venerdì, luglio 20

Uragani: sempre più numerosi, ma sempre meno le vittime Aumentano i fondi del Governo, la preparazione, le tecniche di previsione e monitoraggio

0

Irma, Katia, Jose. Sono i tre uragani che minacciano gli Stati Uniti a pochi giorni dalla tragedia di Harvey, che ha scaricato in pochi giorni sulle coste del Texas un ammontare di precipitazioni pari a quelle normalmente registrate in un intero anno di pioggia. Isole dell’Atlantico come la piccola Barbuda, a est di Cuba, sono già state colpite, e ridotte a un cumulo di detriti.

Eventi come quello di Harvey, stando a ciò che ipotizzano gli scienziati citati dal Telegraph, quotidiano britannico, dovrebbero colpire le coste statunitensi una volta ogni 500 anni, ma Houston ne ha visti 3 negli ultimi 3 anni. E’ dunque lecito chiedersi se stiamo entrando in una nuova epoca, segnata da un maggior numero di disastri climatici di questo tipo.

In realtà, si stima che gli uragani stiano diventando sempre meno pericolosi. Stando alle statistiche, il numero di morti globale per ‘maltempo estremo’ è sceso drasticamente negli ultimi 80 anni (del 98%), nonostante l’aumento di disastri ambientali registrati. Le ragioni sono diverse: le previsioni, prima di tutto, sempre più precise e continuamente aggiornate, permetterebbero di lanciare l’allarme fino a 12 ore in anticipo rispetto alla catastrofe. Migliora anche l’organizzazione delle misure di emergenza – la gestione del traffico di chi fugge dal sito colpito, o la costruzione di ripari comuni, per esempio –  e aumentano i fondi del Governo federale dedicati alla riparazione e al salvataggio.

Video tratto dal canale Youtube di ‘The Telegraph

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.