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Trump, il vento del cambiamento per la Florida

Il viaggio all'interno dell'America che è cambiata. Partiamo da uno dei famosi swing state

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290 a 232. Questi i numeri di Donald Trump contro Hillary Clinton alle ultime elezioni. Un voto che ha visto ridisegnare la mappa degli USA, ma che è il risultato di un cambiamento, economico e sociale, prima che politico, che dura da anni. A confermarcelo diversi esperti che si sono avvicendati sulle pagine de L’Indro. Ma perché la stampa è stata così miope da non comprendere che un cambiamento era in atto, o per meglio dire che ci fosse già stato? Ma soprattutto perché non lo hanno percepito i Democratici?

Per capire i motivi del voto, cosa è cambiato rispetto al passato, bisogna immergersi nell’America profonda, in quegli Stati che hanno deciso la contesa, quei swing state dove si è percepito sin da subito che l’aria era diversa. Ma anche in quei stati dove sì ha vinto la Clinton, ma dove Trump ha comunque ha trovato terreno fertile, anche per il futuro. E partiamo dalla Florida, terra da sempre in bilico tra Repubblicani e Democratici, dove l’ex first lady ha sbagliato molto, anche perché gli ispanici non hanno votato in massa come si credeva. Ma anche tanti americani, che hanno puntato sul nuovo, perché il vecchio non aveva convinto, ma non solo. Almeno così ha pensato Frank Golio Jr., americano da tre generazioni ma di evidenti radici italiane (siculo-calabresi per meglio dire). Classe ’78, impegnato nel campo immobiliare, ha deciso di votare Trump per vari motivi: “Non mi fido di Hillary, ho percepito che se lei fosse andata alla Casa Bianca sarebbe stata la stessa cosa che abbiamo vissuto negli ultimi 8 anni con Obama. Il nostro Paese aveva bisogno di un cambiamento“. Un Trump visto non bene dalla comunità LGBT, ma le ultime dichiarazioni positive sui matrimoni dello stesso sesso hanno fatto rivedere il giudizio. E Frank, che fa parte di questa comunità, lo conferma: “Farà bene? Questo è qualcosa che aspetto di vedere. Alcuni dicono che lui non farà nulla contro la comunità LGBT. Altri dicono che porterà scompiglio. Mi chiedo se cercherà di invertire le decisioni più recenti riguardo al nostro diritto di sposarci. Alcuni dicono che voglia rivedere anche il diritto delle donne riguardo all’aborto“.

Ma cosa è stato decisivo? Magari il modo di porsi? O altro? “La mia opinione è che i candidati dicono quello che devono per accaparrarsi i voti e arrivare all’ufficio presidenziale. La verità è che adesso dovrà affrontare la volontà di farsi rieleggere fra 4 anni. Quindi sarà aggressivo tanto quanto ha detto? Non saprei… Sicuramente per il mio voto ha inciso il livello di incertezza e il modo in cui le sue politiche potevano colpire in maniera più positiva me e la mia famiglia. Hillary? A mio parere lei non sapeva niente di più di Trump su come governare il nostro Paese, e Trump farà effettivamente qualcosa. In un momento in cui ciò di cui abbiamo davvero bisogno è protezione, Trump ci ha detto che ci proteggerà. Hillary avrebbe solo protetto sé stessa e il piccolo gruppo di persone che lei ritiene necessarie. Trump per come la vedo io, ha veramente a cuore la vita dei suoi concittadini e la reputazione del nostro Paese, mentre Hillary ha i suoi impegni e si cura solo di quelli“. E ammette: “Onestamente non penso che per la situazione che stiamo vivendo adesso il nostro Paese sia pronto per un presidente donna“. Mentre sulle politiche che riguardano l’immigrazione, altro tema caldo, Frank è chiaro: “Sento che abbiamo bisogno di regole e leggi molto severe in questo ambito. Siamo il Paese più potente del mondo e nonostante questo sappiamo tutti cosa è accaduto l’11/9, nessuno lo dimenticherà mai. Quindi io credo che tutti i clandestini dovrebbero essere costretti a ritornare da dove vengono. Abbiamo leggi che garantiscono la possibilità di guadagnarsi la cittadinanza, se qualcuno non riesce non dovrebbe avere la possibilità di rimanere qui. Viviamo in un tempo in cui la protezione dei nostri confini, e quindi di tutti i cittadini, è a rischio di nuovi attacchi. Io spero che lui lo costruisca il muro… la tolleranza, penso, è qualcosa che non possiamo permetterci in quest’ambito“.

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