sabato, luglio 22
EsteriNewsPolitica

Venezuela: si riaccende la speranza con Leopoldo Lopez?

Analisi dei molteplici risvolti politici dopo la liberazione leader del partito Voluntad Popular
Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +
Download PDF

Solo una settimana fa, esattamente l’8 luglio, è stato scarcerato il prigioniero politico venezuelano Leopoldo Lopez Mendoza. Gli arresti domiciliari permessi concedono a Lopez una libertà parziale, ma secondo i suoi sostenitori, ovvero migliaia di venezuelani, all’ormai ex-prigioniero politico spetterebbe di diritto la piena libertà individuale. Secondo l’opinionista di SudAmericaHoy, Carmen de Carlos, Nicolas Maduro, attuale Presidente del Venezuela, con la prigionia di Lopez sarebbe andato decisamente contro i suoi interessi, trasformandolo, forse involontariamente, in un martire nazionale. I media latinoamericani lo associano, infatti, alla figura di Nelson Mandela, e Lopez, ad oggi, sembra essere un forte leader cui spetta il diritto di aspirare, un domani, alla direzione del Paese, cambiando forse lo sfortunato destino del Venezuela. L’opinionista De Carlos, come la maggior parte dell’opposizione, dà il benvenuto, anzi il ben tornato, a Lopez, scrivendo :’Bienvenido sea Lopez a la libertad, aunqe esta, todavia, sea medias’.

Leopoldo Lopez è il leader del partito centrista venezuelano ‘Voluntad Popular’, forse la figura di maggior spicco dell’opposizione venezuelana contro il Governo di Nicolas Maduro.

Prima del suo arresto era il favorito nel diventare il futuro Presidente del Venezuela, ma nel 2008 il Presidente Hugo Chavez lo accusò di essersi appropriato di fondi della compagnia petrolifera statale ‘Petroleo de Venezuela’ – PVDSA – nel lontano 1998. Si trattava di una denuncia fittizia, tanto che la Commissione della Corte Interamericana di Diritti Umani ha riconosciuto Lopez come innocente e vittima di violazione dei diritti costituzionali. Dopo ciò, Lopez continuò nel suo impegno politico, scendendo in piazza a manifestare insieme alla popolazione, un comportamento che ovviamente al nuovo Presidente venezuelano, Nicolas Maduro, non andava affatto bene. Tanto che, dopo le proteste del 12 febbraio del 2014, in cui vennero uccise oltre 40 persone, Maduro fece ricadere l’intera responsabilità su Leopoldo Lopez.

A tal proposito, dopo un’indagine di soli tre giorni, il giudice Ralenys Tovar Guillén autorizzò l’arresto di López, il quale si autoconsegnò alle Autorità il 18 Febbraio del 2014. Come riportato dal quotidiano venezuelano ‘Universal‘, contro il leader di Voluntad Popular era stato emanato un ordine di cattura per istigazione alla violenza nelle strade, associazione a delinquere, intimidazione pubblica, lesioni gravi, omicidio e terrorismo. E fu così che in quattro e quattro otto Maduro riuscì ad eliminare dalla scena politica l’avversario forse più temibile. La Corte, quindi, riconobbe Lopez come il responsabile delle proteste del 12 Febbraio 2014 a Caracas. Ma non era finita lì. Nel Settembre 2015 il leader dell’opposizione venezuelana è stato poi condannato 13 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di aver incitato le rivolte scoppiate nel 2014 e di essere quindi responsabile delle 40 vittime registrate in tale occasione.

Le accuse mosse contro Lopez e la condanna stabilita hanno fatto sì che Lopez risultasse agli occhi dell’opinione pubblica venezuelana un prigioniero politico del regime venezuelano imprigionato ingiustamente, diventando così quasi un’icona dell’opposizione.

Furono, infatti, numerose le proteste da parte della popolazione e dell’opposizione, non venne poi a mancare il dissenso politico da parte dei Paesi vicini. Lo stesso leader dell’opposizione, Henrique Capriles, quest’anno, ha partecipato alla grande marcia del 7 maggio a Caracas, sottolineando quanto il caso Lopez rappresenti una grave situazione per i Paese, in quanto i tribunali stabiliti in una sede militare stanno giudicando i civili, e già per 40 su 780 di loro è stata confermata l’incarcerazione.

