lunedì, agosto 21
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Usa-Nord Corea: bufale e follia

Intervista ad Axel Berkofsky, ricercatore-presso l’ISPI ed esperto di politica estera dell’area asiatica.
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Solo la scorsa settimana Donald Trump aveva orgogliosamente affermato di aver mandato una ‘armada’ per spaventare i nordcoreani ma così non sembra: la portaerei americana di cui si è tanto parlato, infatti, sta andando proprio in direzione contraria. Le comunicazioni alquanto contraddittorie hanno lasciato perplessi gli esperti e hanno adombrato la credibilità della stessa Amministrazione Trump. «Se minacci e la tua minaccia non è credibile, andrà solo a danneggiare tutto ciò che è la tua politica» ha detto l’esperto sulla Nord Corea Joel Wit del gruppo di monitoraggio del 38 North alla Johns Hopkins University.

Pyongyang, qualche giorno fa, ha accusato gli Stati Uniti di aver trasformato la penisola coreana nella «zona più calda del mondo» e di aver creato «una situazione pericolosa in cui una guerra termonucleare potrebbe scoppiare da un momento all’altro». L’ambasciatore nordcoreano all’ONU Kim In-Ryong ha affermato che le loro esercitazioni militari sono più vaste e aggressive di sempre e che la sua nazione è pronta a contrattaccare in qualunque modo. Il Ministro degli Esteri  ha aggiunto che Pyongyang  continuerà i test missilistici «settimanalmente, mensilmente e di anno in anno». Ha anche promesso che una guerra sicura conseguirà a qualsiasi azione militare statunitense. Le dichiarazioni, d’altronde, seguono a quelle di Trump che ha insistito sul fatto che la Corea del Nord «deve comportarsi bene». Il suo vice Mike Pence, durante il suo viaggio in Asia, ha visitato la zona demilitarizzata che divide Nord e Sud Corea, ed ha dichiarato che «lera della pazienza strategica è finita». «Il Presidente ha reso chiaro che la pazienza degli USA e dei suoi alleati sta finendo e che vogliamo vedere dei cambiamenti». Trump spera sempre in un intervento cinese che metta pressione a Pyongyang affinché i test missilistici finiscano, così come il pericoloso sviluppo delle armi nucleari.

Intanto, la Cina spera fortemente in un ritorno alle negoziazioni: Lu Kang, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha detto che le tensioni sulla penisola coreana devono migliorare e che Beijing vuole riprendere le negoziazioni multilaterali ormai ad un punto morto dal 2009. Hanno anche insinuato che i piani americani sul sistema di difesa missilistica in Sud Corea stanno danneggiando le sue relazioni con la Cina.

A Tokyo, invece, il Primo Ministro Shinzo Abe ha affermato che «non c’è bisogno di dire che gli sforzi diplomatici sono importanti per mantenere la pace ma il dialogo fine a se stesso è una cosa senza senso». Ha anche intimato la Cina e la Russia affinché prendano dei ruoli più decisi; «dobbiamo mettere pressione alla Corea del Nord così che rispondano seriamente al dialogo con la comunità internazionale», ha aggiunto.

Ieri, in questo scenario, ha fatto capolino anche la Russia che ha deciso di dire la sua bloccando l’adozione di una risoluzione di condanna degli ultimi test missilistici di Pyongyang. La risoluzione era stata presentata dagli Stati Uniti ed aveva avuto invece il voto positivo della Cina. Abbiamo chiesto ad Axel Berkofsky ricercatore dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) ed esperto di politica estera dell’area asiatica, di spiegarci la situazione dalle diverse angolazioni.

Pensa che dopo la visita di Pence in Corea del Sud e in Giappone ci saranno dei risvolti politici?

