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Statua gigante di Ramses II torna a farci sognare l’Egitto

Una statua gigante, lunga 8 metri, si ritiene raffigurasse il Faraone Ramses, scoperta a Il Cairo
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Ramses II, il faraone egizio appartenente alla XIX dinastia che regnò dal 1279 al 1212 a.C, torna a far sognare al mondo l’Egitto, che  festeggia una delle più straordinarie scoperte archeologiche degli ultimi decenni. Una statua gigante, lunga 8 metri, che si ritiene raffigurasse il Faraone Ramses: è la scoperta eccezionale effettuata dagli archeologi egiziani in un quartiere popolare del Cairo. Accanto, un’altra di circa un metro di Seti II.

I frammenti del colosso di otto metri rotto in più pezzi sono venuti alla luce martedì a el-Matariya, un sobborgo orientale del Cairo, durante le ricerche di un team di archeologi tedeschi ed egiziani. Gli scavi erano condotti nel fango di una baraccopoli nella zona in cui nell’antico Egitto sorgeva Eliopoli, la città dedicata al Dio Sole che era considerata sacra perché origine della creazione.
Poche ore dopo l’annuncio, giovedì mattina, giornalisti e cameramen si sono riversati nella zona e hanno documentato le operazioni di recupero della testa della statua. Operazioni le cui modalità sono finite subito in mezzo alle polemiche, in quanto è stata impiegata una scavatrice idraulica da cantiere con il rischio di danneggiare il prezioso e pesantissimo reperto. Le autorità egiziane hanno assicurato che erano state piazzate assi di legno e sughero nel caso fosse scivolata via, ma si sono impegnate a studiare altri mezzi per il recupero degli altri pezzi.

Le due statue risalgono alla XIX dinastia, ha spiegato il Ministero delle Antichità egiziano, Khaled al-Anani. Quella che dovrebbe raffigurare Ramses II è ‘spezzata in grandi pezzi’ ed è fatta di ‘quarzite’, scrive il sito ‘Egypt Independent’. Sono emerse solo parte della testa, con un orecchio e un occhio e della corona. La statua di Seti II, di cui sono stati rinvenuti circa 80 centimetri, è ‘a grandezza naturale’. La scoperta è una delle più importanti fra quelle recenti, scrive ancora il sito sintetizzando dichiarazioni del capo della missione egiziana, il professor Ayman al-Ashmawy.
Della statua in quarzite di Ramses II sono stati avvistati prima il busto e una parte della testa, poi la corona e ancora un frammento dell’orecchio e dell’occhio destro. Finora è stata tirata fuori sola la testa, con una gru, perchè le altre parti sono troppo pesanti.

Grazie alla durata eccezionale del regno di Ramses II gli egittologi usano chiamare col suo nome l’intero periodo della sua dinastia (Epoca Ramesside). Il faraone fece costruire numerosissimi monumenti in tutto il Paese e incidere il suo nome su altrettante opere dei suoi predecessori; una tale quantità di oggetti d’arte e di elementi architettonici ha fatto sì che vi sia traccia di lui in qualsiasi museo del mondo che ospiti una collezione dedicata all’Antico Egitto.

Ramses II viene considerato da alcuni studiosi il faraone che si oppose a Mosè nei fatti narrati dal Libro dell’Esodo; da altri invece è ritenuto il ‘faraone dell’oppressione’, ossia il padre di quel faraone con cui Mosè si scontrò, che sarebbe Merenptah; ma di fatto non esiste alcuna prova archeologica che dimostri che Ramesse/Ramses sia stato o l’uno o l’altro faraone, né il suo nome viene menzionato nella Torah.
L’insieme di ciò che Ramses II ha lasciato all’archeologia e allo stesso modo nella memoria collettiva fa di lui il faraone più conosciuto nel mondo.

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