Cultura&Società Opinioni

Non si affitta agli invalidi

Una casa per Anna Cascella Luciani

Storia di una poetessa italiana, invalida al 100%, che cerca casa a Roma, dove non si affitta agli invalidi

Anna Cascella Luciani
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Ieri mattina ricevo da un’amica:
«Caro Giuliano, a fondo pagina la motivazione, accampata dal dottor Lello Iasevoli, responsabile amministrativo della Società proprietaria della casa denominata E12 in via Rosazza 31, Roma, per non affittare a persona invalida. Casa ed edificio visti da me il 2 febbraio scorso. Quanto alla seconda casa di cui scrive Patrizia Rossi nella mail del 5 febbraio, l’appartamento indicato dalla Rossi è risultato essere non in via Rosazza 31 ma in via Ippolito Nievo 62, completamente inadatto all’invalidità al suo interno e con 6 scalini più alti prima dell’ascensore – e non 4 come in via Rosazza 31 e accessibili con pedanina per carrozzella – e non così in via Ippolito Nievo 62, e in via Ippolito Nievo 62 altri scalini, oltre quelli dell’androne -casa vista non da me- invalida al 100%00, e già accompagnata a Roma il 2 febbraio -andata-ritorno in giornata-, ma vista da altre persone, che, per me, sono andate in via Ippolito Nievo 62, visita della casa con la titolare dell’agenzia Patrizia Rossi, lo scorso 9 febbraio. Mi hanno telefonato e mi hanno riferito: appartamento ed edificio completamente inadatti a persona invalida. Laddove l’appartamento e l’edificio di via Rosazza 31 – unità E12 – risultano perfettamente adatti all’invalidità. Tutto quello che già sai, una precisa istigazione al suicidio. Un caro saluto. Anna»

Questa non è un’ordinaria storia di ‘affitti bloccati’, è lo scoramento di una autrice italiana che da oltre quarant’anni scrive poesie, pubblicate da Einaudi, Scheiwiller, e in Opere Complete da Gaffi. Un’autrice su cui hanno scritto, per citarne un paio, Franco Fortini e Giovanni Giudici.
Anna Cascella Luciani è affetta da Sclerosi Multipla (SM), invalida al 100%, e per questo le sono stati assegnati i benefici della ‘Legge Bacchelli’.
Stamani le ho risposto che il solo modo che avevo di aiutarla era quello di pubblicare un articolo sul suo caso, che rileva di due anomalie perfettamente italiane: della poca, o nulla, volontà politica di rimuovere ogni barriera architettonica che impedisca ai disabili di vivere decorosamente; della mancanza di rispetto che in generale si nutre nei confronti degli artisti e dei poeti, figure di cui si suppone, con audace idiozia, di poter fare a meno. «La massa può amare un poeta solo per malinteso», aveva scritto Jean Cocteau. Per aver capito male, non per il suo contrario. E nemmeno varrebbe la pena insistere sul concetto che, per un poeta, il luogo rappresentino la più fluida sorgente di ispirazione. Esso è tutto. «Medesimo è restato il rifiuto di ogni trascendenza», di lei scriveva Massimo Onofri una decina di anni fa, «per una poesia radicalmente ancorata a ‘qui e ora’, renitente persino alla memoria, quando non sia memoria della vita dei sensi».

Anna mi aveva scritto qualche mese fa, per via del suo desiderio -come del suo bisognodi rientrare a Roma da Pescara, dove viveva lontana dalle sue cose, i suoi libri immagazzinati, la sua memoria in tante scatole di cartone. Avevo fatto partecipe del suo caso Roberto Toppoli, un amico che negli uffici adibiti al cittadino del Comune di Roma dispensava la sua onestissima sensibilità al fine di risolvere problemi, di lenire piccole grandi sofferenze dei non-ascoltati. Quell’ufficio del Sindaco per i rapporti con i cittadini (URC) era stato fortemente voluto da Ignazio Marino, il ‘massimo responsabile dei mali di Roma’, com’era risaputo presso i circoli malafedisti della capitale. Toppoli si era mosso con rapidità tra le maglie di una burocrazia complessa e pavida.

