mercoledì, febbraio 21

Trump e i primi caotici 100 giorni in politica estera

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In appena 7 giorni, Donald Trump ha bombardato Siria e ISIS e messo in guardia il regime dittatoriale di Kim Jong-Un. Una mossa quest’ultima che ha costretto il governo cinese a intervenire per invitare le parti a non compiere atti pericolosi e al contempo minacciando contro Pyongyang nuove e più stringenti sanzioni. Insomma il presidente Usa ha dato una decisa sterzata alla politica estera. Il tutto quando stiamo arrivando ai suoi primi 100 giorni.

Tanto sembra essere cambiato rispetto a quanto visto in campagna elettorale e nei primi giorni di presidenza Trump. Ora l’Europa e la NATO plaudono al comportamento di Washington in Siria e con la Corea, mentre all’inizio le tensioni commerciali e politiche sembravano portare ad una rottura. Con la Russia sembrava poter esserci si da subito un cambio di rotta rispetto al recente passato e invece la situazione si è andata complicando di giorno in giorno. Con la Cina rimangono sì le tensioni, ma i recenti accordi commerciali sembrano aver aperto uno spiraglio. Sarà così anche in futuro? Chissà, intanto però gli scenari ipotizzati all’inizio dell’avventura di Trump alla Casa Bianca non si sono avverati per niente…

In ambito interno i più alti funzionari americani non si aspettano altri cambiamenti drastici in seno alla squadra messa in piedi da Trump prima della scadenza dei primi 100 giorni, anche per evitare una possibile copertura dei media che dipingerebbe un’immagine negativa della presidenza. Ma intanto incombe un incubo: proprio il 29 aprile, quando saranno scanditi i primi 100 giorni di presidenza, potrebbe essere il primo giorno in cui saranno scaduti i finanziamenti in corso per il governo americano. E senza una soluzione legislativa entro il 28, si rischia lo spettro del cosiddetto ‘shutdown’.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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