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Uganda: stroncata sul nascere la Repubblica Yiira

Il Re Mumbere è stato arrestato. I pozzi petroliferi sono salvi

Repubblica Yiira Uganda
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Kampala – Domenica all’alba la Seconda Divisione di fanteria supportata da reparti scelti della polizia, e blindati leggeri ha puntato dritto sul Palazzo del Re Charles Wesley Mumbere, sovrano del Regno Rwenzururu della etnia BaKonzo, distretto montanaro del Rwenzori vicino alla Repubblica Democratica del Congo. Quattrocento anni fa i BaKonzo emigrarono in massa nella attuale Provincia del Nord Kivu, Congo, fondando le città di Butembo e Beni, distretto di Lubero. Gli immigrati BaKonzo si integrarono perfettamente e pacificamente con le popolazioni indigene del Congo cambiando addirittura nome alla tribù da BaKonzo a Nande (BaNande al plurale). Il Distretto del Rwenzori è ricco di giacimenti petroliferi della falda del Lago Alberto. Dai 3 ai 5 miliardi di barili secondo le stime più recenti.

Il Palazzo Reale si trova a Kasese, la città più importante del Rwenzori e capitale del Regno Rwenzururu. Il primo assalto al Palazzo è stato compiuto dai reparti di polizia verso le otto del mattino dopo infruttuose negoziazioni per evitare il conflitto. Dopo aver riscontrato una nutrita resistenza armata, la Seconda Divisione di Fanteria è intervenuta ingaggiando una vera e propria battaglia campale durata l’intera mattinata. In difesa del Re vi erano circa 200 miliziani della fantomatica Repubblica di Yiira. I soldati di una delle migliori e formate divisioni dell’esercito ugandese hanno attaccato le postazioni ribelli per assaggiare la loro capacità di resistenza, prima di creare il cordone ‘sanitario’. Tattica spesso utilizzata dall’esercito ugandese quando è intenzionato non a sconfiggere ma a sterminare il nemico. Il cordone ‘sanitario’ prevede l’isolamento dei combattenti e il loro totale accerchiamento dopo aver permesso di mettersi in salvo al più grande numero possibile di civili. Dopo di chè inizia la ‘dead dance’, la danza della morte. Reparti d’élite dell’esercito distruggono le difese mentre i loro commilitoni affiancati da poliziotti sorvegliano il cordone sanitario abbattendo chiunque (armato o meno) tenti di oltrepassarlo per sfuggire alla morte o all’arresto.

Alle nove l’esercito ha proclamato una tregua per permettere ai miliziani di arrendersi senza ulteriore spargimento di sangue. Il periodo della tregua è passato invano. Alle ore 11 del mattino la Seconda Divisione di Fanteria lancia l’attacco finale supportata da elicotteri da combattimento. Il bilancio della battaglia è pesante: 14 poliziotti e 55 miliziani uccisi. Due militari feriti. Questo è quanto afferma il portavoce della Polizia Adrew Felix Kaweesi. Il Re Mumbere è stato arrestato e trasportato presso la prigione di massima sicurezza di Nalufenya, nel distretto di Jinja (Uganda centrale). La notizia è stata confermata dal Generale Jeje Odong del Ministro degli Interni.

Il comando di polizia di Kasese ospita temporaneamente 139 miliziani catturati in attesa che arrivino degli ‘esperti’ in interrogatori dalla capitale Kampala. L’arsenale catturato dopo la battaglia è di tutto rispetto. Oltre a varie armi bianche l’esercito ha ritrovato un arsenale di guerra composto da carabine automatiche americane versione moderna del SGM Thompson, Rocket Propellent Granade PRG (lanciarazzi) di fabbricazione russa, pistole cinesi, 3 metal detectors e 4 sistemi completi di comunicazione militare non satellitare. La popolazione di Kasese ha faticato a tornare alla vita normale. Lunedì le attività commerciali ed artigianali erano riprese però sui volti degli abitanti si leggeva ancora la paura e lo shock per la battaglia campale che ha investito la città e i suoi dintorni. I combattimenti di Kasese sono i primi scontri in Uganda perpetuati dell’esercito ugandese UPDF dopo la sconfitta nel 2004 del gruppo ribelle Lord Resistence Army guidato da Joseph Kony. Secondo notizie riservate l’operazione militare del UPDF a Kasese sarebbe stata guidata dal Generale Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Yoweri Kaguta Museveni e delfino alla presidenza, forse nel 2021.

I media ugandesi rivelano che all’alba di domenica 27 novembre 2016 il Re Mumbere avrebbe ricevuto una telefonata dal Presidente Museveni che lo invitava a recarsi a Kampala per rispondere a livello informale di alcuni rumors che da tempo circolano sul suo conto. Il Re dei BaKonzo dal 2010 è sospettato di aver creato una milizia e di nutrire intenzioni indipendentistiche tramite la creazione della Repubblica di Yiira tra l’Uganda e il Congo. Dinanzi ad un netto rifiuto di Mumbere il Presidente avrebbe ordinato l’attacco alle truppe nascoste a qualche km dalla residenza reale. «L’attacco è stato necessario per bloccare tentativi eversivi contro l’integrità nazionale che avrebbero sconvolto una intera regione strategica per lo sviluppo economico dell’Uganda» ha dichiarato Museveni ai media nazionali.

Le dimensioni della tragedia sembrano andare oltre le cifre ufficiali. Il numero di miliziani sembra maggiore di quello dichiarato. Questo spiegherebbe l’uso della Seconda Divisione di Fanteria formata da reparti scelti addestrati negli Stati Uniti e in Israele di cui urlo di battaglia è: ‘We do the job’ (facciamo il nostro lavoro). La Seconda Divisione di Fanteria ha giocato un ruolo cruciale nella guerra contro il LRA e durante la Seconda Guerra Pan Africana in Congo (1993 -2004). La divisione non ha mai stata inviata sul fronte somalo contro i terroristi salafisti Al Shabaab in quanto rappresenta il cuore della difesa dell’Uganda.

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