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Trump: un impeachment che non conviene a nessuno

Il politologo ci spiega i risvolti, interni e sullo scenario internazionale, di questa potenziale messa in stato di accusa del Presidente americano
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La scorsa notte Robert Mueller, ex direttore dell’FBI, è stato nominato special counsel per indagare sul caso Russiagate. Lo special counsel viene nominato dal ministro della Giustizia; il suo lavoro è indagare in caso di potenziale conflitto di interesse con il dipartimento. In questo specifico caso però il Ministro Jeff Sessions ha scelto di non interferire, lasciando che fosse il suo vice Rod Rosenstein ad eseguire la nomina.

Un fattore molto importante è il potere limitato di Mueller, ovvero il fatto che Trump in teoria, potrà ordinare a Rosenstein di licenziare Mueller, oltre alla possibilità di licenziare il vice ministro se si dovesse rifiutare.

Il compito di Mueller sarà quello di supervisionare il lavoro svolto dagli investigatori, indagare «ogni legame e/o coordinamento tra il governo russo ed individui associati con la campagna elettorale di Trump», decidendo di conseguenza se ci sono i presupposti per procedere ad incriminazioni penali. Se dovesse accadere diventerebbe procuratore del caso.

Mueller inoltre avrà il potere di indagare eventuali questioni successive legate alla principale; questo significa capire se Trump, chiedendo a Comey di abbandonare l’inchiesta su Michael Flynn, abbia di fatto intralciato la giustizia, o altri tentativi similari.

Attualmente Mueller ha 60 giorni di tempo per chiedere al dipartimento di Giustizia di stanziare un budget per l’inchiesta e l’assegnazione di agenti, interni o esterni. Le ipotesi più accreditate al momento vedono la riconferma degli agenti dell’FBI già coinvolti.

La limitazione più importante che pende sul capo di Mueller è il diritto di veto di Rosenstein, il quale ha il potere di chiedere allo special counsel di fornire adeguate spiegazioni di ogni indagine. Se dovesse concludere che l’azione è inappropriata non si procederà oltre. Tale decisione dovrà poi essere spiegata alle commissioni Giustizia del Congresso.

Al termine lo special counsel dovrà inviare un ´rapporto confidenziale` sin cui dovrà spiegare la decisione finale, se chiudere il caso o rinviarlo a giudizio. Sarà poi Rosenstein a decidere se pubblicarlo o meno.

Le notizie più recenti riportate dell’agenzia Ansa parlano di un audio in cui il leader della maggioranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy pronuncerebbe la frase «Penso che Putin paghi Trump». Al riguardo non ci sono ancora approfondimenti.

La nomina di uno special counsel e la notizia di questo nuovo audio rendono concreto ciò che prima era ipotesi, la messa in stato di accusa del Presidente Americano Donald Trump, tanto che alcuni esponenti del Partito Repubblicano sono arrivati a paragonare il Russiagate allo scandalo che mise fine alla presidenza di Richard Nixon

Per avere un quadro più chiaro della situazione delicata in cui si trova il Presidente Donald Trump, abbiamo intervistato il politologo Andrew Spannaus, giornalista indipendente e politologo americano.

Chi guadagnerebbe, in termini di politica interna, da un impeachment di Trump?

Esiste una forte componente delle istituzioni da entrambe le parti che vede Trump come un corpo estraneo. In generale i repubblicani sanno che l’impeachment e la situazione politica di Trump possono riflettono male su di loro; per quanto riguarda i democratici, vogliono avvantaggiarsi ma stanno molto attenti, sono pochi i politici democratici che spingono apertamente per l’impeachment. Sanno che farlo velocemente risulterebbe solo una frenesia mediatica in cui si cerca di approfittare di eventuali errori sulla base di accuse più profonde che in realtà sono puramente di natura politica e non di violazione della costituzione.

I democratici davvero non vogliono accelerare e spingere le accuse?

Non subito, vogliono sfruttare una situazione che all’apparenza vede Trump sempre sulla difensiva, ma bisogna guardare soprattutto i contenuti perché sta succedendo una cosa preoccupante. Si sta utilizzando questa accusa sul Russiagate per influenzare la politica estera americana per cercare di bloccare ogni tentativo di Trump e della Casa Bianca di migliorare i rapporti diplomatici con la Russia.

