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La campagna mondiale

#StopThisMovie, genocidio in Burundi: il regista è Nkurunziza

L'obiettivo è l'intervento armato internazionale per destituire il CNDD-FDD

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Kampala – La Federazione Internazionale dei Diritti Umani – FIDH in collaborazione con prestigiosa associazione burundese per i diritti civili Ligue Iteka, ha lanciato una campagna internazionale per denunciare non il rischio ma l’imminenza del genocidio in Burundi. La campagna è composta da un accurato rapporto sui crimini contro l’umanità commessi dal regime durante la crisi politica iniziata nell’aprile 2015, da una petizione internazionale contro l’ex presidente Pierre Nkurunziza (illegalmente al potere dal luglio 2015) e da un video choc che racconta come sarà eseguito il genocidio. La campagna di sensibilizzazione è diffusa in vari Paesi africani, Stati Uniti, Francia, Belgio, Inghilterra, Germania. Il rapporto sui crimini contro l’umanità è stato depositato presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il Parlamento Europeo. L’obiettivo della campagna è quello di provocare un intervento armato internazionale per rimuovere dal potere il partito CNDD-FDD, distruggere il suo principale alleato regionale, il gruppo terroristico ruandese FDLR e di portare dinnanzi al tribunale dell’Aia l’ex presidente del Burundi.

Il video è stato ideato come un classico trailer per pubblicizzare un film hollywoodiano. La sua realizzazione è stata affidata ad uno studio franco americano che ha collaborato nella produzione di film sulle tragedie africane vincitori di Oscar internazionali: Hotel Rwanda (genocidio ruandese 1994), L’ultimo Re della Scozia (crimini contro l’umanità del dittatore ugandese Idi Amin Dada) e Johnny Mad Dog (Johnny il cane pazzo, una storia di un giovane miliziano ambientata durante la terribile guerra civile in Liberia consumatasi negli anni Novanta). Le collaborazioni esterne e la capillare diffusione su tre continenti fanno sospettare che l’associazione francese per i diritti umani abbia ricevuto appoggi politici e importanti finanziamenti da Paesi occidentali avversi all’attuale regime in Burundi: Stati Uniti, Belgio, Francia, Norvegia. Nessuna conferma ufficiale di questo sostegno istituzionale è al momento disponibile.

Il video è stato censurato in Burundi. La polizia ha dichiarato che qualsiasi cittadino trovato in possesso del thriller ‘StopThisMovie’ o che partecipa alla sua diffusione sarà arrestato con l’accusa di terrorismo. “Utilizzando le tecniche di comunicazione del cinema, il più efficace media mondiale, vogliamo sensibilizzare il più alto numero di cittadini africani e la comunità internazionale sui piani genocidari in atto nel Burundi. La discesa verso l’inferno che sta avvenendo in questo Paese africano non è una fiction di Hollywood ma una realtà. Occorre agire prima che sia troppo tardi. Il nostro compito è mobilizzare l’opinione pubblica internazionale affinché si crei una forte pressione mondiale che spinga le potenze democratiche ad agire ponendo fine a questa associazione criminale creata da Pierre Nkurunziza” spiegano ai media africani Dimitris Christopoulous, presidente della FIDH e Anchaire Nikoyagize, presidente della Ligue Iteka.

Il trailer di ‘StopThisMovie’ è stato pubblicato sui maggiori siti web americani ed europei di promozione dei film di successo internazionale. È stato messo in onda per una intera settimana sui schermi giganti di Times Square a New York (iniziativa promossa e finanziata dal Comune di New York), è stato diffuso anche nelle principali sale cinematografiche in Francia e Belgio prima dell’inizio dei film programmati. Numerose star di Hollywood hanno accettato l’invito di FIDH e Ligue Iteka per promuoverlo e sensibilizzare l’opinione pubblica americana sul genocidio in Burundi.

StopThisMovie è la parte più mediatica dell’offensiva di queste due associazioni in difesa dei diritti umani. L’epicentro della campagna è il rapporto di 200 pagine intitolato “Dalla repressione alle dinamiche genocidarie”. Il rapporto è frutto di accurate ricerche, testimonianze di 382 cittadini burundesi e vari documenti governativi che sono giunti ad FIDH grazie a talpe interne al regime burundese. Il rapporto descrive nei minimi dettagli le esecuzioni extra giudiziarie, gli arresti arbitrari, le torture, le gang-bang (stupri collettivi) a scopo politico, le fosse comuni, i massacri compiuti dal regime di Nkurunziza dal aprile 2015 al settembre 2016, i preparativi del genocidio.

Il rapporto rivela che il governo illegale burundese ha fatto ricorso ad una propaganda fondata sulla ideologia etnica HutuPower ideata nel 1957 dal Vaticano grazie alla collaborazione della congregazione religiosa Padri Bianchi. Una ideologia che fu all’origine del Olocausto Africano del Rwanda 1994, un milione di morti in cento giorni: 416 vittime ogni ora. L’ideologia HutuPower ha continuato a diffondere i suoi veleni di odio etnico nella Regione dei Grandi Laghi fino ad oggi, causa il sostegno indiretto o diretto della Francia e di alcune note congregazioni cattoliche belghe, francesi e italiane.

Il rapporto spiega nei minimi dettagli la dinamica genocidaria in atto, la sua piega etnica e l’organizzazione paramilitare delle milizie genocidarie assicurata da esperti terroristi ruandesi che organizzarono e misero in pratica l’Olocausto nel 1994. L’orientamento etnico della repressione in Burundi è stato scientificamente dimostrato dal rapporto. Il 82% delle vittime del regime dal aprile 2015 al settembre 2016 sono tutsi. Il target etnico non viene applicato solo nello sterminio di giornalisti, leader politici dell’opposizione, attivisti dei diritti umani e della Società Civile. In queste categorie sono presenti molte vittime hutu. La loro eliminazione fisica intende raggiungere l’obiettivo di impedire una alleanza sociale (tutsi hutu) capace di abbattere il regime.

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Un commento su “#StopThisMovie, genocidio in Burundi: il regista è Nkurunziza”

  1. Fulvio Beltrami scrive:

    Onore alla resistenza di un intero popolo determinato a raggiungere a tutti i costi Pace, Democrazia e Sviluppo Economico.

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