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Politica: il Contrappunto

Unioni civili e unioni incivili

Tra Senato, primarie e referendum antitrivelle

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Ci sono le unioni civili, giustamente al centro dell’interesse generale e dei lavori parlamentari, e poi più defilate ma parallelamente altrettanto interessanti da osservare, le unioni incivili. Partendo dalle civili, quelle vere in discussione al Senato, c’è da chiedersi per quale insano autolesionismo Matteo Renzi abbia accettato di tenere la ‘pratica’ aperta per tre settimana e cominciare i voti sugli articoli a partire solo dalla prossima, Martedì 16. Visto che il Presidente del Consiglio è tutto tranne che sprovveduto o superficiale viene da pensare che appartenga anche alla sua tattica. Al netto del furibondo ostruzionismo degli oppositori poteva sperare che lasciandole decantare le cose si mettessero a posto meglio. I fatti dimostrano che questa volta i calcoli sono stati troppo a rischio.

Poi ci sono, dunque, le unioni incivili. Per esempio e sempre per cominciare dal Senato, quella di Maurizio Gasparri, con chiunque. Carlo Giovanardi che soffre perché per quanto faccia non riesce a superare il suddetto Gasparri. E via dicendo. Ma l’unione incivile di ambizione e politica genera mostri. Abbastanza incivile, per esempio, è il comportamento dell’ex capo della Protezione civile (appunto), Guido Bertolaso, che da Londra gioca sulla salute della nipotina malata in attesa di vedere se dall’Italia lo vogliono davvero come candidato Sindaco di Roma per il centrodestra. «Ho vicende ben più importanti da seguire dei teatrini romani» sbotta. Potrebbe anche ripensarci (figuriamoci) e Berlusconi gliel’ha chiesto, ma «tutto dipenderebbe da un consulto medico a fine settimana, non credo compatibile con i tempi della politica». Almeno lasciassero stare le creature.

La sagra continua con il tourbillon che ha tirato in mezzo anche i nomi di Rita Dalla Chiesa, Irene Pivetti e chissà chi altro. Mancano solo Platinette (che probabilmente ci starebbe, stante le dichiarate propensioni per il centrodestra) ed il Mago Silvan che sconta purtroppo il fatto di essere veneziano e quasi ottantenne, ma un soggetto di riconosciuto spessore professionale e valenza internazionale come lui potrebbe superare questi marginali ostacoli. Questa volta ha comunque addirittura ragione il nostro beneamato Gasparri che taglia corto con un fondato «Va bene, vi siete divertiti ma adesso Carnevale è finito».

A sinistra c’è poi il prospettarsi dell’’unione di fatto’ tra il povero Stefano Fassina e l’ex ricco Ignazio Marino, già Sindaco di Roma sfiduciato dal Partito Democratico. ‘Controprimarie’ della sinistrasinistra, anche se la storia delle ‘cene istituzionali’ invece che rapidamente sciogliersi potrebbe affossare definitivamente il chirurgo genovese. Peculato continuato nei due anni e quattro mesi in Campidoglio? L’informativa della Guardia di Finanza depositata ad inizio settimana in Procura evidenzia circa 50 episodi (non unicamente cene) e 15.000 euro totali di spese che ora il Pm Roberto Felici ed il Procuratore aggiunto Francesco Caporale esamineranno ed eventualmente gli contesteranno. Inizialmente si parlava di 7 pasti per 900 euro complessivi non dotate di corretta indicazione. Certo l’enfasi con cui alcuni mezzi di informazione hanno rilanciato la notizia appare francamente eccessiva, visto che per ora si tratta solo di voci di spesa di cui verificare la congruità. E se dopo ventotto mesi in carica il Sindaco di Roma ha avuto giusto queste da controllare, forse non è messo neanche tanto male.

Insomma tutti ad attendere. Che passi il tempo per riuscire ad ammorbidire le cose in materia di diritti delle persone, che venga Domenica 6 Marzo per decidere in base ai risultati delle Primarie romane del PD cosa fare a destra ed a sinistra. Mentre il Governo ha invece già deciso la data per il Referendum anti-trivelle: sarà il 17 Aprile prossimo. Riguarda la durata dei provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia dalla costa, con particolare riguardo agli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Quindi, al contrario di quanto avevano chiesto Regioni, ambientalisti e no Triv, nessun accorpamento con le amministrative che si terranno la prossima primavera in oltre 1300 comuni. Il che avrebbe di molto facilitato la corsa al raggiungimento del quorum e fatto risparmiare moltissimi milioni di euro. In questo caso l’unione delle date per i due voti sarebbe stata davvero cosa civile.

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