«Romana, nata a Roma, via da Roma negli anni di infanzia e d’adolescenza -motivi troppo lunghi qui da dire- scelsi di tornare a Roma, mia città, mio luogo, subito dopo la fine del liceo. Vissuta a Roma -mia città di ogni esperienza e formazione, e vita- dai miei 19 anni e fino ai miei quasi 73, cacciata da Roma a causa di uno sfratto esecutivo per fine contratto, anziana e invalida, già ammalata di sclerosi multipla dal 1991 -malattia cronica, invalidante, e progressiva- e da tempo invalida al 100%. Da tre anni quasi tutto quello che nella casa di Roma mi circondava è in magazzino: tutti i miei libri, che, nell’arco di decenni, e di studio, e di letture, non erano pochi: la mia vita in un magazzino. E, anche, disagi abitativi enormi, qui dove sono, in un appartamento, e in un edificio, rivelatisi più che faticosi per chi sia ammalato e invalido».

Anna Cascella Luciani è di carattere forte. Non sente alcunché di capriccioso nell’espressione di quel suo desiderio. Pensa che l’esistenza abbia un termine e che sia bello compiere il tragitto che si è amato.

«Da almeno due anni e mezzo sto tentando ritornare nella mia città, che è Roma; ci sono venuta il 2 febbraio scorso, andata e ritorno in giornata con accompagno, per vedere una casa, e mi si è rifiutato l’affitto perché invalida. Vuoi i privati, vuoi le Società proprietarie -come in quest’ultimo caso era- non vogliono invalidi, perché temono di non poterli sfrattare. A me è già capitato; l’ultimo appartamento era perfetto per un invalido. Rifiutata. E tutto questo mentre, a quanto si legge, case di proprietà del Comune sono affittate a 7 euro al mese, vista Cupola, in Borgo, o a 10 euro con affaccio sul Colosseo…»

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23 commenti su “Una casa per Anna Cascella Luciani”

  1. bianca tarozzi scrive:

    Sono solidale con Anna Cascella.

  2. marisa tolve scrive:

    Anna è una carissima amica.Chiedo al ccomune di provvedere subito per darle una casa.

  3. Marco Solari scrive:

    Solidale anch’io con Anna. In questa città delle ‘grandi bellezze’ continuo a vedere e a vivere le ‘grandi bassezze’, la poca cura – o nessuna, o nessuna attenzione e considerazione – per chi ha problemi di abitazione, di spostamento di fruizione e partecipazione. Questo lo si vede in tutto, purtroppo, dai cittadini che mettono le macchine sui marciapiedi, a dir poco; dai pochi o nulli controlli sugli spazi per disabili da parte delle famose autorità competenti; dai condomini dei palazzi che non vogliono tenere una rampa perché fa poco ‘chic'; una barbarie umiliante e dolorosissima per chiunque si trovi a ragionare su persone e corpi che solo avrebbero bisogno di rispetto e attenzione. Con buona pace dei Giubilei e della Misericordia.

  4. marisa tolve scrive:

    ORA CHIEDO CHE SI FACCIA UNA PETIZIONE CON LE FIRME DI TUTTI GLI AMICI DI ANNA E DI TUTTI COLORO CHE CONOSCONO LA SUA POESIA. fATEVI AVANTI AMICI E FIRMATE E COMMENTATE.

  5. Marco Vitale scrive:

    Cara Anna, tutta la mia solidarietà e il mio affetto. Marco

  6. Daniela Lepri scrive:

    Vicina e solidale ad Anna Cascella Luciani,persona speciale e certamente la “piu’grande poetessa vivente”in questo assurdo e faticoso percorso! Anche io credo sia giusto fare una petizione al piu’ presto, uniamoci concretamente per darle un aiuto tangibile!

  7. Ippolita Avalli scrive:

    Seguo da tempo come amica e sodale la vicenda di Anna Cascella, grande poetessa, impotente anch’io come molti.
    Mi chiedo come possa continuare a scrivere poesie così belle malgrado le difficoltà pazzesche del suo stato. Una condizione che chiunque non esiterebbe a considerare intollerabile se solo si fermasse un momento a riflettere.
    Certo la sofferenza è un valore, soprattutto per un artista, ma anche la serenità, soprattutto dopo una produzione di altissimo livello che segna l’impegno di una vita.
    Facciamo questa petizione, facciamo presto, cioè subito.
    Ippolita Avalli, scrittrice

  8. Marina Beer scrive:

    Sono solidale con Anna Cascella, e firmerò la petizione.

