Politica News

Trump è ‘passo indietro per Chiesa e cristiani’

Intervista a Massimo Faggioli, docente di Teologia a Philadelphia: i cattolici bianchi hanno votato Trump

cattolici-hanno-votato-trump
Advertising

All’elezione del nuovo Presidente americano, Donald Trump, ha contribuito una componente della popolazione americana che, nelle prime analisi del voto (tutte incentrate sul disagio economico-sociale), è stata ignorata: i cristiani. Parliamo, nello specifico, di cattolici bianchi e protestanti bianchi.
Ieri il Vaticano ha assunto una posizione attendista nei confronti della sorpresa Trump, né poteva fare altrimenti, giudicherà la nuova Casa Bianca dai fatti, ha dichiarato il Segretario di Stato Pietro Parolin. La componente più conservatrice della Chiesa cattolica americana, però, quella alla quale si rifanno i vari movimenti pro-life, ieri, ha esultato per l’elezione del loro candidato, bianco, antiabortista, chiaramente schierato contro gli islamici, e sottilmente contro gli ebrei.

Dell’attrazione fatale per Trump dei cattolici conservatori molti mesi fa ne aveva parlato -tra i primi a farlo in Italia- Massimo Faggioli, docente ordinario nel dipartimento di Theology and Religious Studies alla Villanova University (Philadelphia). Attento osservatore delle dinamiche religiose e razziali negli States e lucido critico dei cattolici e delle gerarchie cattoliche nel Paese, Faggioli è chiarissimo: “Il cattolicesimo che conta (vescovi e clero) è fatto ancora di cattolici bianchi e questo voto non può essere capito senza l’elemento della reazione contro la presidenza del primo Presidente afroamericano, e senza l’elemento di un certo odio contro il primo candidato donna”.

 

Professor Faggioli, Lei già a marzo scorso sostenne che i cattolici si erano fatti conquistare da Donald Trump. Le chiedo, l’8 novembre la maggioranza dei cattolici americani ha votato per Trump? E perché? sulla base di quali motivazioni?

Nella campagna elettorale le questioni religiose non hanno apparentemente giocato alcun ruolo: ma solo perché è stata una campagna priva di confronti sui contenuti. Ma Trump ha capito, al contrario di Clinton e Kaine, che la questione religiosa era ancora viva. Trump ha capitalizzato sulle paure del cristianesimo bianco di vedere un paese più multireligioso e più multiculturale all’interno dello stesso mondo cristiano americano.

 

L’Episcopato americano è con Trump? Nel corso della campagna elettorale come si è comportato?

Alcuni vescovi hanno invitato a votare Trump, altri a non votare, altri hanno criticato in modo sottile ma inequivocabile Trump. La conferenza episcopale è stata incapace o non ha voluto prendere posizione contro le proposte più razziste e populiste di Trump. Il cattolicesimo americano deve delle spiegazioni.

 

L’aborto e solo l’aborto, il pro-life insomma, è la chiave di lettura del voto dei cattolici a Trump?

Basterebbe saper vedere l’ipocrisia dei candidati su queste questioni. Clinton e Kaine hanno evitato di parlare di aborto e non hanno detto che si deve fare di più per ridurlo il più possibile; Trump ha fatto finta, come i repubblicani, di credere che si possa eliminare la piaga dell’aborto rendendolo illegale. È tutta una finzione ormai (anche perché storicamente durante le amministrazioni del partito democratico gli aborti calano). Trump si è presentato come difensore del cristianesimo in nome della libertà della Chiesa contro il potere dello Stato, contro la diversificazione religiosa e culturale del Paese, e soprattutto come colui che nominerà alla Corte Suprema federale giudici contrari all’aborto legale. È stata una proposta politica slegata totalmente da un contenuto morale, ma unicamente funzionale al mantenimento di uno status quo. È una delle cose che i cristiani in America pagheranno, anche perché il futuro religioso del Paese è fatto di latinos, non di cattolici e protestanti bianchi. Il sostegno a Trump è stato chiaro da parte delle chiese protestanti bianche degli evangelical, ma in alcuni casi anche da parte di cattolici ed è una cosa che peserà sulla loro coscienza.

 

Cosa si aspettano ora i cattolici e l’episcopato da Trump?

La difesa della Chiesa dal potere dello Stato. Non sanno che la presidenza Trump sarà un passo indietro per la Chiesa e per i cristiani. L’appoggio a Trump è stata una reazione disperata indotta dalla percezione della secolarizzazione e della avanzata di altre presenze religiose in America, specialmente l’Islam.

 

E’ reale secondo Lei la possibilità che Trump possa far tornare indietro gli USA sull’aborto con interventi legislativi?

No, nessuno crede veramente che sia possibile tornare all’aborto illegale in America. È una delle ipocrisie del sistema americano, sulla pelle delle donne e dei bambini abortiti. È parte del moralismo della cultura religiosa americana e di una certa ipocrisia di fondo. Per esempio, la questione ambientale va al cuore del modello di vita americano ma nessuna grande chiesa americana  -compresa quella cattolica- sa e vuole parlarne chiaramente.

Native Advertising

Un commento su “Trump è ‘passo indietro per Chiesa e cristiani’”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>