Navigazione: turismo

La Ruta del Pisco: da Lima a Tacna, un’acquavite nel segno del turismo Il Pisco e la grande disputa: simbolo nazionale, prodotto di consumo ed attrazione turistica
di

Sono 1400 chilometri lungo la costa che da Lima porta a Tacna e sono stati denominati la Ruta del Pisco. L’acquavite più famosa d’America è però solo una scusa per unire in un suggestivo itinerario il turismo d’avventura e culturale con quello enogastronomico. Dalla capitale peruviana, fino alla frontiera con il Cile, il percorso è un’esperienza unica che mette a contatto il visitatore con culture ancestrali e la scoperta della gastronomia peruviana, passando attraverso le piramidi di Pachacamác e i geoglifi di Nasca, le cantine di Lunahuaná e le vigne di Ica, l’oasi di Huacachina e i canyon di Arequipa.
[purchase_link id="268622" text="Acquisto" style="button" color="red"]


Se preferisci non acquistare il singolo PDF ma entrare nella nostra Membership (Memberhip Mensile, Membership Annuale, Membership Semestrale e Membership Trimestrale) utilizza i seguenti bottoni.
Accedi Registrati al Membership
Firenze: luci ed ombre del boom turistico
Scontro tra chi vuole la città-Luna Park e chi auspica un turismo sostenibile
di

Firenze: il  tutto esaurito di Ferragosto ha messo la sordina alle polemiche  e alle grida d’allarme del giugno scorso  contro il “turismo ciabattone” e l’invasione più…

Barcellona, ‘quartiericidi’ e la rivolta di Arran
Ne parliamo con Patrizia La Daga, co-fondatrice e direttore del sito ItalianiOvunque.comNe parliamo con Patrizia La Daga, co-fondatrice e direttore del sito ItalianiOvunque.comNe parliamo con Patrizia La Daga, co-fondatrice e direttore del sito ItalianiOvunque.com
di

Il movimento è nato nel 2012 ed è composto da ragazzi che si pongono l’obiettivo di riunire tutti i giovani dei Paesi Catalani nella lotta per la liberazione nazionale della gente catalana. E nel mirino c’è il turismo

Cuba tra Washington e Pechino
Dove andrà l'isola dopo la morte di Fidel?
di

La morte di Fidel Castro sembra non preludere affatto all’attesissimo inglobamento di Cuba nella sfera egemonica Usa, perché la leadership de L’Havana intende aprirsi al vento della globalizzazione per gradi e secondo modalità che non rispondono ai canoni del ‘Washington consensus’.