  9. Fabio Scotto scrive:

    Anna è una cara amica e una poetessa che molto stimo. Auspico vivamente che le possa essere concesso quanto prima di rientrare a Roma e di vivere il tempo spero lungo che le resta tra le cose care e nei luoghi amati, cui molto ha dato e continua a dare con la sua poesia e la sua presenza umana e intellettuale. Che non si discrimino ingiustamente persone già così duramente provate dalla vita, non lo meritano e non fa onore a nessuno. Amiamole invece, hanno, come la cara Anna, tanto da insegnarci.

  10. Caterina Ricciardi scrive:

    Firmo la petizione per una casa a Anna Cascella a Roma, casa sua da sempre, per nascita, elezione e desiderio.

  11. Vito Umberto Vavalli scrive:

    R’ indegno per un Paese e degradante per un popolo lasciare che le voci più capaci di produrre e offrire contributi culturali (più e più volte oggetto di citazioni anche all’estero) siano trattate in questo modo.
    Il caso di Anna Cascella Luciani deve essere portato a soluzione al più presto.
    Con mia moglie Patrizia, cercheremo ancora la sistemazione per Anna, in una delle zone che le consentano di ricevere visite e cure, ma da oltre due anni ci scontriamo con l’indifferenza e la ragione utilitaria dei proprietari di appartamenti da affittare.
    Dalle parole e dallo scritto di Anna si avverte, è forte il senso di urgenza esistenziale; a stento trattengo una lacrima immaginando questa splendida figura di poetessa contemporanea, già sofferente per le sue condizioni di salute, privata anche del suo spazio vitale.
    I meccanismi – burocratici, economici – che producono questi effetti sono immondi e disgustosi, non possono essere lasciati funzionare da soli, e vanno corretti.
    Forza, mobilitiamoci come abbiamo fatto per farle ottenere la Bacchelli, e rendiamole un poco del tanto che ci ha donato.

  12. gabriella albertini scrive:

    Dotata di intelligenza, cultura e senso critico,
    Anna Cascella Luciani è una donna limpida nel
    pensiero e nell’azione. Colpita da una malattia
    invalidante porta avanti, con dignità e coraggio
    il suo impegno di “poeta” indicando una alta
    qualità, ricca di immagini suggestive, umane
    e significative per molti.

  13. Daniele Petroselli Daniele Petroselli scrive:

    Salve a tutti. Fateci sapere se sarà aperta questa petizione, così da poterne dare notizia

  14. Alberto Toni scrive:

    Mi associo nella solidarietà. Un saluto caro all’amica Anna Cascella, Alberto

  15. Laura Fumi scrive:

    Anna Cascella Luciani, siamo state vicine di casa per qualche anno, qui a Roma. Ci siamo ritrovate da poco. Cosa posso fare per riaverti un po’ più vicina? Intanto, un caro saluto. Laura

  16. Vito Umberto Vavalli scrive:

    La petizione “Una casa per Anna Cascella Luciani” è stata lanciata via Avaaz.

    Dopo la sottoscrizione, diffondiamola e supportiamola. Sono questioni che da sole non si risolvono.

    1. Valentina Calloni Valentina Calloni scrive:

      Dove possiamo trovare questa petizione?

  17. Marina Corona scrive:

    Coraggio Anna, io e Regina ti siamo tanto vicine, vedrai che si trova una soluzione, ti abbraccio Marina

  18. Marisa Di Iorio scrive:

    Auguro ad Anna di poter tornare presto nella sua città

  19. Luciana Catalani scrive:

    la mia solidarietà, con molti auguri

  20. elio grasso scrive:

    Conosco Anna Cascella, come persona e come grande poetessa, non soltanto si può ma si deve essere solidali. Auspico somme risposte alla petizione.

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