giovedì, maggio 25
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Trump in Arabia Saudita: la strategia del riavvicinamento

Due i vertici a cui presenzierà l'americano: uno del Consiglio di Cooperazione del Golfo, l'altro con 37 leader sunniti
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Mancano ormai poche ore all’incontro tra il Presidente statunitense, Donald Trump, e il re saudita, Salman bin Abdulaziz al Saud. Il summit si terrà a Riyad, la capitale saudita, e viste le ultime dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa di ieri, l’incontro sembra essere un evento di fondamentale importanza per il futuro degli equilibri regionali.

Il 20 e il 21 maggio Trump vedrà re Salman e parteciperà a due vertici: uno del Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’altro con 37 leader del mondo arabo-islamico. Summit, quest’ultimo, già considerato ‘storico’ tra Usa e mondo islamico, che non ha precedenti, secondo le dichiarazioni dei vertici sauditi. A questo incontro, il grande assente l’Iran.

La posizione che Donald Trump sceglierà di prendere rischia di sconvolgere e destabilizzare l’assetto della regione. La due giorni darà nuova linfa ai rapporti con lo storico alleato statunitense, l’Arabia Saudita, dopo che le relazioni si erano congelate causa l’accordo sul nucleare raggiunto da Barack Obama con l’Iran. Secondo quanto ha dichiarato, nella conferenza stampa di ieri, il Ministro degli Esteri saudita, Adel bin Ahmad al-Jubayr, la relazione che si andrà a ricostruire sarà un vero e proprio rafforzamento delle collaborazioni tra i due Paesi. Si tratta, sempre secondo Jubayr, di una ‘nuova paginache vedrà i due leader affrontare diversi temi: la lotta al terrorismo, la promozione di una nuova e coesa partnership commerciale, lo sviluppo tecnologico. I temi che saranno affrontati dimostrano come la visita non sia solo una formalità, bensì la base di un nuovo equilibrio geo-politico regionale.

Secondo quanto riportato da ‘Al-Arabyya, il Ministro saudita Jubayr sostiene che, grazie all’incontro, i due Paesi raggiungeranno importanti accordi di carattere economico e politico. Nelle stesse ore, ieri, l’agenzia Middle Eastha riportato la notizia di un nuovo e importante impegno saudita nell’industria della difesa, attraverso la creazione di industrie per la produzione di armamenti. Secondo quanto riportato, infatti, la Saudi Arabian Military (SAMI), compagnia governativa, aspira arrivare tra le prime 25 multinazionali nel mondo a produrre armi entro il 2030. E non è forse un caso che tale decisione sia stata comunicata proprio ieri, mentre negli Stati Uniti si era appena diffusa la notizia di una mega-fornitura pluriennale di armi americane che sarà acquistata dall’Arabia Saudita dal valore di 350 miliardi di dollari.

Per avere una visione a tuttotondo dell’incontro di domani è  importante analizzare la questione iraniana. Il Ministro saudita Jubreil ha mosso precise accuse contro il Paese nemico. Sostiene, infatti, che sarà difficile stabilire dei rapporti con l’Iran, fin tanto che questo continuerà a  sostenere il terrorismo. Il Ministro ha, inoltre, aggiunto che il suo Paese è favorevole alle politiche portate avanti da Trump, e che Teheran deve rispettare l’accordo sul programma nucleare raggiunto con Obama. Non è forse un caso che l’Arabia Saudita si sia esposta così fortemente e abbia organizzato un incontro a così alto livello proprio in questi giorni. Oggi, mentre Trump parte per la capitale saudita per gli incontri di sabato e domenica, in Iran si tengono le elezioni presidenziali, tra le più cruciali degli ultimi anni.

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