Ci sono Paesi esteri, come Russia e Cina, che guadagnerebbero da questa situazione?

Non credo; la Russia e la Cina sono due Paesi che preferiscono la stabilità – e Trump non lo è nel senso che è alla Casa Bianca da poco tempo e non è molto prevedibile; tuttavia è chiaro che Trump segue una tattica particolare, cioè quella di fare dichiarazioni forti ma poi cercare di trattare e avere buoni rapporti a livello diplomatico anche con i grandi avversari. Quindi nel caso della Russia ridare in mano la politica americana al cento per cento a chi vede la Russia come un nemico e basta, sarebbe molto negativo per loro. Per quanto riguarda la Cina bisogna dare del tempo ai processi diplomatici, si sono iniziate alcune discussioni importanti che potrebbero portare da qualche parte. Trump è aggressivo nel linguaggio ma bisogna andare a vedere bene e confrontarlo con altri.

E per quanto riguarda la Corea del Nord?

La Corea del Nord è un bersaglio scelto da Trump da utilizzare principalmente contro la Cina. La Corea del Nord fa delle cose che chiaramente non sono gradite da buona parte della politica mondiale. Trump ha fatto delle dichiarazioni molto aggressive ma nei fatti non ha fatto nulla di concreto. Quello che è riuscito a fare con questa posizione aggressiva è mettere pressioni sulla Cina la quale ha già risposto, adottando delle misure punitive contro la Corea del Nord. La Cina si è mostrata disponibile a discutere di una rimozione totale delle armi nucleari di proprietà nordcoreana. Quindi la tattica di Trump in questo caso sta avendo dei risultati preliminari.

Ci sono invece dei Paesi che ci perderebbero in caso di impeachment ?

L’impeachment di Trump potrebbe essere negativa, a lungo termine, per l’Europa perché se la politica estera americana si concentrerà su uno scontro con la Russia, per i Paesi europei ciò non è positivo. Per quanto che riguarda l’orientamento della NATO, adesso c’è la questione del terrorismo. Se scoppia una nuova guerra fredda ciò può dare spazio ad un Paese come l’Italia anche a livello economico, la discussione di un ritorno ad una economia reale, su misure protezionistiche che se attuate in maniera intelligente non necessariamente sono negative, può aiutare l’Europa a ripensare a certi errori economici degli ultimi anni, cioè la fissazione di una situazione di austerità e il regno incontrastato del mondo della finanza piuttosto che incentivare le attività produttive.

Io non credo che in Europa si capisca questo potenziale vantaggio, quindi non so cosa faranno i Paesi europei. Essi sono convinti che Trump sia un disastro, come molti cittadini ma questo perché, oltre agli ovvi motivi ci sono gli ovvi problemi di Trump come la sua totale mancanza di esperienza, questo è evidente. Ma se ragioniamo sui contenuti stiamo vedendo uno scontro. Credere alla linea che arriva dai grandi media americani e a chi sta facendo la guerra a Trump per via delle sue linee di apertura verso la Russia e di contrasto alla globalizzazione sarebbe un errore. Penso che l’Europa dovrebbe riflettere su questo e pensare a quale è il suo reale interesse, posto che le decisioni sul futuro dell’America saranno prese dagli americani

Quanto converrebbe invece al Partito Repubblicano? C’è un’area dei repubblicani che hanno interesse a spingere per la messa sotto accusa?

Sicuramente la classe dirigente del Partito Repubblicano non vede bene e non ha mai visto bene Trump. Si sono accordati per motivi opportunistici sperando di gestire il suo mandato, raggiungendo i loro obiettivi che a volte coincidono con quelli di Trump a volte no. Quello che vediamo è una forte pressione sulla Russia e quindi alcuni esponenti americani, come McCain o Rubio, sono fortemente aggressivi in politica estera tendendo ad aumentare le critiche a Trump e sfruttarle per un ipotetico cambiamento. Per il Partito Repubblicano la strada però è ancora lunga per il sostegno all’mpechmeant; il processo deve andare avanti. Io non credo che sia una questione tecnica, ma solo di sostanza politica. Io mi auguro che Trump sulle cose più importanti che gli hanno permesso di vincere la campagna elettorale possa fare dei cambiamenti.

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