giovedì, giugno 21

Strage di Ustica: da 38 anni si attende verità e giustizia Una impenetrabile cortina di silenzio e omertà

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Mancano pochi giorni, e saranno trentotto anni… Trentotto anni fa Pier Paolo, 33 anni, veniva chiamato d’urgenza: c’era un guasto all’impianto di Gela, e lui doveva venire il prima possibile, il primo aereo disponibile…

Trentotto anni fa Giuliana, undici anni, promossa, non vedeva l’ora di mostrare la pagella al babbo, che è a Palermo. Trentotto anni fa Alberto, trentasette anni si imbarcava per la Sicilia, dove lo aspettavano moglie e figlia che compie sette anni…

Sono le 20.59 del 27 giugno 1980: il DC-9 Itavia partito da Bologna per Palermo, a bordo Pier Paolo, Giuliana,Alberto, e altre 78 persone, scompare dagli schermi radar. Precipita nel mar Tirreno, tra le isole di Ponza e Ustica. Una delle peggiori tragedie aeree della storia d’Italia, segnata da misteri, depistaggi, indagini lunghe decenni.

A complicare il mistero, un Mig libico che si schianta sulle pendici della Sila, in Calabria. Ufficialmente il 18 luglio; il sospetto è che sia stato abbattuto la stessa sera del DC9. L’inchiesta è lunga, difficile. Le autorità militari italiane, francesi e statunitensi spesso negano informazioni e documenti. Spariscono molte registrazioni radar…Il giudice istruttore Rosario Priore nella sua ordinanza parla di “distruzioni e sparizioni non casuali”.

Quattro generali dell’aeronautica militare sono rinviati a giudizio: alto tradimento. Verranno assolti. La commissione parlamentare sulle stragi è durissima: “la vicenda è un insieme di menzogne, reticenze, deviazioni”.

Quella sera erano in volo una quantità di aerei di varie nazionalità. E’ credibile che ci sia stata una vera e propria battaglia aerea, e il DC-9 si è trovato in mezzo.

Dopo quasi quasi quarant’anni siamo ancora chiedere: chi, come, perché. Questi interrogativi e gli 81 morti sono l’unico dato certo; vale quel che disse, fin dal primo momento, il giudice istruttore Priore: “Le decisioni prese dai militari sono state di una tale rilevanza e gravità che appare impossibile che lo siano state senza l’avallo di un livello superiore, nazionale (il governo, ndr), straniero, o internazionale e deve averne ricevuto il consenso”.

Una cortina di silenzio e di omertà che resiste da trentotto anni.

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