martedì, agosto 21

Tap: le polemiche potrebbero non essere finite, ma il lavoro continua Ne parliamo con Michele Mario Elia, country manager per l’Italia di Tap

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Sarà forse il caldo dell’estate o il fascino del mare, ma in questo periodo le tensioni per la realizzazione della parte italiana di Tap (Trans Adriatic Pipeline) sono praticamente svanite. Michele Mario Elia, country manager per l’Italia di Tap, è convinto che,  dopo l’estate,  i lavori possano riprendere regolarmente.

Perché noi” – spiega intervenendo al workshop del think tank ‘Il Nodo di Gordio‘ a Montagnaga di Pinè (Trento) – “abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie per proseguire i lavori e pensiamo di rispettare i tempi previsti. Dunque dovremmo concludere tutto all’inizio del 2020”.

Un intervento molto rapido, come rapide, sottolinea Elia, sono anche le iniziative che stanno coinvolgendo le popolazioni interessate dai lavori con una serie di interventi che puntano allo sviluppo del turismo ed al rafforzamento sociale ed economico del territorio.

A cominciare dai corsi di cucina e da un master di un anno per 35 laureati, nel settore turistico alberghiero. Master totalmente gratuito, precisa Elia, e che ha visto una rigorosa selezione tra gli oltre 350 giovani che si erano candidati. Ma ci sono anche corsi informatici e di lingue, sempre con l’obiettivo di far crescere il territorio in ogni suo aspetto.

Inoltre, in collaborazione con Saipem, sono state avviate iniziative di alternanza scuola-lavoro che hanno coinvolto decine di studenti interessati a una occupazione futura nel settore energetico.

Ma i progetti di Tap sono estremamente variegati. Si va dalla realizzazione di una pista ciclabile alla pulizia delle strade e del mare. Ma proprio il mare rappresenta un settore di intervento con enormi potenzialità. Da un lato si finanziano pontili, attrezzature per i pescatori, dragaggi. Dall’altro sono stati avviati studi per arrivare all’utilizzo del gas per le barche dei pescatori. Ma, ovviamente, il progetto potrebbe poi essere applicato a yacht e navi.

Con Snam si lavora invece a uno studio sul biometano ma Tap ha creato anche le ‘Taps Start‘, in pratica start up che operano nel sociale e nel turismo. Una decina ogni anno, finanziate ciascuna con 50 mila euro. Anche in questo caso le candidature sono molto più numerose e la selezione è stata affidata a valutatori esterni, tra docenti universitari, ricercatori, esperti dei diversi ambiti.

Una ulteriore iniziativa” – conclude Elia – “è rivolta alle scuole con progetti per il risparmio energetico e per la formazione di docenti ed allievi per un utilizzo sostenibile delle risorse ambientali. La partecipazione delle popolazioni locali è sempre elevata, decisamente più consistente rispetto a chi è coinvolto nelle proteste“.

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