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Usa 2016: Trump, è scontro frontale con Cruz

Ma ne ha anche per Jeb Bush e il pubblico della CBS, intervenuto al dibattito tv

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Altro che dibattito. Quello andato in scena tra i repubblicani nella notte tra sabato e domenica sulla CBS è stato quasi una corrida. Un tutti contro tutti, dove a farla da padrone è stato, neanche a dirlo, Donald Trump. A pochi giorni dalle primarie in South Carolina, il magnate newyorkese ne ha avute per tutti: nel mirino subito Jeb Bush e il fratello, l’ex presidente George Bush, accusato per l’invasione dell’Iraq e anche per l’impreparazione degli Usa agli attacchi terroristici dell’11 settembre. «Sai solo insultare: le donne, gli ispanici, gli handicappati. Pensi che anche la politica estera sia uno show televisivo. Stai lastricando di insulti la strada verso la nomination», la risposta di Jeb, ma Trump non le ha mandate a dire, zittendolo ancora una volta con un duro «Ma falla finita» e poi ripetendo «Jeb is so wrong», ossia Jeb ha torto.

Poi ha preso di mira Ted Cruz, che lo ha accusato di essere un finto conservatore, pronto, da presidente, a eleggere dei «liberal» alla Corte Suprema: «Tu sei probabilmente anche peggio di Jeb Bush: il peggio del peggio. E sei anche il più grande bugiardo». Uno scontro però che è continuato anche fuori dalla tv, con Trump che è tornato alla carica dicendo che il rivale non ha titolo per la corsa alla Casa Bianca perché non è un vero cittadino americano. E’ vero, è nato in Canada ma da genitori americani. Secondo la Costituzione può concorrere alla Casa Bianca chi, oltre alla cittadinanza Usa di nascita, ha almeno 35 anni e la residenza negli Usa da almeno 14 anni. In una lettura più ampia Cruz vi rientra, ma sono in tanti a mettere questo in discussione. E Trump va giù duro: «Se Ted Cruz non cambia registro, smette di imbrogliare e di attaccarmi con i suoi spot, io sono pronto a denunciarlo perché non è un natural born citizen», ha scritto su Twitter. Immediata la risposta: «C’è dell’ironia nel fatto che Donald accusi qualcuno di questo (campagna aggressiva, ndr), considerata l’incredibile quantità di insulti e oscenità che escono dalla sua bocca ogni giorno. Ogni giorno da lui arriva un nuovo attacco».
E mentre anche gli altri candidati se la prendevano tra di loro durante il dibattito, Trump ha avuto tempo anche per polemizzare con il pubblico, che lo ha fischiato. Per il magnate si tratta di una ‘claque’ di lobbisti e rappresentanti dei ‘poteri forti’, che lo odia perché lui si finanzia da solo la campagna elettorale.  Mentre John Kasich, nel tumulto generale avvisa: «Bravi! Andate avanti così e faremo vincere Hillary Cinton».

(video tratto dal canale Youtube della CNN)

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