Politica Analisi

Esteri: il Punto

Trump schiera la Guardia Nazionale contro gli immigrati irregolari

Siria, bombardamenti a Raqqa. Tensione fra Grecia e Turchia. Blair si scaglia contro la Brexit

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Donald Trump è pronto a tutto per la sua lotta all’immigrazione irregolare. L’ultima trovata è quella di mobilitare fino a 100mila unità della guardia nazionale. A dare l’annuncio in anteprima la ‘Associated Press‘, secondo cui la mobilitazione, che sarebbe senza precedenti, avverrebbe in 11 stati nell’ambito della stretta contro gli immigrati non autorizzati. Qualora la proposta di Trump dovesse essere attuata, a dare il loro via libera sarebbero i governatori degli stati coinvolti. A smentire la notizia ci ha pensato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer: «Non è vero. 100% falso. Non c’è alcun impegno volto ad utilizzare la guardia nazionale per radunare immigrati illegali» e ha tenuto a precisare che il documento citato dall’agenzia «non è un documento della Casa Bianca».

Ma i problemi per il presidente Trump non finiscono qui. Si complica infatti il caso di Michael Flynn: il Pentagono non ha trovato alcun documento indicante che l’ex consigliere per la sicurezza nazionale avesse ricevuto un’autorizzazione per accettare soldi da un governo straniero prima del viaggio a Mosca a fine 2015 per una intervista retribuita in occasione del gala per i 10 anni della tv filo Cremlino Russia Today. A scriverlo il ‘Wall Street Journal‘, che cita una lettera del segretario facente funzioni dell’esercito Robert Speer. Era stato lo stesso Flynn a riferire di essere stato pagato, e bene, per quell’intervista. La Costituzione americana vieta ai militari in pensione di ricevere soldi da governi stranieri senza l’autorizzazione del Congresso. Inoltre si viene a sapere che Flynn negò durante un interrogatorio con l’Fbi lo scorso mese di aver discusso delle sanzioni Usa a Mosca con l’ambasciatore russo prima che Trump si insediasse, contraddicendo le intercettazioni telefoniche effettuate.

E il posto di Flynn scotta davvero. A rifiutare l’offerta anche il vice ammiraglio Robert Harward che, secondo alcune informazioni, aveva posto come condizione quella avere un team scelto da lui stesso. Trump ha fatto sapere via Twitter di puntare ora sul generale Keit Kellogg, che temporaneamente ricopre già la carica di consigliere per la sicurezza nazionale, ma ci sono anche altri tre outsider. Intanto il presidente ha scelto il fondatore della Crossroads Media, Mike Dubke, come nuovo Direttore della comunicazione, che prenderà il posto di Jason Miller, che fece un passo indietro poco dopo esser stato scelto lo scorso dicembre.

Per gli Usa poi è ancora allarme intelligence. Secondo Wikileaks la Cia nei sette mesi che precedettero le elezioni presidenziali francesi dell’aprile 2012 spiò i tre candidati, François Hollande, Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen. Si tratta di un’anticipazione dei prossimi documenti che saranno pubblicati a breve dal sito fondato da Julian Assange. Lo spionaggio riguardava anche gli ex candidati socialisti Martine Aubry e Dominique Strauss Kahn. La Cia, secondo Wiklileaks, ordinava di raccogliere informazioni su vari aspetti fra cui le strategie elettorali di partiti e candidati, i finanziamenti, i programmi politici ed economici e i rapporti con gli altri Paesi. Lo scopo delle spionaggio era di ‘sostenere l’attività’ della Cia, della sezione sull’Unione europea dell’agenzia di spionaggio della Difesa (Dia) e della sezione intelligence e ricerca del Dipartimento di Stato. Un’operazione che durò dal 21 novembre 2011 al 29 settembre 2012, cioè fu prolungato anche diversi mesi dopo le elezioni.

Andiamo in Siria, dove bombardieri strategici russi hanno colpito obiettivi dell’Isis vicino a Raqqa. «Gli obiettivi includevano accampamenti dei miliziani e centri di addestramento, nonché il centro di comando di una delle maggiori unità dell’Isis», ha fatto sapere in una nota il ministero della Difesa di Mosca.

In Russia nel frattempo i legali di Alexiei Navalni hanno presentato ricorso in appello contro la condanna a cinque anni di reclusione con sospensione della pena inflitta l’8 febbraio all’oppositore russo nel processo ‘KirovLes bis’, caso che metterebbe a rischio la sua candidatura alle presidenziali del 2018. Il blogger anti-Putin è accusato di aver sottratto alla KirovLes legna per un valore di 16 milioni di rubli.

In Afghanistan è di almeno 17 soldati uccisi il bilancio di un attacco dell’Isis ad alcuni presidi militari nel distretto di Dih Bala. Il generale Doulat Waziri, uno dei portavoce governativi, ha poi reso noto che anche 21 jihadisti sono stati uccisi. In Pakistan invece 39 sospetti terroristi sono stati uccisi dall’esercito in diversi raid in tutto il Paese dopo l’attentato al tempio sufi di Lal Shahbaz Qalandar, a Shewan. 47 gli arresti durante i blitz effettuati. Intanto sale a 83 il bilancio delle vittime dell’attentato, 250 i feriti.

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