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Ecco i conflitti da tenere d’occhio nel 2018 – Parte II Il report del Crisis Group sulla pericolosità delle 10 crisi del mondo odierno
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Nella giornata di ieri abbiamo pubblicato un articolo riguardante le criticità rappresentate da: Corea del Nord, USA-Arabia Saudita, Afghanistan, la crisi Rohingya in Myanmar e Bangladesh e quella nello Yemen. Nella seconda parte, ci occuperemo dei conflitti in Siria, Sahe, Repubblica Democratica del Congo, Ucraina e Venezuela,

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Crisi dello Stato e Revisionismo Storico L'ascesa dei nuovi nazionalismi che riscrivono la Storia
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Nigel Biggar, Professore di Teologia Morale e Pastorale dell’Università di Oxford, ha affermato in un’intervista che bisognerebbe essere fieri dell’epoca del Colonialismo Britannico. Le affermazioni di Biggar hanno innescato una forte polemica all’interno dell’Università, tanto più che il Professore ha deciso di far partire un progetto universitario intitolato ‘Etica dell’Impero’.

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Yemen: il report sulla peggiore crisi umanitaria al mondo 'Yemen Crisis Situation Report 2017': tutto fa presumere che l'emergenza continuerà a peggiorare
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L’economia di guerra e le politiche reazionarie dell’Arabia Saudita stanno preservando le condizioni che incentivano gli attori locali a perpetuare la guerra. Gli Stati Uniti devono lavorare per cambiare le strutture nello Yemen e nella regione per portare attori cruciali ai negoziati. La lunga guerra civile danneggia la credibilità degli Stati Uniti a livello internazionale, poiché, gli USA sono sempre più incolpati di inazione perché la peggiore crisi umanitaria del mondo continua a spirale.

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Yemen: e se il Paese si dividesse in due? Katherine Zimmerman, ricercatrice dell'AEI, offre le sue analisi circa questa possibilità
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La guerra civile in Yemen non sta più dando priorità al perseguimento di una risoluzione politica al conflitto. Questo,  nel report sulla crisi in Yemen nel 2017 e le analisi della ricercatrice Katherine Zimmerman. Sono passati sei anni dall’iniziativa del Consiglio per la Cooperazione del Golfo volta ad assicurare un passaggio politico pacifico ed un Governo centrale stabile e lo Yemen si è spaccato. Siamo di fronte e quella che molti hanno ormai definito la più grande crisi umanitaria odierna.

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Nell’inferno dei bambini di Gaza Senza elettricità, acqua, cure e strutture adeguate: prigionieri di un Paese dimenticato
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l 95% dell’acqua a Gaza non è potabile. Il tasso di povertà ha raggiunto l’80% e il 72% delle famiglie palestinesi nella striscia di Gaza soffrono per la mancanza di cibo, per non menzionare l’85% delle famiglie che dipendono totalmente dall’aiuto umanitario internazionale. La disoccupazione, inoltre, raggiunge il 50% e per i più giovani anche il 63.8%. Abbiamo solo 4 ore di elettricità al giorno e non abbiamo accesso alle cure mediche.

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E se il cambiamento climatico ci impedisse di bere caffè? Le api ci permetteranno di continuare a bere caffè; lo studio che analizza le cause di questa preoccupante crisi produttiva
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L’America latina è il maggior produttore di caffè al mondo; l’80% di tutta l’arabica sul mercato proviene da qui e più dell’80% di quella produzione deriva da piccole aziende agricole. Ecco che l’ambiente in cui vivono ed operano le api diventa l’ago della bilancia. E se il cambiamento climatico è tale che riesce ad avere un effetto sulla distribuzione geografica degli insetti impollinatori, ecco che viene a galla il filo di connessione ed il principale nodo su cui operare.

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Dove e perché conviene investire (ancora) in Africa La crescita in Africa c’è ancora: il quadro della classifica annuale della banca d'affari Rand Merchant Bank
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Secondo  la classifica annuale ‘Where to Invest in Africa’, lo sviluppo c’è ancora ed è anche forte. Lo studio si occupa di analizzare dove si può investire positivamente a seconda della situazione economica di un dato Paese. I tassi di crescita sono diminuiti gradualmente e le aziende hanno iniziato a cedere dinanzi alla pressione dei prezzi delle risorse, ai disagi in merito alla sicurezza, alle leggerezze fiscali e ai problemi climatici, come quello della siccità che pare non svanire. Ma il futuro è limpido.

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L’impatto dei migranti sull’economia: più costi o benefici? Gli effetti reali di queste ondate sul mercato del lavoro: il costo economico effettivo
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‘Nessuno potrà comprendere le conseguenze economiche delle grandi migrazioni senza una ricerca economica attenta sull’effetto domino, qualcosa che è nascosto, invisibile e tardivo. Quando i politici non ne tengono conto, in realtà, sono sleali o se non altro, ipocriti’

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Etiopia ancora una volta nel vortice della violenza Siccità, questione economica e scontri tra etnie: le diverse matrici di una crisi profonda
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Ma a ben vedere, tra le righe di uno sviluppo così repentino, ci sono sempre stati i segnali che potevano far presumere un ritorno alla violenza e ai conflitti. Quindi, la violenza ha sì una derivazione etnica, ma anche una matrice politica. Vediamo , inoltre, un’altra correlazione; la crisi è ancor più esasperata dalla situazione che affligge la zona del Golfo.

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