giovedì, giugno 21

Trump-Kim, incontro storico Migranti, caso nave Aquarius. Francia e Spagna contro l'Italia. Solo Orban con Roma

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Donald Trump ha definito ‘storico’ il vertice di oggi a Singapore con Kim Jong-un. «Il mio incontro con Kim è stato onesto, diretto e produttivo», ha aggiunto il presidente Usa ringraziando il leader nordcoreano. Il faccia a faccia con il leader nordcoreano è andato bene, ha detto il tycoon, sembrato a suo agio con Kim. Riguardo ai temi in ballo, Trump, firmando un documento congiunto, ha chiarito:  «Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà molto velocemente. Kim vuole la denuclearizzazione e la pace più di me, sa che sarà un bene per il suo popolo. Abbiamo sottoscritto un documento di ampio respiro, credo che lui onorerà gli impegni. Kim darà il via al processo appena tornato in Corea». Ci saranno molti incontri con il leader: «Assolutamente inviterò Kim alla Casa Bianca» ha precisato il tycoon.

Intanto, per fare la propria parte, gli Usa hanno annunciato che sospenderanno le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. «Sono molto costose e Seul contribuisce, ma non al 100%», ha osservato Trump, mentre sui 32.500 soldati di stanza in Corea del Sud «non c’è alcun piano per portarli via. A un certo punto, ad essere onesto, volevo portare via i soldati dalla Corea del Sud, ma questo non è parte dell’equazione in questo momento».

«Molte persone nel mondo penseranno che sia una forma di fantasy… Un film di fantascienza», le parole che avrebbe detto il leader nordcoreano Kim Jong-un al presidente americano dopo la loro stretta di mano. «Non era facile arrivare qui…hC’erano ostacoli ma li abbiamo superati per esserci».

Altro tema calco è quello dei migranti e della sorte della nave Aquarius, che non viene accettata nè da Italia nè da Malta. «In Italia molti pensano di essere stati abbandonati sul problema migrazione. E’ vero che per molto tempo l’Italia è stata lasciata da sola ma faccio fatica a spiegarlo», ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans, secondo cui «finché continueremo a rifiutare l’idea che abbiamo un problema collettivo che necessita di soluzioni collettive, falliremo tutti assieme». Mentre il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha ribadito: «La questione migrazione è strategica perché è a rischio l’intera Ue, se non si affronta e non si risolve questo problema rischiamo di vedere fallire tutto il progetto. La misura è colma, non possiamo più aspettare, perché avremo decine e decine di casi come quelli che stiamo vedendo in questi giorni e con l’estate la situazione peggiorerà. Quindi bisogna intervenire, a breve a medio e a lungo termine».

Nel frattempo arrivano attacchi nei confronti dell’Italia. Il presidente francese Emmanuel Macron denuncia «una forma di cinismo e di irresponsabilità» da parte di Roma. Più duro un portavoce del suo partito, La République En Marche, che ha definito posizione del governo italiano sui migranti ‘da vomitare’. Mentre il ministro della Giustizia spagnola, Dolores Delgado, ha detto: «Non è questione di buonismo o generosità, ma di diritto umanitario. Ci possono essere responsabilità penali internazionali per la violazione dei trattati sui diritti umani. La situazione di queste 629 persone su un’imbarcazione al limite è critica e la soluzione alla crisi migratoria deve venire da tutti gli Stati, quelli che sono frontiera e quelli che non lo sono».

A favore invece il primo ministro ungherese Viktor Orban secondo ci si tratta di «un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni».

Chiudiamo con l’Afghanistan, perché il cessate il fuoco annunciato dal presidente Ashraf Ghani in occasione della fine del Ramadan e della festività di Eid ul-Fitr, è entrato in vigore oggi come previsto, nonostante negli ultimi giorni i talebani abbiano attaccato le forze di sicurezza governative in numerose province con un bilancio di decine di morti e feriti. La tregua sarà di una settimana e riguarderà soltanto i combattenti talebani ma non i militanti dell’Isis e di Al Qaeda.

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