sabato, ottobre 21

Sud Sudan, tra scambi di accuse e crimini

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Non accenna a placarsi la guerra civile in Sud Sudan, che ormai va avanti dal dicembre 2013. Le opposizioni accusano il presidente Salva Kiir di crimini contro migliaia di civili di etnia Nuer. In particolare a lanciare l’appello all’Unione Africana e all’Onu sono il Sudan People Liberation Movement-In Opposition (SPLM-IO), il Sudan Peoples’ Liberation Movement, il National Democratic Movement (NDM), il People’s Democratic Movement (PDM), il South Sudan National Movement for Change (SSNMC) e il National Salvation Front (NAS).

Nel mirino il comportamento della SPLA (Sudan People’s Liberation Army) e delle milizie alleate del presidente conosciute come ‘Mathiang Anyor’, ree di aver preso di mira il secondo gruppo etnico del Paese a cui appartiene il leader dei ribelli, l’ex vicepresidente Riek Mackar: si parla di esecuzioni sommarie, torture e stupri di massa. Secondo le ultime stime della missione ONU nel Paese UNMISS (United Nations Mission in South Sudan), ad oggi le vittime della guerra civile in Sud Sudan sarebbero oltre 30mila. Sempre secondo le Nazioni Unite, sono oltre 3 milioni i sud-sudanesi che finora sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Si tratta del più grande esodo in Africa dal genocidio in Rwanda del 1994.

E a finire nel mirino nel Sud Sudan sono anche gli operatori umanitari. Tre funzionari della missione del PAM (Programma Alimentare Mondiale) sono stati uccisi la scorsa settimana, mentre il 18 aprile, sedici membri della missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo MONUSCO sono stati rilasciati dopo essere stati tenuti in ostaggio per alcune ore da un gruppo di sud-sudanesi appartenenti a un gruppo di ex ribelli stanziati nel campo di Munigi, alla periferia di Goma. Ecco un reportage dalla zona, dimenticata ormai dalla comunità internazionale.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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