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V Forum Eurasiatico

Unione Economica Eurasiatica: il business che ravviva la politica

A colloquio con Antonio Fallico, Presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia

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Da domani, per due giorni, Verona sarà la capitale del business euroasiatico. Prende il via, infatti, domani, nella città veneta, il V Forum Eurasiatico, tradizionale vertice economico sulle opportunità di business nell’area tra Europa e Asia, giunto alla quinta edizione e organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handling Services.

In città si ritroveranno i vertici dell’economia e della politica dell’Est Europa, insieme ai protagonisti del salotto buono dell’economia e della finanza italiana: Igor Sechin, Presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, Presidente Novatek; Andrey Akimov, Presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, Presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Sergey Roumas, Presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Alekey Meshkov, vice Ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice Ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; fino agli italiani Romano Prodi, Presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Gaetano Miccichè, Presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, Presidente e Ceo Pirelli C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e Presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, e insieme 600 aziende partecipanti in rappresentanza di oltre il 90% dell’interscambio complessivo con l’Unione, per discutere delle opportunità offerte dall’Unione Economica Eurasiatica (UEEA).

20 milioni di kmq di superfice a cavallo tra Europa e Asia, 180 milioni di abitanti distribuiti sui 5 Paesi che la compongono –Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan– una dotazione di materie prime, in particolare energetiche, assieme a un ingente fabbisogno di capitali e di beni di consumo ad alta qualità, rendono l’Unione Economica Eurasiatica, nata ufficialmente il 1° gennaio 2015, un’area di interesse strategico per l’Europa e, in particolare, per l’Italia. Anche e soprattutto nell’attuale fase storica caratterizzata da fortissime tensioni politiche tra blocchi contrapposti che stanno ridisegnando le mappe geopolitiche e conseguentemente del potere economico.

Complessivamente, i Paesi dell’Ueea contribuiscono per quasi il 4% alla formazione del PIL mondiale e valgono più del 2% del commercio e dello stock di Ide in entrata (circa 535mld di dollari a fine 2014). Gli investimenti effettuati dai Paesi UEEA nel resto del mondo nel 2014 erano pari a 460,3 mld di dollari (circa 1,9% del totale mondiale). Con 25 miliardi di euro di interscambio, nel 2015 si è fermata a 3,2% la quota di flussi commerciali italiani relativa ai Paesi dell’UEEA, un dato che registra una contrazione rispetto al 2014  -quando l’Unione valeva il 4,1% sul totale del commercio italiano e l’Italia era il secondo Paese fornitore dell’Unione Eurasiatica, preceduto dalla Germania- confermata anche dai risultati del primo semestre 2016, fermi al 2,6%. A pesare sul risultato particolarmente negativo dell’export, bloccato a 8,4mld di euro a  -22,7% rispetto al 2014, sono soprattutto la recessione dell’economia russa e gli effetti diretti e indiretti delle sanzioni e contro-sanzioni.

Circa 700 sono le imprese italiane operanti nell’UEEA, per lo più nei settori dell’energia, dell’agroalimentare, della moda, delle telecomunicazioni e dell’auto. Circa 600 si trovano in Russia, 65 in Kazakistan, 30 in Bielorussia, 8 in Armenia e una in Kirghizistan.

«Dal business alla geopolitica, la due giorni scaligera metterà a fuoco opportunità e criticità nello sviluppo di nuovi modelli di cooperazione nella crisi globale, a partire da settori chiave come energia, agroindustria, innovazione e infrastrutture», spiegano gli organizzatori, di uno spazio economico e geopolitico che appare molto dinamico e che sta già aggregando importanti attori sullo scenario internazionale. Il 5 ottobre scorso è entrato in vigore il primo trattato commerciale dell’Unione Economica Eurasiatica verso un Paese terzo: il Vietnam. L’accordo prevede un azzeramento dei dazi doganali per circa il 60% degli articoli in commercio tra i due Paesi, soglia che verrà alzata al 90% entro il 2025. Cina, Cile, Corea del Sud e, più recentemente, Singapore, hanno espresso la volontà di negoziare con l’Unione degli accordi di libero scambio, mentre India, Egitto, Iran e i Paesi Asean hanno dichiarato di voler sviluppare la cooperazione economica con l’UEEA. E soprattutto sono Cina e India a guardare con attenzione l’UEEA.

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