lunedì, giugno 18

Trump taglia i fondi per l’Onu (e non solo)

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Il primo budget firmato da Donald Trump per gli Stati Uniti è all’insegna dei tagli. In particolare a risentirne gli aiuti internazionali, la protezione dell’ambiente e l’agricoltura. Il tutto per aumentare le spese militari. «Questo è il bilancio dell’hard power, invece del soft power», ha detto il Budget Director della Casa Bianca, Mick Mulvaney, spiegando questa ‘finanziaria’ da da 1,1 trilioni di dollari.

Tagli del 29% al dipartimento di Stato e del 31% all’Epa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente, sommati a riduzioni anche per Onu, Banca Mondiale, programmi di finanziamento della cultura come il National Endowment for the Humanities, e della ricerca scientifica come l’Nih. In particolare per le Nazioni Unite ogni anno 10 miliardi di dollari sono stanziati dagli Usa. E il taglio appare netto e graverà sulle missioni di peacekeeping, sul programma di sviluppo e sull’Unicef. Non è ancora chiaro cosa accadrà ai programmi sui rifugiati e al Programma Alimentare Mondiale.

Le obiezioni al nuovo approccio di Trump sono venute in parte dalla stessa amministrazione, col capo del Pentagono Mattis che ha avvertito: «Se investiremo meno per la prevenzione delle guerre, dovremo spendere di più per i proiettili necessari a combatterle». ma ora in gioco c’è l’approvazione e la palla passa al Congresso, dove si annuncia una battaglia all’ultimo voto. Le due camere sono controllate sì dai repubblicani, ma la maggioranza dei parlamentari e Trump sono tutt’altro che d’accordo.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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