Pence non ha modi diplomatici e nessun profilo politico. Ha fatto questo viaggio in Asia dopo che avevano annunciato l’avvicinamento della flotta americana alla penisola coreana; poi è venuto fuori questo errore di comunicazione con la marina militare, la notizia si è rivelata una bufala e questo non è mai successo nella storia americana dalla seconda guerra mondiale in poi, quindi, è chiaro che qualcosa ovviamente non sta funzionando. Quello della portaerei è stato un ritardo. La comunicazione stava funzionando molto bene, almeno fino all’arrivo di Trump e questo è un errore politico enorme. È assurdo anche che i nordcoreani abbiano reagito a questa fake news, sembra un film di Kubrick. Pence è un cristiano fondamentalista fuori di testa, così tanto fuori di testa che ha deciso di diventare il vice Presidente di Trump e questo dice già tante cose. L’America è sempre l’America, non dimentichiamolo, sicuramente ha un peso politico ma, comunque sia, Pence non è nessuno; già il vice è una persona di rappresentanza e lui rappresenta un Presidente americano che fa solo casino ed è tutto un disastro dietro l’altro. Non so Pence cosa può muovere, sì, è andato in Corea del Sud ed è stato ricevuto come alleato ma la cosa finisce là. Non penso ci sarà nessun risvolto dopo la sua visita né in Corea del Sud né, tantomeno, in Giappone.

Quale sarà, secondo lei, il comportamento della Cina?

Da anni stiamo dicendo che dipende tutto dalla Cina, che la Cina è il più grande fornitore di energia e di aiuti economici grazie all’energia in Corea del Nord e che dovrebbe fare qualcosa, ma di fatti, non ha mai fatto niente. Anche la dichiarazione di non voler più comprare il carbone da Pyongyang sembra un grave annuncio ma, in realtà, non verrà adottata neanche questa decisione. Le sanzioni non vengono implementate come sembrava. Questo perché la Cina è ora in grande confusione e così lo è la sua politica in Corea del Nord; Pyongyang è un alleato ed è l’unico Paese amico che ha nella regione. Ma la Cina rimane terrorizzata nella prospettiva di un crollo totale della Corea del Nord, di un flusso di migranti che vanno verso di loro e, soprattutto, di un’unificazione (stile Germania). Per adesso non so cosa stia facendo dietro le quinte, sicuramente è molto meno diplomatica che in pubblico, ma è l’unico Paese che sta tenendo la regione in piedi. Potrebbe far crollare la Corea del Nord anche domani ma non lo fa per motivi geopolitici, perché non vuole avere un alleato americano davanti e non vuole questo scenario. Certo, la Corea del Nord sta iniziando a preoccupare con questi test missilistici e nucleari. Il comportamento nordcoreano, nonostante le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non cambia. La Cina, da anni, non sta implementando alcuna sanzione economica verso Pyongyang, quindi staremo a vedere. Potrebbe anche essere che si stia stancando e stia per dire ‘ora basta’, però non credo: ha forti motivi geopolitici e strategici e, per giunta, non può cedere a una Washington guidata da Trump, poiché perderebbe la faccia e Trump ne godrebbe. E’ in una situazione molto delicata, quindi provare a lasciare le cose come stanno adesso sembra la strada più sicura. Non reagirà alle pressioni che gli stanno facendo, sono annunci vuoti; gli USA non sono in grado di mettere la Corea del Nord sotto pressione perché non sono nemmeno in grado di assicurare che ci sia una comunicazione effettiva con la marina militare, viste le ultime rivelazioni.

La strategia di Trump sta forse dando buoni risultati?

La strategia di Trump non sta funzionando perché non è una strategia; annunciare di mandare una flotta che non è mai partita fa ridere. È un errore di comunicazione del genere ruba qualsiasi tipo di credibilità. Figuriamoci poi: ha bombardato la Siria, ha fatto cadere la più grande bomba americana in Afghanistan un po’ a caso, chi lo sa se la Corea del Nord decidesse domani di condurre un altro test nucleare se questa flotta potrebbe davvero arrivare vicino alla penisola coreana e se gli USA potrebbero lanciare davvero missili Tomahawk. Certo, questo avrebbe delle conseguenze.

Si incomincia ad avere la sensazione che Kim Jung-un abbia capito di essere solo, pensa che sia così?

