

Vertice Nato, alta tensione Usa-Germania La Cina si scaglia ancora contro i dazi imposti dagli Stati Uniti

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«Non è scritto nella pietra che sarà lì per sempre l’alleanza tra i due lati dell’Atlantico, anche se questa è stata la pietra sulla quale è costruita la Nato. Penso che sia possibile preservarla ma serve un impegno politico. Ed è nell’interesse sia di Europa che di Usa e Canada restare insieme». Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un forum con i giornalisti a margine del vertice dell’Alleanza atlantica.

Vertice davvero molto caldo dopo le parole forti usate dal presidente Usa Donald Trump nei confronti degli altri Paesi, rei di contribuire poco alla Nato e soprattutto nel mirino è finita la Germania, accusata di essere ‘soggiogata’ dalla Russia. Non si è fatta attendere la replica della cancelliera Angela Merkel: «La Germania prende decisioni e adotta politiche indipendenti. Ho sperimentato personalmente quando una parte della Germania era occupata dall’Unione Sovietica. E’ positivo che adesso possiamo prendere le nostre decisioni autonomamente. Mi aspetto discussioni controverse al vertice, sono consapevole che noi siamo una parte importante dell’Alleanza e la Germania fa molto per difenderla». E poi ha precisato: «Entro il 2024 aumenteremo la spesa per rispettare l’obiettivo del 2%».

Mentre la premier britannica Theresa May ha detto: «La Nato è vitale, l’impegno della Gran Bretagna nell’Alleanza è costante come sempre. Oggi annunciano il dispiegamento di altre 440 unità del personale in Afghanistan e sono certa che i leader seduti al tavolo si troveranno d’accordo sul fatto che la Nato debba essere adattabile e flessibile sulle nuove sfide, come il terrorismo e la cyber-sicurezza».

Nel frattempo contro gli Usa si scagliano ancora i cinesi, vista l’ultima minaccia con i nuovi dazi all’import di beni di Pechino per 200 miliardi di dollari. Di «tipico esempio di bullismo commerciale» parla Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, ha assicurato oggi in conferenza stampa che la Cina «prenderà contromisure necessarie» per proteggere i suoi legittimi diritti e interessi.

Andiamo in Afghanistan, perché è di almeno 10 morti il bilancio delle vittime dell’attacco contro un edificio del dipartimento dell’Istruzione afghana a Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar. Due i kamikaze in azione: uno è morto in seguito all’esplosione degli ordigni che indossava e l’altro è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Per ora manca una rivendicazione.

Chiudiamo con la Turchia, dove il presidente Recep Erdogan ha messo sotto il suo controllo anche i teatri di Stato e l’Opera e il Balletto di Stato con un decreto presidenziale. E’ stata stabilita infatti l’abolizione dei due enti e il trasferimento delle relative strutture e competenza sotto la gestione della Presidenza della Repubblica. E sui social monta la polemica.

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