lunedì, ottobre 23

Tra legge elettorale, politici della quiz generation e consumatori È normale che la legge elettorale sia un algoritmo per garantire qualcuno? È possibile non avere in politica un manipolo di yes man?

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È normale che la legge elettorale sia un algoritmo per garantire qualcuno? È possibile chiedere una legge elettorale volta a rappresentare le volontà politiche dei cittadini invece di impedire la vittoria di una formazione? È possibile chiedere una legge elettorale che non permetta a un leader di riempire il palazzo con i propri uomini? È possibile non avere in politica un manipolo di yes man, con la stessa autonomia intellettuale di un comatoso?

È normale che a sinistra si contino otto formazioni? quando ognuna di esse ha, o dovrebbe avere al centro, lo stesso interesse: la redistribuzione della giustizia, della ricchezza, e la conservazione dello stato sociale. Peccato che nessuna di quelle formazioni di sinistra abbia in mente quegli interessi : ognuno di quegli uomini ha in mente solo il proprio posto in parlamento. Ognuno di quelli, per il fatto di dichiararsi di sinistra, è due volte in errore e due volte esecrabile.

E perché Pisapia, l’uomo che non ha voluto rimettersi in gioco per il secondo mandato nella sua città, si mette in gioco per le elezioni politiche? Perché, nel mentre dice di non volere alleanze con Renzi, non ne fa nessuna con chi la pensa come lui su Renzi?

I 5stelle stanno insegnando questo: ogni politico che sopravvive a se stesso allontana i cittadini dalla politica. Li allontana anche Luigi Di Maio, un qualsiasi, che quando si caratterizza lo fa per l’ignoranza che lo distingue.
Paradosso dei 5 stelle: hanno trovato consenso denunciando i loschi affari dei politici e loro hanno a capo due loschi individui che fanno gli interessi propri.

È tanto scandaloso chiedere ai politici di farla finita con la formulafine delle ideologie e rimettere al centro la dignità delle posizioni politiche? Dove ci sono due posizioni abbiamo due visioni del mondo e due programmi per realizzarle. Abbiamo, in fondo, qualcosa. Ma se si azzerano le posizioni diverse, eccoci di fronte a questo: senza una posizione politica, avanza l’interesse personale. Quello che vediamo in azione da almeno 20 anni. Un interesse che, in verità, non è neanche del singolo politico, ma è l’interesse della finanza e delle multinazionali che il singolo politico serve umilmente senza alcun vantaggio per i cittadini. I politici alla ribalta in questa ultima stagione, si sono formati nelle piazze dei quiz televisivi, motivo per cui non hanno capito che il bene pubblico è pubblico e non privato e non lobbistico.
Non puoi chiedere alla quiz generation di riequilibrare gli interessi degli unici due poteri che governano le scelte della politica, e non solo in Italia, ossia finanza e multinazionali. Non ne hanno la storia, né la formazione i politici della quiz generation.

Siamo alle prese con un deficit politico spaventoso; il processo lo ha attivato finanza e multinazionali. E il marketing. Il messaggio concertato dei tre convitati di pietra era aumentare l’individualismo e abbassare la partecipazione, dando in pasto come unica forma sociale quei social di internet che sono la fiera dei disperati e dei risentiti. Il marketing ha fatto l’affondo: coccolano il consumatore, mettono al centro i suoi desideri. Di consumo. Facciamolo andare alla ricerca di prodotti che lo soddisfino. Impegnati i cittadini, in realtà ridotti a consumatori, nella ricerca del consumo, la forma della cittadinanza globale è ‘consumo, dunque sono‘. L’individuo ridotto a consumare, lascia la prateria ai convitati di pietra per prendersi tutto. Iniziando dai politici, comprati senza che il cittadino vigilasse sulla campagna acquisti stordito com’è nel fare follie per soddisfare i suoi desideri. Desideri di una banalità sconcertante, desideri che gli restituiscono l’illibertà più che libertà.

Allora, si deve accusare il politico o i cittadini per aver permesso al progetto del marketing di dispiegarsi senza limiti? Da chi devi andare per dire che nessuno è libero, dal politico che ti riesce di vedere solo in televisione o dal consumatore che è impegnato a fare shopping e che è il tuo stesso vicino di casa?

Vi ricordate Étienne de La Boétie? La servitù volontaria del cittadino è il male ufficiale della comunità. Rinunciando alla propria libertà, il potere sarà feroce e pervasivo nel sottrarre ogni spazio autonomo al cittadino, per occupare con i suoi prodotti la vita dei consumatori.

Ma i consumatori si sono accorti che sono di anno in anno sempre un po’ più poveri? I giovani che inseguono l’ultimo smartphone e l’ultima immagine su Instagram, hanno capito che la loro attesa di reddito sarà inferiore di quella dei loro padri? Consumatori e giovani, in realtà la stessa categoria, hanno capito che lavorano di più rispetto alla generazione precedente e con sempre meno tutele? E ora stanno capendo che sta finendo anche questa ultima illusoria sopravvivenza, la volta che l’intelligenza artificiale e la robotica diminuirà spettacolarmente i posti di lavoro, e si troveranno a contendersi una pozza d’acqua e a rincorrere una gallina per assicurarsi la sopravvivenza, quella vera, quella contro la fame?

 

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