sabato, dicembre 16

Time: ‘Silence Breakers’ scelte come ‘persona dell’anno’ 2017 La rivista americana ha assegnato il riconoscimento alle donne che hanno denunciato le molestie e le violenze

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La rivista americana “Time” ha scelto le “Silence Breakers“,  ossia le donne che “hanno rotto il silenzio” e hanno denunciato le molestie sessuali come la “person of the year“, la persona dell’anno 2017. In questo caso, si tratta di un intero movimento: quello esemplificato nell’ hashtag #metoo, “una sorta di resa dei conti collettiva: nata però come atto di coraggio individuale“.

«La galvanizzante azione delle donne che abbiamo voluto in copertina, insieme a quella di centinaia di altre e anche a quella di molti uomini hanno scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali dagli anni Sessanta ad oggi. La scelta di quest’anno è particolarmente nello spirito della selezione della “person of the year” che Time fa fin dal 1927. Ci sono individui che ispirano il mondo e queste donne hanno spinto tutti a smettere di accettare l’inaccettabile»  ha detto il direttore della rivista Edward Felsenthal nel presentare la copertina.

Le donne hanno dunque soffiato il titolo di “persona dell’anno” agli aspiranti maschi : fra questi il presidente Donald Trump, vincitore del 2016, che aveva dichiarato: «Mi ha chiamato Time per dirmi che sarei stato probabilmente nominato persona dell’anno di nuovo, ma che avrei dovuto rilasciare un’intervista e fare un servizio fotografico. Ho  rifiutato», poi contraddetto dal Time stesso: «il Presidente sbaglia su come avviene la nostra scelta della persona dell’anno. Time non rivela la sua scelta fino alla pubblicazione del 6 dicembre». Oltre a lui, in pole c’erano l’atleta Colin Keapernick, l’ ideatore del “Take a knee”, gli inginocchiamenti durante l’inno prima delle partite di footbal, il fondatore di Amazon Jeff Bezos, e il principe saudita Mohammed bin Salman.

Cinque le donne che ‘Time’ ha messo in copertina, emblema delle tante altre che hanno denunciato gli abusi:  Adama Iwu, la leader di Visa che ha lanciato il sito “We said enough” , Susan Fowler, l’ingegnera di Uber che ha denunciato le molestie sessuali nell’azienda. causando il licenziamento dell’ amministratore delegato Travis Kalanick, l’attriceAshley Judd, fra le prime a denunciare Harvey Weinstein.  E poi Isabel PascualTaylor Swift, che aveva denunciato il dj David Mueller, condannato l’ agosto scorso. 

Questo numero del Time è stato realizzato con decine di interviste a donne e uomini che hanno subito molestie sul lavoro. Entusiasta l’attrice italiana Asia Argento chesulle pagine del New Yorker,  intervistata da Ronan Farrow, aveva raccontato degli abusi subiti dal produttore Weinstein.

(Video tratto dal canale Youtube euronews)

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