Politica Opinioni

Sostiene Conti

Trump & Co. Gli americani non sono come noi

Quelli del ‘Noi non chiamiamo il 911’ alla guida degli USA

2016-02-09t010350z_1_lynxnpec18028_rtroptp_3_usa-election-trump
Advertising

La democrazia è un muro a secco in cui le pietre sono parole. Pietre che devono essere ben squadrate e combaciare le une con le altre per rendere robusta la costruzione, e occorre quindi che abbiano contorni netti, perfettamente coincidenti con il proprio intimo significato. Noi crediamo di saper tutto dell’’America’, degli Stati Uniti d’America, solo perché siamo quotidianamente invasi dalla loro produzione multimediale. E poi ci stupiamo se vince Donald Trump, diventando il loro 45° Presidente. Sappiamo: cosa mangiano, come si vestono, che canzoni cantano e crediamo di sapere cosa pensano. Ma non è così. In una lingua le parole esistono se esistono concetti che le rendono necessarie, ma i concetti che rendono necessarie le parole con cui si costruisce la democrazia negli USA non sempre hanno una traduzione letterale.

I nostri politici ci hanno fatto credere che ‘Governare’ sia sinonimo di ‘Gestire‘ e ‘Federalismo’ sia sinonimo di ‘Decentramento amministrativo’. Per gli americani non è così. Governare significa: decidere con poche regole chiare cosa deve essere fatto, come deve essere fatto, quando e dove essere fatto, per poi controllare che venga fatto come prescritto non dall’autorità ma dalla cittadinanza tutta. Così non esiste contrasto tra pubblico e privato, tutto è privato e tutto è pubblico. Federalismo significa che se un ambito non è giurisdizionalmente federale il governo centrale non può intervenire. Se insultare un postino nell’esercizio delle sue funzioni è un reato federale mentre uccidere un uomo non lo è, bisogna accettare il fatto che in uno Stato si rischi la pena di morte ed in un altro no. Bisogna persino accettare che chi prende più voti in assoluto perda le Elezioni presidenziale perché sono i grandi elettori che esprime ogni singolo Stato a determinare il Capo del potere esecutivo.

La divisione dei poteri negli Stati Uniti è reale e tenuta in grandissima considerazione e, ci si creda o meno, la libertà è tenuta in maggior conto che la ricchezza. Delle loro High-school sappiamo tutto attraverso i film e telefilm giovanilistici che mostrano l’iconografia del ‘Football’, delle ‘cheerleaders’ o del ballo di fine anno. Ci piace così tanto che li scimmiottiamo modificando la nostra tradizione scolastica credendo che sia la forma a dare sostanza. Quello che non immaginiamo è che nonostante l’aspetto ce li renda simili, la loro ‘forma mentis’ è profondamente diversa. Soffermiamoci sulla scuola perché è in quel luogo che si forma il cittadino elettore americano. La loro scuola dell’obbligo ha infatti lo scopo non di fare cultura bensì di creare cittadini, cittadini che per legge devono essere in grado di poter fare la denuncia dei redditi da soli. La cultura, chi la vorrà, potrà farsela successivamente al College.

Chi ha riformato le nostre Università non ha tenuto conto di questo spirito, uno spirito che non prevede il valore legale del Titolo di studio, che prevede invece come siano le tasse sulla casa ad alimentare i propri distretti scolastici, che gli studenti possano scegliere il Piano di studi, che solo poche materie siano obbligatorie e tra queste lo studio della Storia Americana e della sua Costituzione. Non principalmente per questo, ma anche per questo, sui nostri Atenei è stata fatta un’operazione inutile. E per certi versi dannosa. Pochi statunitensi sanno cosa avviene fuori dal proprio Paese, pochi sanno persino come è fatto il resto del mondo e soprattutto a pochi interessa. Viene insegnato loro che ogni americano è diverso dagli altri ma tutti hanno gli stessi diritti, l’esatto contrario della nostra cultura che dice che siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Solo circa l’8% degli statunitensi ha il passaporto, la massima parte passa gran parte della vita nella stessa Contea. Dove si eleggono, oltre a Sindaco e Consiglio anche Sceriffo, Giudice, Procuratore, Coroner (il medico legale), Direttore del distretto scolastico e perfino l’Accalappiacani. Senza avere Prefetto, Segretario comunale e TAR del Lazio a controllarli. A queste elezioni partecipa la stragrande maggioranza della popolazione perché questa è la scelta che condiziona tanto della loro vita. Vi è una forte partecipazione anche nelle elezioni statali: il singolo Stato, attraverso le tasse e le proprie peculiarità, ha anch’esso una grande influenza sulla vita quotidiana. Qui si eleggono, oltre a Governatore e Parlamento statale, anche il Procuratore dello Stato e perfino la locale Corte Suprema.

Native Advertising

Un commento su “Trump & Co. Gli americani non sono come noi”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>