Secondo ‘Universal‘, Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez, ha confermato che nel carcere di Ramo Verde il marito è stato vittima di tortura. Basta pensare al video che la donna ha postato su twitter, in cui, da fuori dell’istituto penitenziario, si possono sentire le urla di Lopez che esortano la moglie a denunciare le torture da lui subite. Lilian Tintori ha poi aggiunto, parlando con i giornali locali, che la scarcerazione del marito non si può definire frutto di una negoziazione, in quanto è impensabile dover negoziare per i propri diritti umani o la dignità. Ha detto inoltre che la scarcerazione di Leopoldo Lopez rappresenta un passo avanti nella lotta pacifica portata avanti da tutti venezuelani scesi in strada per manifestare a favore della sua libertà.

Che la scarcerazione di Lopez rappresenti un messaggio politico per l’opposizione venezuelana lo dimostra anche la manifestazione avvenuta in Colombia, nella città di Cartagena, dove decine di giovani e adulti venezuelani, i quali decisero di cercare un futuro migliore nel Paese vicino, sono scesi in piazza a manifestare la loro speranza e allegria nel ricevere l’inaspettata notizia. La scarcerazione di Lopez ha riacceso la speranza nell’opposizione nei venezuelani rimasti in patria, ma anche per quelli che hanno deciso di fuggire dal regime di Maduro. Nonostante tutti i sostenitori di Lopez credano fortemente che gli arresti domiciliari siano una forma di libertà parziale che non corrisponde a quanto invece spetta di diritto all’leader di Voluntad Popular, la decisione presa dal Governo di Maduro sembra aver riacceso le speranze per un cammino volto al cambiamento.

Il caso di Leopoldo Lopez ha, inoltre, la funzione di ricordare tutti gli altri casi di prigionieri politici attualmente in carcere e vittime, anche loro, di torture. La sua scarcerazione rappresenta forse un’importante scossa politica, che potrebbe indicare un nuovo percorso per il Paese verso una ristabilizzazione della democrazia in Venezuela. E’ ancora troppo presto per poter dire se la scarcerazione di Leopoldo Lopez possa aiutare il Venezuela a ricostruire un nuovo equilibrio politico o no, ma è comunque probabile che abbia scosso l’immobilità e la disillusione politica del Venezuela. Quello che è sicuro è che la scarcerazione di Lopez ha di certo ridato speranza per un cambiamento volto alla risoluzione pacifica di un conflitto che ormai da anni affligge il Paese.

Resta da chiedersi quali siano le motivazioni alla base di una decisione forse controproducente che il Governo di Nicolas Maduro ha deciso di prendere. Non si può ancora stabilire con certezza se ci sia una strategia politica dietro la decisione del Governo di concedere gli arresti domiciliari a un personaggio come Lopez, o se la decisione presa sia solo frutto di pressioni esterne regionali. Basta pensare che, secondo quanto riporta ‘Universal’, il Presidente argentino, Mauricio Macri, ha ricevuto solo ieri una chiamata da Leopoldo Lopez, il quale lo ha ringraziato per aver internazionalizzato il suo caso, per averlo appoggiato durante i suoi tre anni di reclusione e per aver concordato un compromesso alquanto rigido con il Venezuela per aiutare il Paese ad uscire dalla tremenda crisi politica, sociale ed economica. Il tutto è stato indicato da un comunicato stampa ufficiale della presidenza argentina, riportato dal portale ‘Infobae‘. Subito dopo la scarcerazione di Lopez, domenica 9 luglio, il Governo tedesco ha espresso la sua approvazione per la decisione presa dal Governo di Maduro nel liberare Lopez, aggiungendo che la misura adottata potrebbe rappresentare l’inizio di un dialogo nazionale, ovvero una base da cui ripartire per risolvere la crisi venezuelana.

La conversazione tra Lopez e Macri, e il commento del Governo tedesco, concernono entrambi due riflessioni forse necessarie per comprendere la complessità e l’importanza del caso Lopez. In primo luogo, la conversazione tra i Lopez e il Presidente argentino indica che il caso Lopez è di importanza internazionale e regionale. Di conseguenza, la sua scarcerazione potrebbe avere delle ripercussioni positive sull’opinione pubblica internazionale e sull’immagine del Venezuela sia a livello regionale che internazionale. In secondo luogo, entrambi indicano forse una maggior probabilità del fatto che la scelta assunta dal Governo di Maduro non sia del tutto spontanea, ma frutto di alcune pressioni esterne.

E’ difficile quindi poter individuare quale sarà il futuro del Venezuela, c’è solo da stare a vedere quali saranno i futuri risvolti politici.

Commenti

Condividi.