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Ucraina, continuano le sanzioni contro la Russia

Angela Merkel non intende abolire le sanzioni contro la Russia per il conflitto in Siria e in Crimea

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Il conflitto con l’est dell’Ucraina continua ormai da anni ed appare ogni volta difficile da trattare. Questo infatti, iniziato tre anni fa, ha provocato la morte di dieci mila persone, rimaste vittime in Ucraina. Tuttora le tensioni fra i ribelli separatisti filorussi e le forze armate del governo ucraino rimangono alte.

Alcuni analisti politici sostengono che il ruolo della Russia comprenda sia il problema che la soluzione. Domitilla Sagramoso, docente in Studio dei Conflitti, pensa infatti che la Russia troverà la risoluzione della situazione nell’est della Ucraina perché ha forti interessi economici e politici a riguardo. Prima di tutto, dice la Sagramoso, tra questi vi è l’abolizione delle sanzioni russe da parte degli USA e dell’Unione Europea e, in secondo luogo, sembra che che i Paesi occidentali abbiano riconosciuto la sua presenza in Crimea.

La posizione della Russia però non appare così evidente: il Presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato di essere pronto ad implementare l’accordo di Minsk nel momento in cui i ministri del governo di Kiev rispetteranno l’impegno sulle riforme costituzionali, cioè quello che finora non è avvenuto. Per i leader politici tedeschi, questo rappresenta un’opportunità per un dialogo con Putin. E’ infatti, anche il Governo tedesco ad aver aderito all’imposizione delle sanzioni degli USA contro la Russia.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha rifiutato l’idea di escludere la Russia da ulteriori sanzioni per il recente bombardamento in Siria affermando che la situazione umanitaria nei territori siriani sia diventata ancora più catastrofica, essendo stati colpiti civili, ospedali e medici. Anche il Presidente francese Francois Hollande si trova in forte contrasto con la presenza russa in Siria e in Ucraina, esprimendo la necessità di indire libere e giuste elezioni nelle zone ucraine del conflitto.

 

(video tratto dal canale youtube di Al Jazeera)

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