sabato, dicembre 16

Trump: ‘Gerusalemme capitale’. Pericolo di nuovo odio e violenze Putin conferma la sua ricandidatura per le presidenziali 2018. Sventato attentato contro Theresa May

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Ha scatenato numerose polemiche la decisione di Donald Trump di spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme. In diverse località di Gaza e della Cisgiordania sono stati organizzati cortei di protesta, dove son ostati scanditi slogan ostili agli Stati Uniti. In serata poi Trump ha calcato la mano: «Gerusalemme deve essere la capitale di Israele». Ma ha confermato di voler lavorare al processo di pace fra israeliani e palestinesi.

Nasser al-Qidwe, un portavoce di Fatah, partito del presidente Abu Mazen, in una conferenza stampa a Ramallah, ha detto che le proteste di rabbia palestinese dovrebbero essere espresse «in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese a questo riguardo».

Le reazioni comunque su questa decisione di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, riconoscendo implicitamente questa come capitale dello Stato ebraico, sono state tutte negative. In una lettera inviata al presidente Usa, i leader cristiani di Gerusalemme si dicono certi che i passi che Trump si accinge a intraprendere «aumenteranno l’odio, il conflitto, la violenza e le sofferenze a Gerusalemme e in Terra Santa.  Il nostro consiglio è di continuare a riconoscere lo status quo a Gerusalemme. Ogni cambiamento improvviso provocherebbe danni irreparabili».

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha definito questo «una provocazione ingiustificata». L’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha rassicurato il presidente palestinese Mahmoud Abbas «sulla ferma posizione dell’Ue, che lo status finale di Gerusalemme come capitale futura di entrambe gli stati, sia decisa con negoziati che soddisfano le aspirazioni delle parti».

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato invece i 57 Paesi membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a riunirsi tra una settimana (il 13 dicembre) a Istanbul per un summit straordinario proprio sul tema Gerusalemme.

Duro invece l’ayatollah Ali Khamenei: «La Palestina sarà liberata. La comunità palestinese e quella musulmana vinceranno. Gli annunci da parte dei nemici dell’islam di dichiarare Al Qods capitale del regime sionista derivano dalla loro debolezza e il mondo islamico si opporrà a questo disegno».

Papa Francesco, in udienza generale, ha invece detto: «Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite».

Alla fine è arrivato: Vladimir Putin ha ufficializzato la propria candidatura alle presidenziali russe del 18 marzo 2018. L’annuncio è arrivato nel corso di un discorso ai lavoratori di una fabbrica di automobili a Nizhny Novgorod. «È una decisione importante per chiunque, perché la spinta deve venire unicamente dalla volontà di migliorare la vita del Paese, di renderlo più potente e di proteggerlo meglio. Ma ci si può arrivare a una sola condizione: con la fiducia e il sostegno del popolo», ha detto Putin. «Non interferiamo con le elezioni presidenziali in Russia. Quindi non sta a me avere delle opinioni», il primo commento del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Si riscalda ancora di più l’atmosfera nella penisola coreana. Gli Stati Uniti hanno schierato anche un bombardiere supersonico B-1B durante la maxi esercitazione congiunta con la Corea del Sud in corso. Si tratta, commentano i media internazionali, di un chiaro avvertimento alla Corea del Nord dopo il lancio, qualche giorno fa, del suo missile balistico intercontinentale.

Andiamo in Gran Bretagna, perché Theresa May insiste che il Paese «uscirà dal mercato unico e dall’unione doganale». Lo ha confermato durante il Question Time di oggi. Ma la premier conservatrice britannica sottolinea anche la volontà di raggiungere un accordo con Bruxelles che sia positivo per l’intero Paese, in particolare riferendosi alle future relazioni commerciali con l’Ue. Sul caso bollente del confine irlandese, la May ha rimarcato che un’intesa, saltata lunedì proprio a causa del veto del Dup, va trovata con l’obiettivo di evitare il ritorno di una frontiera ‘hard’ dopo la Brexit fra Irlanda e Irlanda del Nord.

Intanto, rimanendo alla May, i servizi britannici dell’MI5 affermano di aver sventato negli ultimi mesi un piano per uccidere la premier ideato da un attentatore islamico. Lo scrivono il ‘Daily Telegraph‘ e il ‘Times‘, citando un rapporto presentato ieri dal direttore dell’MI5, Andrew Parker, al governo. Secondo i due quotidiani, l’uomo avrebbe fatto esplodere un ordigno rudimentale di fronte al 10 di Downing Street, per poi cercare di accoltellare la May successivamente al caos creatosi.

Torna a parlare il presidente catalano destituito Carles Puigdemont, che ha ribadito: «La nostra intenzione è di tornare il più rapidamente possibile a casa, ma solo se sarà rispettato il risultato elettorale dello scrutinio del 21 dicembre e se”lo Stato ci garantisce che sarà rispettato». Puigdemont ha sottolineato che «per ora restiamo qui, perché non abbiamo ancora avuto la risposta se possiamo spostarci». Puigdemont ha denunciato una ‘persecuzione politica’ da parte dello Stato spagnolo, e ha affermato: «Lo Stato spagnolo ha avuto paura del ridicolo, ha avuto paura di perdere», in merito alla revoca del mandato di cattura europeo.

Blitz anti-Isis a Istanbul. L’antiterrorismo turca ha arrestato almeno 26 sospetti foreign fighter in raid condotti in 6 indirizzi dei quartieri di Fatih e Basaksehir. I presunti jihadisti, la maggior parte siriani, sarebbero stati in passato in zone di conflitto in Siria e Iraq.

Nel frattempo il capo di Stato maggiore russo Valeri Gherasimov ha affermato che l’Isis in Siria è stato sconfitto: «Tutti i jihadisti dell’Isis in territorio siriano sono state annientati e il territorio è stato liberato. Oggi non c’è nessuna parte della Siria controllata dall’Isis».

Novità sulla morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Sequestrata dalla polizia una barca da cui gli assassini avrebbero inviato l’sms che ha fatto esplodere la bomba piazzata sull’auto della cronista.

Chiudiamo con il caso di Giulio Regeni. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano durante la registrazione di Porta a Porta, riferendo di un incontro oggi con il collega Boris Johnson ha annunciato: «C’è una novità  che ritengo significativa. Il giudice britannico ha accettato l’ordine di investigazione europeo e che la professoressa di Cambridge possa essere interrogata».

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