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Alta tensione

Uganda: dopo il voto arrivano i blindati a Kampala

Risultati provvisori: Museveni in testa mentre i leader dell’opposizione promettono una rivoluzione

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Kampala – Ieri l’Uganda ha votato per il primo turno delle presidenziali. Il presidente della Commissione Elettorale Badru Kiggundu ha fornito i primi risultati provvisori, relativi allo spoglio di 10.247 seggi elettorali sui 28.010 sparsi nel Paese. I risultati definitivi sono attesi per domani, sabato 20 febbraio. Il candidato del partito al potere National Resistance Movement – NRM e attuale presidente Yoweri Kaguta Museveni è in prima posizione con il 62,03% dei voti. Lo segue a ruota il principale candidato dell’opposizione il leader del Forum per il Cambiamento Democratico – FDC Kizza Besigye con il 33,46% dei voti. Il terzo candidato, l’ex Primo Ministro Amama Mbabazi, registra la peggior performance attestandosi all’1,72% delle preferenze.

Mbabazi è stato battuto persino nel suo distretto natale di Kanungu. Un risultato scontato visto i vari scandali finanziari in cui è stato coinvolto direttamente durante il suo mandato come Primo Ministro e la sua attuale posizione politica assai ambigua. Mbabazi, pur essendosi candidato alle elezioni presidenziali incentrando la sua campagna contro il ‘regime”, è ancora iscritto al NRM. Forse una scelta tattica per lasciare le porte aperte per essere reintegrato nel sistema di potere ugandese dopo necessaria mea culpa e relativo perdono da parte del Grande Vecchio. Gli altri candidati alla presidenza hanno ottenuto percentuali insignificanti. Abded Bwanika del Partito Presidenziale Popolare per lo Sviluppo ha ricevuto solo l’1%, il candidato indipendente Venansius Banyamureeba il 0,66%, Maureen Walube Kyalya (la sola donna candidata) il 0,52%. Il Generale Benon Biraro del Partito Ugandese degli Agricoltori il 0,32%. Joseph Mabirizi, altro candidato indipendente, il 0,29%.

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Secondo il parere di vari esperti regionali questi risultati provvisori non sono rappresentativi in quanto provengono da seggi nelle zone rurali dove Museveni storicamente detiene il monopolio politico. Inoltre i risultati si riferiscono a 3.717,798 votanti pari al 24,34% del totale dell’elettorato: 15.277.198 cittadini in età di voto. Lo spoglio dei voti della capitale e delle maggiori città potrebbero produrre una situazione del tutto diversa a favore dell’ex Colonnello Kizza Besigye. Questo trend, pericoloso per il NRM, è stato già evidenziato nei risultati provvisori. Museveni ha visto diminuire la sua percentuali di voti dal 63,6% al 62,03% a favore del suo rivale.

Le elezioni si sono svolte in un teso clima sociale dove esercito, polizia e forze speciali hanno garantito la sicurezza del voto (secondo il NRM). Di parere nettamente contrario l’opposizione. La presenza capillare e ben visibile delle forze armate avrebbero rappresentato un fattore di intimidazione verso gli elettori. I vari corpi della difesa nazionale presenti nelle strade e dinnanzi ai seggi erano armati in pieno assetto di guerra.

La denuncia dell’opposizione sembra avere della ragionevoli basi. La polizia ha impedito una conferenza stampa indetta presso la sede del FDC di Najjanankumbi sulla Entebbe Road, a Kampala, scontrandosi violentemente con gli iscritti del partito e arrestando il candidato presidenziale Besigye per la seconda volta in meno di una settimana. Anche il presidente del FDC, il Generale Mugisha Muntu e il vice presidente Wassawa Biriggwa sono stati arrestati e trasferiti in una località non ancora resa nota.

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