giovedì, maggio 25
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Sudan, El Bashir – Trump: fallito incontro imbarazzante

L'incontro tra il ricercato per crimini contro l’umanità e il capo della Casa Bianca doveva restare segreto, dopo le fughe di notizie è stato annullato, ma lo sdoganamento USA del Sudan è ben avviato e non si fermerà
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Da tre settimane si registrano intense attività diplomatiche presso l’Ambasciata americana a Khartoum, Sudan. Colloqui a porte chiuse sono stati organizzati con le Autorità sudanesi per parlare delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti 19 anni fa al regime islamico del Presidente Omar El Bashir. Donald Booth, ex Inviato Speciale americano per il Sudan e Sud Sudan, in una intervista rilasciata il 15 maggio all’emittente radiofonica dell’opposizione ‘Radio Dabanga‘ (vicina al Partito Comunista messo fuori legge dal regime) ha dichiarato che ora vi sono le condizioni concrete per rivedere le sanzioni americane contro il regime di Omar El Bashir – si era iniziato a parlarne nel 2015.

Il Colonnello Jorn Pung, responsabile della difesa dell’Ambasciata americana a Khartoum, ha visitato lo Stato del Blue Nile, assieme al Brigadiere Generale Ibrahim Mohammed Abdel-Rahim, al comando della 4° divisione di fanteria, e al Brigadiere Generale Atef Youssef, capo dei servizi segreti sudanesi, la National Intelligence and Security ServicesNISS. È la prima volta che un alto ufficiale dell’Esercito americano è autorizzato a recarsi in zone di guerra nel Paese. Lo Stato del Blue Nile, dal 2011, è teatro di violenti scontri tra l’Esercito regolare e il gruppo armato SPLM-Nord, supportato da Stati Uniti e Gran Bretagna. Un supporto (quello americano) che sembra stia per finire. Il Colonnello Jorn Pung ha chiesto ad entrambe le parti belligeranti di rispettare il cessate il fuoco sancito nell’agosto 2016. SPLM-Nord avrebbe aderito, in quanto drasticamente diminuiti i rifornimenti americani in armi e munizioni. Il SPLM-Nord è impegnato anche sul fronte dello Stato del Sud Kordofan, escluso dagli accordi di cessate il fuoco. In un’intervista esclusiva all’emittente inglese ‘BBC‘, Agar, il leader del gruppo ribelle sudanese SPLM- Nord ha denunciato Khartoum per il boicottaggio  agli aiuti internazionali nel Blue Nile. «La situazione è drammatica: vecchi e bambini hanno iniziato a morire», ha dichiarato Agar, sottolineando come oltre 200 mila persone hanno bisogno di assistenza nello stato del Blue Nile, al confine nord con il Sudan del Sudan.

Secondo nostre fonti in loco, l’Ambasciata americana avrebbe chiesto al regime sudanese maggior sforzi nella lotta contro il terrorismo internazionale in cambio dell’abbandono del supporto militare americano ai gruppi armati del Darfur, Blue Nile e Sud Kordofan. L’Ambasciatore americano avrebbe ventilato anche la disponibilità dell’Amministrazione Trump di rivedere le sanzioni economiche contro il Sudan e facilitare la cooperazione con l’Unione Europea. Ai colloqui era presente un pezzo grosso del Pentagono, Corynn Stratton, incaricato della Sicurezza Regionale. Stratton ha visitato anche i teatri di guerra nel nord e centro Darfur, dove vige un provvisorio cessate il fuoco. Stratton e Pung hanno inoltre incontrato alti ufficiali dell’Esercito e leader del Governo. Tutti gli incontri sono protetti da segreto di Stato.

Gli impegni presi durante questi colloqui riservati sono stati rispettati da entrambe le parti. Il regime di Bashir ha dichiarato che tutti i conti bancari presso banche sudanesi appartenenti a persone sospettate di essere collegate al terrorismo internazionale saranno congelati. L’agenzia sudanese National Counterterrorism Authority ha redatto una lista di cittadini sudanesi sospettati di supportare il terrorismo i cui conti bancari sono stati immediatamente congelati, secondo quanto affermano le Autorità sudanesi. La lista presentata dalla NCA coincide con la lista redatta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, lista contestata dal regime sudanese fino a pochi mesi fa.

Khartoum ha reso noto che sono state aperte delle indagini anche su altri cittadini sudanesi sospetti, ma non inclusi nelle due liste ufficiali. La Financial Action Task ForceFATF, l’agenzia internazionale contro il riciclaggio di denaro, ha ricevuto l’inaspettata offerta di piena collaborazione del Governo sudanese. Un gesto che ha bloccato la discussione interna alla FATF sulla rimozione del Sudan dalla backlist interna, avvenuta nel 2015, sostenendo che il Paese africano non rappresentasse un pericolo per l’integrità morale del sistema finanziario internazionale.

L’Unione Europea ha organizzato un seminario sulle misure contro il terrorismo e il riciclaggio del denaro svoltosi il 17 e il 18 maggio a Khartoum. A margine del seminario si sarebbe svolti dei colloqui a porte chiuse tra l’Ambasciatore europeo a Khartoum e le autorità sudanesi. Non si conoscono i dettagli dei colloqui, ma solo gli effetti. Fondi straordinari per un valore di 6 milioni di euro sono stati stanziati in massima urgenza dalla Unione Europea per finanziare il Governo sudanese nella lotta contro il terrorismo islamico e il riciclaggio di denaro, secondo quanto annunciato da Francesca Arato, direttrice dei progetti della Missione Europea in Khartoum.

Forti perplessità sui referenti sudanesi scelti dalla UE per questo progetto di cooperazione: Ahmed Abas Abdallah, Sottosegretario del Ministero della Giustizia, e il Generale Ibrahim Mansour Ahmed, Capo dei servizi segreti NISS. Entrambi accusati dall’opposizione di gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra.  Sul Generale Ibrahim Mansour Ahmed vi sono forti sospetti che abbia autorizzato, nell’ottobre 2016,  attacchi con armi chimiche contro la popolazione civile della area di Jebel Marra uccidendo 250 persone. Le prove del utilizzo di armi chimiche sono state fornite da Amnesty International ma rifiutate dal regime sudanese.

In contemporanea al seminario organizzato dalla Unione Europea il regime ha ordinato una violenta repressione degli studenti dell’Università di El Zaeem El Azhari in Omdurman (Khartoum) che protestavano contro l’aumento delle rette universitarie. Reparti della Polizia e un nutrito gruppo di studenti islamici estremisti collegati con il partito al potere, il National Congress Party, hanno fatto irruzione all’interno dei locali universitari dove si stava svolgendo una riunione studentesca, pestando selvaggiamente i partecipanti e arrestando sette studenti.

L’ennesimo atto di repressione del regime non ha minimamente intaccato la decisione del Parlamento Europeo di autorizzare due finanziamenti in supporto al Governo sudanese. Il primo di 12 milioni di euro per il supporto della sanità nelle regione est del Sudan e il secondo di 22 milioni di euro in supporto all’educazione. Fondi annunciati dall’Ambasciatore UE in Sudan, Jean-Michel Dumond.  Questo nuovo finanziamento si aggiunge ai 100 milioni di euro stanziati dalla Unione Europea per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati e dei sudanesi. Interventi umanitari che non prevedono il rafforzamento della capacità della società civile e del processo democratico nel Paese.

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