Navigazione: emergenza

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Gaza: intrappolati tra Israele ed Egitto Le restrizioni dei passaggi di Erez e di Rafah tra storie di sofferenza e corruzione
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Meno dell’1% della popolazione di Gaza ha il permesso di lasciare la sua terra passando per confine di Erez. Nel corso del 2017, il valico di Rafah è rimasto aperto per 16 giorni in totale. Ad oggi, ci sono migliaia e migliaia di persone in stato di emergenza umanitaria che aspettano di poter attraversare Rafah. Il prezzo della vita ha cifre precise ed esorbitanti: si va dai 2500 ai 10.000 dollari.

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Nell’inferno dei bambini di Gaza Senza elettricità, acqua, cure e strutture adeguate: prigionieri di un Paese dimenticato
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l 95% dell’acqua a Gaza non è potabile. Il tasso di povertà ha raggiunto l’80% e il 72% delle famiglie palestinesi nella striscia di Gaza soffrono per la mancanza di cibo, per non menzionare l’85% delle famiglie che dipendono totalmente dall’aiuto umanitario internazionale. La disoccupazione, inoltre, raggiunge il 50% e per i più giovani anche il 63.8%. Abbiamo solo 4 ore di elettricità al giorno e non abbiamo accesso alle cure mediche.

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Partnership assicurativa ed emergenza clima: una questione di vita o di morte Clima: ufficializzato a Bonn il fondo per prevenire i danni ed aiutare i Paesi più fragili
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L’emergenza climatica è qualcosa che va affrontato ora. La partnership assicurativa ne deve far parte. «Fallire nel pianificare l’impatto climatico è un rischio enorme», ha evidenziato parlando della disabitata Barbuda dopo e della siccità nella regione africana del Sahel che contribuisce all’emergenza migratoria verso l’Europa. «E’ nel nostro interesse costruire delle società capaci di resistervi».

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Ecco come salvare l’Amazzonia Sfamare il mondo, tutelare l’ambiente e usare l’arte: questa la soluzione che salverà l’Amazzonia
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La potenziale positività di nuove forme di collaborazione e di metodi alternativi che coinvolgano soprattutto i giovani dell’Amazzonia, potente fonte di trasformazione e di traino. Collaborazione, uno dei temi principali. Se infatti, le ONG, i Governi e le stesse industrie alimentari stanno iniziando a lavorare insieme per mettere fine alla deforestazione e a tutto ciò che sta causando, non lo si sta facendo però abbastanza in fretta.

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Brasile: ecco perché l’Amazzonia va a fuoco Settembre è stato il mese record per gli incendi registrati nell’area della foresta: la denuncia del National Institute of Space Research
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Il numero complessivo degli incendi dall’inizio dell’anno è salito a 196.000. Tutti o quasi in Amazzonia. Se le cose non riusciranno a migliorare, il 2017 probabilmente batterà per numeri anche il 2004, finora l’anno più dannoso in termini di fuochi (questi furono, infatti, 270.000)

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E se il cambiamento climatico ci impedisse di bere caffè? Le api ci permetteranno di continuare a bere caffè; lo studio che analizza le cause di questa preoccupante crisi produttiva
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L’America latina è il maggior produttore di caffè al mondo; l’80% di tutta l’arabica sul mercato proviene da qui e più dell’80% di quella produzione deriva da piccole aziende agricole. Ecco che l’ambiente in cui vivono ed operano le api diventa l’ago della bilancia. E se il cambiamento climatico è tale che riesce ad avere un effetto sulla distribuzione geografica degli insetti impollinatori, ecco che viene a galla il filo di connessione ed il principale nodo su cui operare.

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L’impatto dei migranti sull’economia: più costi o benefici? Gli effetti reali di queste ondate sul mercato del lavoro: il costo economico effettivo
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‘Nessuno potrà comprendere le conseguenze economiche delle grandi migrazioni senza una ricerca economica attenta sull’effetto domino, qualcosa che è nascosto, invisibile e tardivo. Quando i politici non ne tengono conto, in realtà, sono sleali o se non altro, ipocriti’

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Etiopia ancora una volta nel vortice della violenza Siccità, questione economica e scontri tra etnie: le diverse matrici di una crisi profonda
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Ma a ben vedere, tra le righe di uno sviluppo così repentino, ci sono sempre stati i segnali che potevano far presumere un ritorno alla violenza e ai conflitti. Quindi, la violenza ha sì una derivazione etnica, ma anche una matrice politica. Vediamo , inoltre, un’altra correlazione; la crisi è ancor più esasperata dalla situazione che affligge la zona del Golfo.