Non so, alcuni analisti pretendono di capire qualcosa in più, ma io sono stato un paio di volte in Corea del Nord e posso dire che ci stanno raccontando che Kim Jung-un ha un piano, che è molto razionale e per niente pazzo. Il punto però è che lui sta ammazzando la sua gente, quindi quella tentazione di presentare Kim come un ‘attore’ che ha un piano preciso ci fa andare fuori strada. Certo, ha una potenza nucleare, ma certo la Corea del Nord non è dotata di una strategia decente. Io credo che un personaggio come lui e come tutta la sua famiglia, non è atipico; è sempre stato così: una volta al potere sei un dittatore assoluto e senza opposizione, quindi, puoi fregartene del popolo. La stessa cosa sta succedendo in Siria con Bashar Al Assad. Io credo che Kim si trovi in questa ‘bolla di follia’ che è intorno a lui, e non capisca più nulla. O forse non ha mai capito nulla. Vorrei sapere cosa direbbe uno psichiatra dopo qualche sessione con lui. Anche l’Occidente, però, non ha una strategia, abbiamo visto Obama non fare niente, e così anche il Giappone.

Potrebbe davvero «scoppiare una guerra nucleare da un momento all’altro» come ha detto l’ambasciatore di Pyongyang all’ONU?

No, l’ambasciatore di Pyongyang all’ONU è ambasciatore del regime nordcoreano, quindi, dice sempre le stesse cose; per adesso, la Corea del Nord ha delle bombe nucleari ma non ha la capacità, almeno sembra, di montare una testata nucleare su un missile. Per prima cosa non lancerà nessuna bomba verso nessuna parte e, secondo, non ha la tecnologia di rientro necessaria per cui se si lancia un missile verso lo spazio questo deve rientrare nell’atmosfera. Non inizierà nessuna guerra, almeno spero che sia così.

Gli USA sarebbero pronti ad un raid preventivo contro Pyongyang?

Sì sarebbero pronti ad un raid preventivo. Prima è toccato alla Siria, ora chi lo sa. La Corea del Nord forse ci penserà due volte prima di condurre un altro test nucleare; ha tentato un test missilistico ma non ha funzionato. Un eventuale test potrebbe avere come conseguenza un attacco missilistico americano capace di colpire la penisola coreana sia da vicino che da un lungo raggio. È sempre una possibilità.

Ieri Mosca ha bloccato  l’adozione di una risoluzione di condanna, presentata dagli Stati Uniti, degli ultimi test missilistici di Pyongyang, testo che aveva avuto invece il via libera della Cina. Come si spiega questo fatto? La Russia sta sostituendo la Cina come alleato di Kim?

È tutto riflesso automatico russo; tutto ciò che gli Stati Uniti propongono, per definizione, la Russia lo deve bloccare. Ha bloccato questa risoluzione perché è stata presentata dall’Occidente; non potrebbe mai approvare o sostenere una risoluzione che è stata presentata dagli americani. Però, sta guardando la situazione un po’ da lontano. La strategia di non sostenere la risoluzione è una mossa scontata.

Pensa che ci possa essere una soluzione pacifica ed effettiva?

No, non credo che ci possa essere una probabile soluzione pacifica perché non è stato fatto nulla; ormai la Corea del Nord è uno Stato nucleare a tutti gli effetti che non ha nient’altro. Non ha alcuno strumento politico e rinunciare al programma nucleare e smantellare quello missilistico non è più un opzione per loro. Capisco perché Kim Jung-un lo faccia, perché non dica ‘ok ho sbagliato tutto adesso potete mandarmi aiuti economici’. La diplomazia qui non ha funzionato anche a causa delle iniziative mancate. Un attacco preventivo militare avrebbe come conseguenza la distruzione, non della intera penisola coreana, ma almeno di una parte della capitale della Corea del Sud. Seoul è molto vicina al 18° parallelo, si tratterebbe di una distruzione devastante, di uno o due milioni di morti. Un ritorno alle negoziazioni multilaterali come è stato fatto è molto improbabile, perché, la precondizione americana e sudcoreana è l’accordo di smantellare tutto il nucleare. Per gli Stati Uniti ci deve essere prima un disarmo nucleare e poi si parlerà; per la Nord Corea non è così, anzi, è esattamente il contrario.

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