mercoledì, febbraio 21

Sudafrica: all’inizio del saccheggio del Paese c’era Zuma.Org Ecco il sistema ‘caritatevole’ dei primi anni dell’era di Jacob Zuma, l’inizio della dilapidazione del Sudafrica

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Il Comitato Esecutivo Nazionale dell’ANC (African National Congress), il parito di governo in Sudafrica, ieri ha deciso di rimuovere il Presidente Jacob Zuma dal suo incarico di capo di Stato, dopo giorni di trattativa al termine dei quali Zuma aveva rifiutato di dimettersi. Il Comitato Anc ha dato a Zuma un ultimatum di 48 ore: o si dimette oppure viene deposto -in queste ore si è diffusa la notizia che Zuma è intenzionato a resistere. L’apparato politico che in tutti questi anni lo aveva sostenuto lo ha abbandonato definitivamente. L’accusa è corruzione con annesso saccheggio sistematico del Paese, come sostiene la Nelson Mandela Foundation nella nota di una settimana fa che ha rappresentato l’inizio della fine di Zuma, un Presidente che ha dilapidato il Paese.

Come è stato possibile a Jacob Zuma dilapidare il Paese, trasformare il Sudafrica in un affare di famiglia?
Gli analisti sudafricani ricollegano l’inizio di quella che viene definita l’era di corruzione targata Zuma al rapporto tra Jacob Zuma  e i fratelli Gupta – Aiay, Atul Rajesh Gupta, arrivati in Sudafrica nel 1993, l’ultimo anno del regime di Apartheid, per partecipare alla vita economica del nuovo Sudafrica- e, più precisamente al 2013, quando, in occasione di un matrimonio dei Gupta, scoppiò un caso sui media africani e indiani legati all’atterraggio di un aereo privato sul quale volavano gli ospiti dei Gupta, presso una base militare sudafricana con il permesso dei vertici del Governo. Il matrimonio in qualche modo è stata l’immagine della manipolazione e dell’uso delle istituzioni da parte di Zuma, socio in affari dei tre fratelli.

Quello con i fratelli Gupta è certamente il legame sul quale Zuma ha costruito la sua fortuna economica di questi ultimi anni e che ha consegnato il Sudafrica alla rete di potere che lo ha spolpato, ma il sistema Zuma, viene da più lontano, risale a ben prima che assumesse la presidenza, il ruolo di capo di Stato gli ha poi facilitato il lavoro e offerto nuove occasioni per fare del Sudafrica un affare di famiglia. Un sistema di grandi interessi economici sotto copertura che è improvvisamente balzato all’attenzione dell’opinione pubblica dopo il 16 agosto 2012 quando, a Marikana, presso la miniera di platino della Lonmin – il Paese possiede due terzi delle riserve mondiali di platino – le forze dell’ordine hanno sparato contro i minatori in sciopero e ne hanno ammazzati 34. Da allora è stato un crescendo di tensione, la fitta rete di interessi di Zuma nelle attività economiche è finita nell’occhio del ciclone delle proteste e nell’intero sistema economico del Paese.

Nel 2012 ‘L’Indro’ fece la ricostruzione di questo enorme sistema. Lo riproponiamo in sintesi.

L’intreccio degli interessi di Zuma nasce qualche anno prima della sua ascesa al potere e si materializza attraverso una miriade di fondazioni e associazioni caritatevoli gestite dal Presidente, dalle sue moglie (sei, essendo Zuma dichiaratamente poligamo) e da parenti vari, un network noto come la Zuma.Org.

Oggetto della Zuma.Org è la collaborazione tra l’associazionismo non profit e il mondo imprenditoriale per migliorare le condizioni delle fasce più deboli della popolazione.

Le multinazionali locali e straniere che operano nel Paese, attraverso donazioni a queste fondazioni, contribuirebbero allo sviluppo delle comunità in cui operano, guadagnandosi in cambio l’immagine di aziende etiche e socialmente responsabili. Le fondazioni hanno il compito di gestire le donazioni, di realizzare i progetti finanziati con tali donazioni, e di fare continuamente fundraising con l’obiettivo di convincere il maggior numero possibile di aziende a realizzare attività etiche e socialmente utili.

Questa è la facciata, dietro si nasconderebbe il clientelismo e la corruzione. La Zuma.Org, secondo varie inchieste condotte dai mass media sudafricani – primo tra tutti l’autorevole ‘Mail & Guardian’ -, sarebbe una complessa struttura semi mafiosa volta a rimpinguare le casse della famiglia Zuma.

In cambio di significative ‘donazioni’, le multinazionali affiliate riceverebbero favori dal fisco, protezioni politiche e un trattamento privilegiato che garantirebbe loro lucrosi affari, non ultime una serie di agevolazioni nell’aggiudicarsi importanti gare d’appalto pubbliche.

Il tutto sarebbe gestito con la complicità della classe dirigente della coalizione di Governo – formata oltre che dall’African National Congress (ANC), dal partito comunista sudafricano, il South African Communist Party (SACP), e dalla federazione sindacale Congress of South African Trade Unions (COSATU) -, attraverso un sistema clientelare perfettamente istituzionalizzato.

Sono otto le fondazioni controllate dal Presidente Zuma e dalla sua famiglia.

The Jacob Zuma RDP Education Trust, nata nel 1995 e registrata nel 2000, questa fondazione é la capostipite della Zuma.Org. La sua struttura e il suo modus operandi é stato meticolosamente replicato dalle successive fondazioni.

Friends of Jacob Zuma Trust, è stata registrata nel 2005. La fondazione aveva come principale obiettivo la raccolta fondi per sostenere le spese legali di Jacob Zuma coinvolto, al tempo, in due processi, il primo per stupro e il secondo per vendita illecita di armi.

Jacob Zuma Fondation, registrata nel 2008 e ufficialmente lanciata nel 2010, é finanziata per lo più dalle multinazionali minerarie.

Bongi Ngema-Zuma Foundation, registrata nel 2010 e diretta dalla sesta moglie del Presidente (Gloria Bongekile Ngema), questa fondazione si occupa dei malati di diabete e di progetti sanitari nella provincia natale di Zuma, il KwaZulu-Natal.

Masibambisane Rural Development Intiative, è stata registrata nel 2011, si occupa della promozione agricola a favore dei contadini poveri.

MaNtuli-Zuma Foundation, registrata nel 2011, la fondazione é gestita dalla quarta moglie di Zuma (Nompumelelo Ntuli) e si occupa della promozione dello sviluppo sociale.

Thobeka Madiba-Zuma Foundation, registrata nel 2011, è la fondazione gestita dalla quinta moglie di Zuma (Thobeka Stacie Madiba).

Zodwa Khoza Foundation è stata fondata da una delle ex amanti del Presidente, non é stata ancora registrata ma é già attiva nel fundraising.

Queste otto fondazioni hanno molti tratti tra loro comuni e sono finanziate esclusivamente da imprenditori, sudafricani o internazionali, che staccano assegni milionari curiosamente sempre con cifre tonde e non inferiori ad 1 milione di Rand – poco meno di 100mila Euro. La loro gestione amministrativa é estremamente opaca ma fino ad ora non sono state soggette a indagini. Sono tutte legate alla fondazione-madre, la The Jacob Zuma RDP Education Trust.

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